CATANZARO – C’è una domanda che aleggia sulla vicenda Sorical e che il prossimo 30 giugno potrebbe trovare una prima risposta davanti al Giudice del Lavoro del Tribunale di Catanzaro: perché, dopo l’annullamento della nomina del candidato risultato vincitore per carenza dei requisiti richiesti dal bando, la società ha deciso di cancellare l’intera procedura selettiva invece di procedere allo scorrimento della graduatoria?
A porre la questione è l’Avvocato Maximiliano Granata, protagonista di una battaglia giudiziaria che ha portato alla luce le criticità della procedura per il conferimento dell’incarico di Direttore Amministrazione, Finanza e Controllo di Sorical.
Secondo molti osservatori, la vicenda assume un significato che va oltre il singolo incarico. Al centro non vi sarebbe soltanto una posizione lavorativa, ma il principio secondo cui le regole di una selezione pubblica devono essere rispettate e applicate fino in fondo.
È stato infatti proprio il ricorso promosso da Granata a determinare le verifiche che hanno portato alla revoca della nomina del candidato inizialmente dichiarato vincitore. Un risultato che, secondo la prospettazione difensiva, avrebbe dovuto aprire la strada alla corretta applicazione della graduatoria.
Invece è arrivata la decisione di annullare integralmente la procedura.
Una scelta che alimenta interrogativi. Se il problema era il candidato nominato, perché eliminare l’intera selezione? Se la graduatoria era valida, perché non utilizzarla? E soprattutto, perché la soppressione della posizione è intervenuta soltanto dopo che erano emerse le irregolarità denunciate in giudizio?
Domande che saranno oggetto del confronto processuale.
Per l’Avvocato Granata la vicenda rappresenta una battaglia di legalità e trasparenza. Non una rivendicazione personale, ma l’affermazione di un principio: chi denuncia possibili violazioni delle regole non può essere penalizzato per aver preteso il rispetto della legge.
La decisione di Sorical di annullare l’intera procedura è stata motivata con una riorganizzazione aziendale e con la soppressione della figura dirigenziale prevista dal bando. Sarà ora il Tribunale a verificare se tale scelta risponda a un effettivo interesse organizzativo oppure se abbia inciso su una posizione giuridica ormai consolidata.
Nel frattempo una parte dell’opinione pubblica si interroga: l’annullamento del concorso è stato davvero inevitabile oppure si è preferito azzerare tutto pur di non riconoscere le conseguenze delle irregolarità emerse?
Il 30 giugno il Tribunale di Catanzaro sarà chiamato a esaminare una vicenda che, al di là dell’esito finale, è già diventata un caso emblematico sul rapporto tra legalità, trasparenza e responsabilità nella gestione delle selezioni pubbliche.
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