Solidarietà a Giulia Zanfino, verità e giustizia per il compagno Losardo!

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Abbiamo letto con stupore la nota della Camera Penale di Cosenza relativa agli interventi svolti nel corso del Festival Voci di Legalità, in occasione della proiezione del docufilm “Chi ha ucciso Giovanni Losardo” della regista Giulia Zanfino.
Riteniamo doveroso ribadire che il lavoro di Giulia Zanfino costituisce una preziosa opera di recupero della memoria storica e civile del nostro territorio, restituendo dignità e attenzione alla figura di Giovanni Losardo. Giannino era dirigente comunista, amministratore pubblico e servitore dello Stato – barbaramente colpito il giorno prima per poi spegnersi il 22 giugno del 1980 – ucciso, con le connivenze di appartenenti alle istituzioni, per il suo impegno costante contro gli interessi criminali e mafiosi che soffocavano Cetraro e la Calabria.
Proprio nel nome della verità storica, tuttavia, occorre precisare che la Camera Penale sembra non aver colto il senso del riferimento emerso nel dibattito da parte della regista.  Nessuna mancanza di rispetto né alcuna messa in discussione del ruolo e della funzione costituzionale della difesa, bensì, all’interno di un ragionamento più ampio, alcuni paradossi legati ad alcuni cognomi dei difensori negli anni del boss Franco Muto ed alla contestuale pubblicazione di articoli di denuncia di Losardo sulla rivista “Chiarezza”.
La stessa regista, inoltre, in quella riflessione richiamava il pensiero di un altro grande comunista, l’indimenticabile Fausto Gullo, il ‘ministro dei contadini’ che per Giovanni Losardo rappresentava un riferimento politico e ideale imprescindibile.
Trasformare una riflessione, per quanto critica, in un presunto “attacco alla toga” significa alterare il senso di una discussione nata attorno alla memoria di un martire comunista e alla necessità di continuare a interrogarsi sulle pagine più oscure della nostra storia recente, nonché, stando alla luce di quanto riportato in alcune storiche sentenze di mafia, sul ruolo discutibile avuto da alcuni esponenti dell’avvocatura.
Il garantismo costituzionale e il rispetto della funzione difensiva non possono essere utilizzati per delegittimare il diritto alla memoria, alla ricerca storica e documentaria ed al libero confronto pubblico. Il compagno comunista Giannino Losardo merita verità, giustizia e memoria; il film dell’ottima Giulia Zanfino rappresenta un contributo importante in questa direzione.
Sia chiaro a tutti, dai mafiosi ai loro difensori ed a quanti sapevano e non hanno parlato, che per noi quella vicenda umana e politica non sarà mai conclusa, perlomeno fino a quando non ci sarà una condanna giudiziaria dei colpevoli ed un riconoscimento pubblico diffuso della sua eroica figura.  
Rifondazione Comunista continuerà a sostenere ogni iniziativa volta a preservare e tramandare l’esempio umano e politico di giuristi integerrimi e Compagni come Fausto Gullo e Peppino Mazzotta nonché quello insuperabile del martire comunista Giovanni Losardo, il cui sacrificio, al pari di quelli di Rocco Gatto e Giuseppe (Peppino) Valarioti, appartiene al patrimonio democratico e antifascista della Calabria e dell’intero Paese.

Rifondazione Comunista, Federazione provinciale di Cosenza

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