RIFONDAZIONE COMUNISTA: LA SCUOLA AL TEMPO DI VALDITARA? TAGLI, PROPAGANDA E CAOS

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Domani il ministro Valditara sarà in tour in Calabria e visiterà alcuni istituti tecnici a Paola (CS).
A nostro giudizio la sua riforma della cosiddetta “filiera tecnico-professionale” con il recente decreto ha
letteralmente generato il caos nelle scuole della nostra provincia: è ormai evidente come i dirigenti
scolastici in questi giorni non abbiamo potuto fare altro che sottoporre ai Collegi docenti proposte di
organico senza poter abbinare le classi di concorso alle cattedre delle nuove discipline.
Allo stato attuale l’unica certezza è il taglio, nel primo anno degli istituti tecnici, di ben 231 ore delle
materie scientifiche (Fisica, Biologia, Chimica e Scienze della Terra), con buona pace della diffusione
delle discipline STEM. Allo stesso tempo dagli indirizzi CAT (ex Geometra) scompare la disciplina
Disegno Tecnico con buona pace della professionalizzazione degli allievi. Tali discipline, com’è noto agli
operatori e alle operatrici del settore, erano quelle che nel primo biennio favorivano ed incentivavano le
attività laboratoriali.
L’emanazione del decreto, inoltre, penalizza anche le scuole che avevano scelto di non aderire alla
cosiddetta riforma del “4+2” (di fatto un 5-1) perché da un lato viene imposto a tutti il nuovo ordinamento
non accettando il confronto democratico e, dall’altro, si compie tale forzatura senza alcuna trasparenza
nei confronti di famiglie, studenti e studentesse che avevano effettuato le iscrizioni basandosi sui
precedenti quadri orario, quindi con le discipline che ora sono oggetto di tagli.
Secondo Rifondazione Comunista si tratta di un primo passo verso l’ingresso dei privati nelle scuole
tecniche. Ad essi infatti si dà la possibilità di intervenire nell’offerta didattica e laboratoriale e si concede
alle aziende di inserire proprio personale in queste attività.
Il decreto di Valditara, in un territorio come quello calabrese, colpisce in primo luogo l’offerta formativa
dei nostri istituti tecnici facendo sì che ci siano differenze da scuola a scuola, tra territorio e territorio e, in
secondo luogo, penalizza l’occupazione con il taglio del personale docente creando ancora più
problematiche lavorative in una regione che primeggia nei tassi di disoccupazione.
Anche per questi motivi Rifondazione Comunista rinnova l’invito a tutte e a tutti i calabresi ad
impegnarsi per una scuola veramente pubblica e di qualità così come è quella disegnata nella nostra
Costituzione e a difendere quest’ultima votando NO il 22 e il 23 marzo.
Segreteria Provinciale di Cosenza di Rifondazione Comunista

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