Scuola e disabilita’, l’associazione amici di Nicola denuncia!

– Questa Associazione costituita con lo scopo di tutelare i diritti delle persone diversamente abili come recita il proprio statuto, collabora con gli Enti Pubblici e Privati per un’azione che rimuova le cause originanti l’handicap e la cultura dell’emarginazione – favorisce direttamente attività di prevenzione – si occupa di assistenza scolastica,

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                                                                                                                                              DETTAGLIATA        RELAZIONE

                                                                                                                                              AL          MIUR          –          ALLA

MAGISTRATURA – AGLI UFFICI SCOLASTICI

PROVINCIALI E REGIONALI – AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA –  AI POLITICI LOCALI E REGIONALI, attraverso una relazione “fotografica” la situazione di una forte preoccupazione e malcontento da parte di tante famiglie con figli diversamente abili scolarizzati con diritto ad usufruire dell’art. 13 della Legge 104/92, una norma che mira a fornire assistenza scolastica ai studenti diversamente abili di ogni ordine e grado con l’assegnazione di assistenti educativi ed alla comunicazione, agli Insegnanti di sostegno, con l’inclusione e integrazione scolastica.

  • Anche quest’anno scolastico 2015/16, è decorso privando dei diritti i tanti studenti diversamente abili, negandogli la piena integrazione scolastica, negando loro il superamento di quelle situazioni di svantaggio che rallentano la crescita e la formazione; Pertanto con la presente, segnaliamo nello specifico un caso simbolo, (chi si ricorda dell’unico studente in Italia ad iniziare la scuola nel mese di novembre anziché a settembre 2015), stiamo parlando del Liceale ROMEO NICOLA 17/12/1998, Diversamente Abile al 100% in situazione di gravità (Art. 3 comma 3 della L.104/92), minore non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, che frequenta il primo anno del Liceo Artistico “P. Panetta” di Locri, anno scolastico difficile giunto ormai al termine e, con la presente vogliamo portare a conoscenza codeste Autorità di come si è svolto il percorso scolastico di questo studente diversamente abile al primo anno delle superiori, analizzando in modo cronologico tutte le fasi e le modalità di attuazione della “buona scuola” di come vengono applicate le norme vigenti riguardanti l’inclusione e l’integrazione scolastica, la sicurezza e, relazionando quanto segue: premessa
  • Com’è noto, per via delle proteste dei genitori e del clamore mediatico, a causa della mancanza di condizioni contestuali adeguate alla situazione di disabilità del ragazzo, Nicola ha potuto iniziare a frequentare l’anno scolastico dal 16 novembre 2015, con oltre due mesi di ritardo rispetto a tutti gli studenti Italiani (durante i quali i genitori sono arrivati alla protesta estrema di incatenarsi fuori dalla scuola) infatti, già il 18 settembre 2015 hanno esposto regolare denuncia, c/o i Carabinieri, contro ignoti affinché si faccia chiarezza su eventuali responsabili, così l’inizio è stato possibile a seguito di un tavolo di confronto, istituito il 13 novembre 2015 dal Sindaco di Locri con tutte le parti politiche e scolastiche Locali, Provinciali e Regionali, durante il quale si sono poste le basi istituendo le figure, i servizi e le condizioni adeguate affinché lo studente potesse finalmente iniziare l’anno scolastico. Facciamo un passo indietro
  • In occasione di una riunione del 21/10/2015, istituita dal Liceo, in un periodo in cui lo studente Romeo Nicola non aveva ancora frequentato nessun giorno di scuola e, all’interno del Liceo Artistico “P. Panetta” di Locri, in presenza di tutto il gruppo H nonché l’equipe SOS di neuropsichiatria infantile della Asp, il genitore Cosimo Romeo subisce da parte della D.S. offese dirette e, lo studente Romeo Nicola viene di fatto discriminato pubblicamente. Di ciò, è stata presentata apposita querela presso la Procura della Repubblica di Locri, per la quale stanno già indagando le autorità competenti.

