Sanità: domani al via a Melito Porto Salvo la raccolta firme. I cittadini chiedono il ricorso al TAR e il «Tiberio Evoli» elevato a Ospedale Spoke.

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La mobilitazione: «Basta smantellamenti. Elevare Melito al pari di Locri e Polistena per salvare l’Area Grecanica e decongestionare il GOM di Reggio Calabria. Stop all’odissea dell’ex INAM».

MELITO DI PORTO SALVO (RC), 15 Giugno 2026 – Parte domani mattina a Melito di Porto Salvo la grande mobilitazione popolare con una raccolta firme capillare. I cittadini scendono in piazza per fermare lo spostamento dei servizi specialistici dell’ex INAM verso la Casa di Comunità di Roghudi e per chiedere il rilancio definitivo dell’Ospedale “Tiberio Evoli”.

L’istanza formale, inviata oggi al Sindaco, traccia una linea d’azione legale e politica netta. Non si chiede solo il ricorso al TAR Calabria per bloccare il trasferimento selvaggio dell’ex INAM(Richiesta … p. 1), che costringe i fragili a odissee di 16 chilometri senza mezzi pubblici, ma si rivendica un cambio di passo storico: l’elevazione del Presidio “Tiberio Evoli” a Ospedale Spoke, equiparandolo alle strutture di Locri e Polistena.

Secondo i promotori della petizione, supportati dalle recenti denunce giornalistiche della testata Capo Sud, solo il riconoscimento dello status di “Spoke” può garantire il ripristino del diritto alla salute – oggi sistematicamente negato – a tutta la vasta Area Grecanica e alle comunità delle zone interne. Questa operazione strategica permetterebbe di blindare la pianta organica, arginare la drammatica migrazione sanitaria verso altre regioni e, soprattutto, decongestionare il Grande Ospedale Metropolitano (GOM) di Reggio Calabria, alleggerendo la pressione sul pronto soccorso e sui reparti della città capoluogo.

«Melito deve tornare a essere il baricentro sanitario del territorio. Chiediamo al Sindaco Nastasi di guidare questa battaglia legale e istituzionale. Invitiamo tutti i cittadini, i comitati e le forze sociali a presentarsi in massa ai banchetti da domani mattina muniti di documento di identità», concludono i promotori.

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