Sorical, diffida ai vertici e richiesta di convocazione della Commissione di Vigilanza regionale

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COSENZA – Una diffida formale e una richiesta di convocazione urgente della Commissione di Vigilanza regionale sono state trasmesse in relazione alla controversa procedura di selezione per il conferimento dell’incarico di Direttore Amministrazione, Finanza e Controllo di Sorical S.p.A. L’iniziativa porta la firma dell’avvocato Maximiliano Granata, candidato risultato idoneo alla selezione, che attraverso un atto di diffida e messa in mora notificato ai vertici della società contesta la perdurante inerzia amministrativa successiva all’annullamento della nomina del candidato inizialmente dichiarato vincitore. Secondo quanto riportato nell’atto, a seguito di verifiche interne sarebbero emerse carenze originarie nei requisiti previsti dal bando in capo al soggetto precedentemente nominato. Circostanza che avrebbe determinato il recesso dal contratto disposto dall’amministratore delegato di Sorical, Maurizio Nicolai. Nella diffida vengono richiamate anche precedenti istanze formali inoltrate alla società e agli organismi regionali competenti, rimaste, secondo il legale, prive di riscontro. Tra queste figurano richieste di conclusione del procedimento amministrativo, accesso agli atti e accertamento delle eventuali responsabilità interne relative alla verifica dei requisiti di partecipazione. La documentazione è stata trasmessa, per conoscenza, anche al Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, all’ARRICAL, all’ANAC, alla Procura della Repubblica di Catanzaro e alla Corte dei Conti. Contestualmente è stata avanzata richiesta di convocazione urgente della Commissione di Vigilanza regionale affinché venga esaminata la gestione dell’intera procedura selettiva e siano valutate eventuali responsabilità amministrative. Nell’atto si evidenzia inoltre come la mancata definizione del procedimento determinerebbe “un grave pregiudizio ai principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza dell’azione amministrativa sanciti dall’articolo 97 della Costituzione”. La diffida richiama infine l’articolo 328 del codice penale relativo all’omissione di atti d’ufficio, preannunciando, in caso di ulteriore inerzia, la presentazione di una formale denuncia-querela e l’avvio di ulteriori azioni amministrative, civili e risarcitorie.

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