Le prime incomprensioni

– Sin dal primo giorno di frequenza scolastica, e per almeno una settimana di seguito, il genitore dello studente Romeo Nicola ogni mattina verso le ore 10:00 circa si reca a scuola (ciò previo accorso con l’operatore OSS e l’Assistente educativa), incaricati al momento dell’igiene del ragazzo, per dare indicazioni affinché possa essere gestito al meglio in quanto, a causa di una grave scoliosi Nicola indossa un corsetto (busto) e pertanto l’operatore per i primi tempi necessita di istruzioni per tale pratica. Tenendo conto che, la stanza dell’igiene inizialmente era posta primo piano e, per raggiungerla bisognava  attraversare tutto il corridoio (dinnanzi alle classi e durante le lezioni), pertanto al fine di non arrecare disturbo, utilizzava la scala antincendio per portarsi direttamente al piano stabilito, ma questa pratica è stata fraintesa da alcuni collaboratori scolastici che credevano che il genitore volesse entrare di nascosto come se dovesse cogliere qualcuno di sorpresa e, a nulla sono valsi i tentativi di spiegazioni, tuttavia non si recava a scuola di propria iniziativa ma al bisogno e su richiesta dell’operatore OSS, pertanto ogni volta era atteso, nessuna sorpresa insomma!

Studenti in pericolo

– Il  secondo giorno di scuola, in data 17 novembre 2015, a seguito del sisma avvertito in modo forte sul territorio della Locride, durante l’evacuazione scolastica (che veniva erroneamente gestita nell’immediatezza della scossa tellurica) per portare gli studenti disabili “carrozzati” al piano terra hanno scorrettamente utilizzato l’ascensore con tutti i gravi rischi connessi al tipo di emergenza. La cosa è stata denunciata da questa Associazione la quale immediatamente ha richiesto agli uffici provinciali di edilizia scolastica di far trasferire al piano terra le aule con studenti disabili non deambulanti e contestualmente realizzare una stanza di supporto arredata con speciale lettino per facilitare l’igiene dei disabili e di adeguare il bagno degli stessi con apposito scaldino, infine di eseguire la riparazione di una porta antipanico che apre sul cortile posteriore del plesso scolastico. Operazioni di sicurezza (così da scongiurare ogni potenziale pericolo) attività richieste con determinazione, agli uffici competenti della Provincia, esclusivamente dalla nostra Associazione, tuttavia sono stati motivo di vanto della D.S. per prendersi meriti (non suoi) con apposite note stampa. La verità è, che fino a questo momento hanno omesso di applicare le norme di sicurezza lasciando in potenziale pericolo gli studenti diversamente abili in aule inadeguate ai piani alti.

Primo e ultimo incontro scuola-famiglia

  • L’11 gennaio 2016 si tiene, previo comunicazione scritta alle famiglie degli studenti, l’incontro scuola-famiglia e nonostante Nicola abbia frequentato solo poche settimane, il papà e la mamma accompagnati dal docente di sostegno vanno a conoscere tutti docenti di ruolo, e durante l’incontro hanno la spiacevole sorpresa di scoprire che, solo un insegnante su 10 conosceva il proprio studente Nicola Romeo e solo un docente su cinque si ricordava di lui.

Un nuovo incontro scuola-famiglia si svolge nel mese di aprile, ma visto i precedenti, questa volta i genitori dello studente non vengono avvisati di tale riunione e, solo a fine maggio (in chiusura anno scolastico) scoprono dell’avvenuto l’incontro scuola-famiglia attraverso un genitore di un compagno di classe (in quanto collega di lavoro del papà di Nicola). Dal canto suo la scuola si giustifica dicendo che vi era una pubblicazione on-line nel portale web della scuola, però sul loro sito non vi era alcuna comunicazione. Diritti negati

  • Rappresentiamo inoltre che, sia i genitori che la responsabile l’Unità multidisciplinare SOS di neuropsichiatria della Asp Dr.ssa G. Foti, non sono stati coinvolti dalla D.S. nella scelta dell’Assistente per l’autonomia e la comunicazione, Assegnando tale figura allo studente Nicola Romeo, violando la sentenza del Consiglio di Stato del 20 maggio 2009 n. 3104, un provvedimento che prevede che l’alunno disabile può ottenere un’assistente educativo scelto dalla famiglia; invece la D.S. l’ha nominata di proprio arbitrio sulla base di un profilo dinamico funzionale vecchio di circa 9 anni risalente alle scuole elementari che non corrisponde più alla situazione attuale dello studente. Mentre la legge prevede che la stesura del profilo dinamico funzionale (pdf), strumento base per un piano educativo individuale idoneo degli studenti disabili, avvenga annualmente.

