SPESI 8,4 MILIARDI DI EURO PER IL SUPER BONUS CHE HA RIDOTTO PESANTEMENTE LA CRESCITA DELL’ITALIA.

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Appare veramente inverosimile che si parli contro la costruzione del Ponte sullo Stretto adducendo che si tratta di 13,5 miliardi di euro buttati al vento, quando per il superbonus l’Italia ha speso finora oltre 8,4 miliardi! Somma questa non ancora definitiva e che potrebbe anche aumentare. Ebbene, questa spesa ha apportato, certamente, molto poco alla crescita della Nazione, creando, invece, una voragine nel debito pubblico che ha bloccato altri possibili investimenti, maggiormente produttivi. Un elevato costo che, tra l’altro, ha aiutato a perpetrare tante truffe ed a favore della criminalità e che, sicuramente, non può ritenersi un adeguato investimento per le casse italiane. Grandi errori nella sua formulazione giuridica, che ha lasciato ampi spiragli per un utilizzo improprio delle somme e che ha consentito a pochi di poter usufruire, appunto, del contributo. Ma, non solo questo! Tantissime imprese buone, che hanno operato per l’utilizzo del sostegno alle abitazioni, si trovano ora in quasi prefallimento per non aver potuto incassare le some dei lavori eseguiti. Un vero disastro economico ed imprenditoriale. E dinanzi a tale sfacelo la sinistra continua ad attaccare il progetto del Ponte sullo Stretto che non solo è un’opera straordinaria, che attirerà turisti da tutto il mondo, ma eliminerà i costi insulari per la Sicilia, che ammontano a circa 6 miliardi l’anno. Un vantaggio sia per la regione che per l’intera Italia anche per l’aumento del PIL previsto. Senza aggiungere gli oltre 100.000 posti di lavoro, la crescita economica del territorio, la diminuzione dell’inquinamento ambientale, lo sviluppo del Sud, che potrà aumentare la propria espansione. E, ancora, la possibilità per tutte le imprese italiane, specialmente del Nord, di poter lavorare su baget sicuri e non aleatori e rischiosi. Ed in questo contesto, bisogna, ancora, aggiungere le opere infrastrutturali previste per oltre 80 miliardi di euro per la Calabria e Sicilia, che, finalmente, potranno ottenere quella parificazione che, finora, è stata sempre promessa, ma mai realizzata. Un momento di grande e possibile sviluppo che vede il Ponte sullo Stretto come catalizzatore di investimenti e di crescita reale e concreta. Chi si oppone a tale straordinaria opera, rischia di continuare a fare gli errori del passato sul nucleare, sulla chiusura dei pozzi di gas, sul numero chiuso per la facoltà di medicina, e su tante altre decisioni che sono state un vero fallimento. Oggi non possiamo più permetterci di sbagliare e continuare in gravissimi errori per posizioni partitiche e senza, invece, guardare al futuro della nostra Nazione, che ha, invece, bisogno di innovazione e operatività. In questo momento in cui il disagio sociale è profondo e colpisce tantissime fasce deboli realizzare un’opera straordinaria come il Ponte sullo Stretto vuol dire dare un contributo importante per risollevare la Nazione dalla povertà e guardare al futuro con speranza e certezze, che la sinistra non ha mai avuto. Forse è arrivato il momento di scendere nelle piazze e fare conoscere i vantaggi di questa opera straordinaria che gli slogan di chi ha rovinato, nel passato, l’Italia, stanno cercando di offuscare. Bisogna andare avanti con forza, convinzione, chiarezza, informazione e conoscenza reale. Solo così si potrà comprendere di quanto sia importante la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Tutto il resto è solo spot partitico di chi non vuole il bene dell’Italia e degli italiani.
Giacomo Francesco Saccomanno – CdA della Società Stretto di Messina

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