Sanità calabrese, da Reggio Calabria parte la mobilitazione. ABACO scrive al Presidente Roberto Occhiuto: confronto immediato su liste d’attesa, medicina territoriale e diritto alla cura

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L’iniziativa pubblica promossa da ABACO lo scorso 10 maggio a Reggio Calabria, si è rivelata un mo-
mento intenso, partecipato nel merito e ricco di contributi, testimonianze e spunti di riflessione sullo
stato della sanità calabrese. Medici di medicina gene rale, operatori sanitari, cittadini, associazioni e
rappresentanti del mondo sociale e sindacale hanno dato vita a un confronto franco, concreto e per
molti aspetti allarmante sulle condizioni in cui versa oggi il diritto alla cura nella nostra regione.
Dall’assemblea è emerso un quadro che non può più essere nascosto dietro la propaganda dei numeri
o dietro annunci privi di ricadute concrete: liste d’attesa incompatibili con i bisogni reali di cura, ter-
ritori privati di servizi essenziali, medici di fami glia sottoposti a crescenti vincoli burocratici e prescrit-
tivi, cittadini costretti sempre più spesso a rinunciare alle cure oppure a rivolgersi al privato, pagando
di tasca propria ciò che dovrebbe essere garantito universalmente dal servizio pubblico.
Per queste ragioni, dando seguito agli impegni assunti pubblicamente durante l’iniziativa del 10 mag-
gio, ABACO ha formalmente trasmesso al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, una
richiesta ufficiale di incontro urgente per aprire un confro nto reale e pubblico sulle emergenze sani-
tarie della regione e sulle scelte politiche necessarie a invertire una deriva che rischia di compromet-
tere definitivamente il diritto costituzionale alla salute.
La richiesta nasce da un mandato preciso emerso dall’assemblea di Reggio Calabria e pone questioni
non più rinviabili: abbattimento reale delle liste d’attesa, rafforzamento della medicina territoriale,
assunzione di personale sanitario, piena tutela dell’ autonomia professionale dei medici, trasparenza
sui dati reali delle prestazioni e stop a ogni ulteriore trasferimento di costi sulle famiglie.
Abaco è in prima linea nella lotta ai diritti mancati . Come nella storia di Maria Francesca Barbieri ,
allettata da troppo tempo in attesa di uno scorrimento nelle liste di attesa per accedere ad un per-
corso riabilitativo e fisioterapeutico per ritornare a vivere.
Oppure Katia Coloca che, con la sua storia drammatic a ma coraggio sa oggi vuole essere testimone
attiva per la lotta al diritto alla cura nel proprio territorio e non essere costre tta ad emigrare.
La spesa sanitaria delle famiglie continua infatti a crescere, mentre si restringe l’accesso ai servizi
pubblici. Un modello che colpisce soprattutto pensionati, lavoratori, precari, disoccupati e fasce po-
polari, alimentando disuguaglianze territoriali e s ociali ormai intollerabili.
ABACO ribadisce che la salute non può essere subordinata ai vincoli di bilancio né trasformata in
occasione di profitto privato. La spesa sanitaria è una spesa certa e incomprimibile, e l’indebolimento
del pubblico apre inevitabilmente nuovi spazi di merca to fondati sul bisogno, sull’urgenza e sull’in-
debitamento delle famiglie.
In attesa di riscontro da parte della Presidenza della Regione, il percorso avviato il 10 maggio prose-
guirà con ulteriori momenti di informazione, organizzazione e mobilitazione nei territori, coinvol-
gendo cittadini, professionisti sanitari, associazioni e realtà sociali determinate a difendere un diritto
fondamentale sancito dalla Costituzione.
Per A.Ba.Co Calabria
Presidente Saverio Bartoluzzi

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