 

Il sostegno

– Nonostante ci sia una sentenza del Tribunale di Reggio Calabria che, per la gravità dell’handicap assegna a Romeo Nicola un’Insegnante di sostegno con rapporto uno ad uno, gli uffici scolastici competenti stabiliscono un docente di sostegno già disabile e fruitore di L.104/92. La scuola sapeva che questa figura era meno idonea a tale mansione e, si giustifica dicendo che le assegnazioni vengono espletate dagli uffici scolastici Regionali. Tale insegnante era anche in attesa di ricovero sanitario su prenotazione e di ciò, la D.S. ne era al corrente in quanto trattasi di patologia dipendente da causa di servizio, infatti a febbraio si è messo in malattia a tempo indeterminato, così ha concluso l’anno scolastico e, la scuola ha penalizzato lo studente sotto tutti i punti di vista. Non si comprende con quale criterio vengano eseguite queste strane assegnazioni di docenti di sostegno. A tal proposito, non appena il docente in questione si mette in malattia (come programmato), lo stesso non viene avvicendato con rapporto uno ad uno e, a supplirlo provvede un Insegnante di sostegno già assegnato ad altro studente della stessa classe, il tutto all’oscuro dei genitori degli alunni interessati che vengono a conoscenza dei fatti in sede di riunione del 25 maggio, oltre tre mesi dopo; praticamente non è stato garantito il rapporto uno ad uno, così insegnante di sostegno infatti è stato assegnato per due studenti bisognosi fino alla fine dell’anno scolastico. A riguardo, segnaliamo un fatto alquanto strano, sono state istituite classi con più di uno studente disabile, ci sembra che questa situazione violi dell’Art. 5 comma 3 del DPR 81/2009, Legge che detta le linee guida in merito all’istituzione di classi scolastiche.

I fondi destinati ai disabili

– Evidenziamo riguardo le richieste avanzate dalla scuola verso provincia di (RC), al fine di ottenere fondi per l’integrazione scolastica per studenti diversamente abili con lo scopo di acquistare attrezzature didattico/specialistiche, mentre la D.S. cita nelle istanze n. 7 TECNOGRAFI (costosissimi), che a poco o niente servono per l’integrazione degli studenti disabili, la D.S. su specifica richiesta non ha fornito delucidazioni in merito. Inoltre riguardo le richieste della scuola al fine di ottenere fondi per facilitazioni di viaggio da devolvere alle famiglie degli studenti disabili non deambulanti, per la tratta da casa a scuola e viceversa, come integrazione scolastica, la D.S. a tutt’oggi non ha erogato alcun contributo alle famiglie indicate nelle richieste riguardanti quest’anno scolastico 2015/2016, né si conosco i tempi per ottenere tali contributi. La Provincia di R.C. dal canto suo ha ribadito di aver dato il via libera a tutte le scuole superiori compreso il Liceo Artistico “P. Panetta” di Locri, di elargire il contributo per le facilitazioni di viaggio agli aventi diritto utilizzando i propri fondi scolastici e successivamente rendicontare l’operazione al fine di ricevere i dovuti fondi dalla provincia stessa.

Figura specializzata

– Segnaliamo inoltre che l’unità multidisciplinare SOS di neuropsichiatria infantile della Asp e componente del gruppo H, ha richiesto (con nota prot. N. 174 del 17/04/2015) l’integrazione scolastica con una figura di psicologo/a, (figura confermata nel piano educativo individuale 2016), che tuttavia la scuola ha omesso di istituire limitandosi semplicemente a fare richiesta agli uffici provinciali solo ad aprile 2016, un anno dopo la prescrizione, privando così lo studente di un’integrazione scolastica importante, penalizzando lo stesso, già con grosse difficoltà, per il decorso di un intero anno scolastico.

Scarsa comunicazione

  • Romeo Nicola, sin dalla materna ad oggi (incluso le ripetenze) ha frequentato in totale 14 anni di scuola e, in tutti i gradi di frequenza scolastica le persone che ruotavano intorno allo studente, ognuno per la propria competenza, scrivevano una breve relazione sul diario dell’alunno al fine di informare e comunicare ai genitori le attività ludiche e didattiche e ogni attività. Questa pratica non è mai stata imposta a nessun operatore scolastico, infatti hanno sempre ritenuto opportuno spontaneamente di fare il diario del giorno.

