Con immenso piacere sono stata invitata ad un importante evento a Lisbona alla Biblioteca Nazionale, dove si sono tenute le LETTURE FILOSOFICHE SU FERNANDO PESSOA, Leituras Filosóficas de Fernando Pessoa..
Nell’ambito dell’evocazione dei novanta anni della scomparsa di Fernando Pessoa, (Lisboa, 13 de junho de 1888 – Lisboa, 30 de novembro de 1935)
le conferenze intendono aprire uno spazio di dibattito intorno alle molteplici letture filosofiche dell’opera di Fernando Pessoa. La cui opera è costituita da materiale che conduce ad ampie riflessioni per studiosi portoghesi e internazionali.
Date le spesso diverse interpretazione delle sue opere e del suo pensiero, il convegno si propone di presentare una panoramica della ricezione filosofica critica del poeta e pensatore portoghese, cercando di tracciare una mappa della pluralità di punti di vista ermeneutici e filosofici.
Organizzato da Maria Celeste Natário (IF-UP), Rui Lopo (IF-UP), Wanderley Dias da Silva (IF-UP) e Nuno Ribeiro (IELT, NOVA FCSH).
Le tematiche trattate sono state
• Filosofi che leggono Fernando Pessoa: tra ermeneutica e materia prima
• Fernando Pessoa, lettore di filosofia
• Fernando Pessoa, filosofo
Gli interventi a cui ho assistito della giornata del 5 di dicembre 2025 sono stati i seguenti
Dal “fuori assoluto” alla creazione eteronimica – José Gil, il “Maestro Caeiro” e la genesi degli eteronimi | Nuno Ribeiro
Fernando Pessoa: eteronomia e kabbalah, un viaggio nella contemplazione mistica | Julia Alonso Diéguez
La Filosofia Staminale di Fernando Pessoa | Armando Nascimento Rosa
La convivenza in Fernando Pessoa: L’alterità come espressività affettivo-esistenziale | Daniele Castro Lobo
A seguito dei quali ho potuto intervistare il Dottor Professor Armando Nascimento Rosa, che ha presentato una suggestione con il suo intervento La Filosofia Staminale di Fernando Pessoa. E a cui ho posto alcune domande,
di seguito l’intervista completa:
Molte Grazie al Professore
Armando Nascimento Rosa per la sua presentazione La Filosofia Staminale di Fernando Pessoa e per aver accettato di rilasciare questa intervista:
Professore, vogliamo sapere qual è il senso, per la gente comune, di guardare verso l’opera di Fernando Pessoa, in particolare fuori dal Portogallo:
(..) è una domanda che pone una sfida.
Penso che c’è una questione fondamentale in Ferdinando Pessoa, che è la consapevolezza che lui ha avuto, che non si può essere “pieno” appena, in una unicità (tutto ciò che si è in una cosa sola). Cioè, lui ha avuto di inventare autori immaginari, voci diverse dalla sua, perché ha sentito la necessità di questa molteplicità di espressioni.
È un po’ l’idea che è un invito a ognuno di noi, anche dal punto di vista dell’esperienza della vita, a pensare così, non sono solo una persona, sono molte e ci sono molti dei ruoli che posso eseguire nella vita, e non devo essere condizionato o prigioniero solo a una delle mie maschere.
Penso che la suprema lezione di Fernando Pessoa è questo, il convinto a questa nostra liberazione, di scoprire i diversi io.
I diversi io che ci esistono, e di farlo una fonte di creazione, perché in realtà lui ha convertito questa pluralità in una forza creativa, e in fondo noi ancora oggi lo stiamo parlando e lo celebrando come in questo colloquio dei 90 anni della sua morte, a causa di questo.
Perché la sua opera continua a risuonare, e quindi è anche questa lezione che il nostro esercizio di creazione sfida i fruitori, sono cose che noi stiamo lasciando per quelli che passano qui dopo di noi, e è in questo senso che penso che sia una lezione fondamentale, questo invito alla nostra pluralità, alla pluralità dell’essere.
Grazie, professore. Quindi abbiamo una seconda domanda.
In questo senso, contro la alienazione dell’uomo moderno, come può l’opera di Pessoa aiutare a affrontare tutto questo?
Su questo penso, che ha a che fare col fatto che per Fernando Pessoa tutto sia rilevante, tutto. E’ un poeta ma è anche un filosofo, è un filosofo ma è anche un mistico, è un mistico ma è anche uno che riflette sulle tradizioni della spiritualità occidentale, orientale. Ha uno scritto su Budda, il SAKYAMUNI, un testo teatrale.
E questa dimensione, che è anche per me è una fonte di ispirazione, di motivazione, perché in fondo, la strada per alcune verità sulle cose, è disseminata e non dobbiamo restare intrappolati in una dogmatica che ci limita.
Quindi lui non è mai stato, per esempio, seguitore di nessuna religione organizzata, anche se alla fine della vita confessasse di essere un cristiano gnostico, avverso a tutte le chiese organizzate, ovvero, aveva quel lato da libero pensatore associato anche alle sue credenze, ma anche in questo senso è interessante notare, perché Fernando Pessoa non chiude la porta a qualsiasi cosa, che ci conduca alla curiosità, di essere.
E anche questo è anche un grande esempio.
Come ha detto attraverso il suo eteronimo, sentire tutto, in tutti i modi, è il sentire tutto, in tutte le maniere, è anche il pensare molte cose, in molti modi.
E è molto importante, come dicevi, in questo momento della civilizzazione, avere questa capacità, per esempio, di metterci al posto degli altri e percepire i diversi punti di vista, e apprendere (ad avere) più tolleranza, più empatia, e non chiuderci nella nostra individualità.
Pessoa è un grande esempio di questo ed è inoltre è un autore cosmopolita per eccellenza. Parla a partire dalle lingue in cui ha scritto, soprattutto in lingua portoghese, ma anche in inglese e anche in francese, perché ha scritto anche in francese, ma parla per tutti, parla per tutti, per tutte le latitudini.
Ottimo, grazie professore. Grazie a te.
L’unica cosa che vorrei dire è alla fine della sua presentazione, di quello che ho ascoltato, mi è venuto in mente un verbo greco, che è phatazomai. φαντάζομαι
Ah, sì, sì, sì. Ahah..
Collegato alla questione del fenomeno e del fantasma stesso. Questa lettura sul O Marinheiro[1] è più collegata alla questione del fantasma, che è una cosa che è già mostrata nel poema e nella sua assenza, e poi anche con la presentazione a seguire.
È uno scritto spettrale..
Esatto, come posso commentare questa mia suggestione?
Penso che tu stia veramente nella strada dell’interpretazione dell’ermeneutica pessoana.
Ah.ah..ah Fernando Pessoa ti avrebbe adorato a sentirti con la menzione di questa parola greca associata al suo testo O Marinheiro, che era uno scritto che lui tanto sentiva.
E io penso che sì, perché, tra l’altro, è un testo che ci conduce a questo gioco tra il sogno e la realtà, tra la fantasia e l’oggettivo e tra il sonno e il sogno, tra la morte e la vita, perché tutte stanno velando una ragazza, non parlano di quello che è successo nella sua vita, ma lei è lì.
E essendo un gioco scenico, è anche un’avventura intellettuale formidabile. È un’avventura intellettuale in cui le tre donne sembrano colonne l’una dell’altra.
Sono le tre velatrici che, ricordando la questione greca, ricordano le tre Parche del destino, il destino dei morti.
Grazie.
Sembra di sì..
Grazie.
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