SCIOPERO SI, MA DISTRUZIONI NO! Chi tollera la violenza è senz’altro un correo di condotte illecite altrui.

Shares

Un venerdì e sabato disastrosi! Son partito da Roma per andare a Pisa e sono rimasto “prigioniero” sul treno per oltre tre ore. Il convoglio non poteva entrare nella stazione di Firenze perché i manifestanti avevano occupato la struttura ed i binari, impedendo l’ingresso del treno. Stesse notizie arrivavano da Milano, da Bologna, da Roma, da Napoli! Uno sciopero, dichiarato illegittimo dal Garante, che, comunque, forzando la norma può anche tollerarsi, ma non può consentire, assolutamente, la distruzione di macchine, di vetrine, e di qualunque altra cosa si trovi sulla strada. Si dirà che la manifestazione era pacifica e che si sono introdotti soggetti violenti che hanno approfittato dell’iniziativa per creare confusione, paura, devastazione. Sarebbe tollerabile una tale affermazione se i manifestanti pacifici si fossero opposti a questi gruppi, li avessero isolati, avessero avvisato le Forze dell’Ordine, e, poi, fossero stati condannati da chi aveva organizzato l’evento. Nulla di ciò è accaduto. Nessun pentimento. Nessun mea culpa! Anzi, con grande arroganza, qualcuno degli organizzatori ha cercato di giustificare gli accadimenti, prendendosela con il Ministro delle Infrastrutture che ha sollecitato una normativa severa e che possa limitare tali violenze. Una vergogna! Sul treno, invece, le persone erano imbufalite per non aver potuto raggiungere il posto di lavoro, per non aver potuto arrivare in orario nella città di destinazione, gridando contro l’Italia, contro il Governo, contro il Parlamento. Una deriva che crea un palese danno non ai manifestanti violenti o a chi ha organizzato lo sciopero, ma a tutta la Nazione, a tutti i cittadini, che vorrebbero, invero, avere un paese sereno, vivibile e senza il pericolo di trovarsi coinvolti in gravi fenomeni del genere. Un danno pesantissimo sia per l’immagine della nostra Italia che per tutti coloro che hanno subito gratuite devastazioni. Per non parlare poi della sera precedente: all’aeroporto di Fiumicino lunghissime file con centinaia di persone che attendevano di poter prendere un taxi, senza alternative, in quanto il trenino era stato sospeso per lavori sulla linea, i pullman messi a disposizione insufficienti con lunghe file, gli Uber tutti occupati! Un disastro anche qui! Ma è questa l’Italia che vogliamo? È questa la Nazione che i manifestanti e gli organizzatori vogliono? Sono questi i politici che pensano alla loro terra, ai posti di lavoro faticosamente creati e che potrebbero perdere, in quanto la gente non comprende e non sopporta tale clima e non ha voglia di guerriglie? Gli scioperi sono il sale della democrazia e della civilizzazione, ma le devastazioni sono una palese deviazione di tali principi e il tollerarli non rende diversa la condotta e la posizione di chi organizza le manifestazioni e di chi crea violenza e distruzione: entrambi possono ritenersi criminali e violenti in danno di una Nazione che è conosciuta, invece, per la sua storia, per le sue bellezze, per la sua civiltà. Forse, è arrivato il momento di intervenire con decisione per evitare che si possa dire che in Italia non si può vivere e che si rischia la vita. Ed è anche ora che determinati organizzatori siano in grado di garantire le iniziative pacifiche e non, invece, consentire a questi di tollerare tali violenze. Gli italiani sono stanchi e non sopportano più situazioni del genere. Si abbia il coraggio di intervenire celermente per garantire i cittadini, i loro beni e la libertà calpestata e la sinistra eviti di gridare allo scandalo se verrà emanata una legittima norma che inasprisce le sanzioni e renda gli organizzatori supini e tolleranti corresponsabili per i danni causati.   

Lì, 05.10.2025.

Giacomo Francesco Saccomanno (avvocato-giurista-presidente Centro Studi Giuridici “Giustizia&Giusta”)

Check Also

Il Procuratore Marisa Manzini conquista il secondo posto al Premio Nadia Toffa 2025 con l’opera “Il coraggio di Rosa”

Lamezia Terme, 8 dicembre 2025 – Un importante riconoscimento per l’impegno civile e la lotta …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Non puoi copiare il contenuto di questa pagina