Anche quest’anno al Liceo Artistico “P. Panetta” di Locri (per pochissimi giorni) su richiesta dei genitori i collaboratori scolastici avevano iniziato a fare il diario del giorno ma, non appena lo scopre la D.S. questa impartisce verbalmente ordine ai suoi subalterni di non fare più il diario, in quanto ai genitori non è dato sapere ciò che fa il figlio a scuola, questi devono fidarsi alla cieca, e a nulla sono valsi i tentativi di dialogo e chiarimento presso la D.S. Una cosa è apparsa molto chiara, l’ordine dirigenziale è stato dato al fine di nascondere le NON attività svolte dallo studente per non rischiare di fare autogol.

 

A conferma di ciò, la scuola mantiene un comportamento contrario alla volontà genitoriale che viola ulteriormente il diritto allo studio in quanto, in data 15/02/2016 la scuola propone un percorso di programmazione e valutazione differenziata (ai sensi dell’art. 5 dell’O.M. 90/01) ciò in sostituzione della programmazione normale. Tale documento conteneva, tra le altre cose, le istruzioni per i genitori, utili al fine di potersi opporre a tale programmazione e optare così alla valutazione normale equipollente. Tuttavia, l’insegnante di sostegno ignorando la volontà di papà e mamma che con nota scritta avevano espresso il proprio dissenso alla differenziata, attivano un sistema d’istruzione deresponsabilizzando i docenti di ruolo che affidano quasi tutte le attività dello studente all’assistente educativo.

Le uscite didattiche (gite) – Su quest’argomento, stendiamo un’ulteriore velo pietoso.

Premesso che negli anni precedenti alcuni genitori di studenti disabili hanno bloccato le uscite con mezzi inadeguati e senza pedana creando un clamore mediatico, al fine di evitare proteste analoghe, nonché ulteriori clamori mediatici, la scuola non ha organizzato uscite (a parte qualche passeggiata al vicino cinema), mentre hanno privilegiato le altre classi (con studenti deambulanti) recatisi c/o musei ed altri luoghi di studio. Il tutto realizzato in modo da non dover noleggiare aziende di autobus adattati con rampa in quanto i costi per la scuola sarebbero stati maggiori.

  • Come dire, classi con figli di un dio minore, colpevoli di avere la disabilità in un territorio handicappato.

In conclusione

– Nessuna polemica né demagogia, qui rappresentiamo una realtà dove a farne le spese non è solamente lo studente Romeo Nicola ma, tutti gli studenti diversamente abili. Quasi certo è che i singoli collaboratori scolastici subiscano l’influenza superiore e pertanto il loro modusoperandi sia una conseguenza.

Infine

  • E’ con grande tristezza che oggi affermiamo, da Associazione ma soprattutto come genitrice di disabile dichiarato scolarizzato, che la scuola ha fallito nei confronti di tutti gli studenti in quanto, i ragazzi “normodotati” ed i disabili non sono mai stati integrati tra loro come gruppo classe, e lo diciamo per il semplice fatto che ormai da diversi anni, (sin dalle scuole medie ed oggi al Liceo), i ragazzi come Nicola non sono mai stati invitati ai compleanni dei compagni di classe che li escludono a priori poiché diversi. Questo è un gravissimo segnale di insofferenza e discriminazione non da parte dei minori ma, da chi per inerzia non ha saputo o/e voluto applicare le norme e le linee guida riguardanti l’inclusione e l’integrazione scolastica.

 

  • Come Associazione, alla luce della situazione sopraesposta, si chiede gentilmente a codeste Autorità di prendere eventuali provvedimenti di competenza affinché vengano rispettate le leggi e le buone prassi sensibilizzando la politica per avanzare le opportune interrogazioni Parlamentari e contestualmente avviare un’ispezione. Alla Magistratura di voler integrare la presente relazione ai procedimenti in corso avanzati dai genitori dello studente Romeo Nicola e, si riserva sin d’ora costituendosi parte civile in eventuali processi a carico di responsabili di violazioni dei diritti delle persone disabili. Si pregano gli uffici scolastici competenti della provincia e della Regione di adoperarsi affinché tutti gli studenti compresi i diversamente abili possano iniziare gli studi a partire dal primo giorno di scuola del prossimo anno scolastico con tutte le condizioni adeguate alle disabilità individuali.

 

Certi del vostro sostegno a favore delle persone diversamente abili, nel rispetto della Legge 104, della convenzione di New York sui diritti del fanciullo e della convenzione ONU sui diritti dei disabili recepite dalle Leggi Italiane e, per il diritto alla salute ed allo studio, si porgono Pregiati saluti. 

         Il Presidente www.assoamicidinicola.it