L’annuncio dell’onorevole regionale Sergio Ferrari sulla proroga per un altro anno del collegamento aereo tra Roma e Crotone è stato accolto con comprensibile sollievo da chi teme un nuovo isolamento del territorio. Tuttavia, proprio questo sollievo rischia di trasformarsi in un’illusione. Esultare per una proroga significa, infatti, accettare come normalità una situazione che normale non è: quella di un territorio costretto da anni a vivere di provvedimenti temporanei, rinvii e promesse a scadenza.
Una proroga, per sua natura, non offre alcuna certezza. Ogni anno si ripropone la stessa attesa, tra rinnovi dell’ultimo momento, bandi da rifare e orari che cambiano continuamente. In questo modo la costa ionica resta intrappolata in una condizione di precarietà permanente, che impedisce a cittadini, imprese e operatori turistici di programmare il futuro. È difficile investire, organizzare eventi o costruire strategie di sviluppo quando non si sa se un collegamento essenziale sarà ancora disponibile dodici mesi dopo. Non è accettabile che la mobilità di un’intera provincia dipenda da provvedimenti emergenziali utili soltanto a rinviare il problema.
Le conseguenze sono evidenti. L’incertezza scoraggia gli investimenti, indebolisce il turismo e rende più complessa l’organizzazione delle attività economiche. La dipendenza da un solo vettore o da campagne promozionali limitate nel tempo rende il sistema estremamente vulnerabile: anche in presenza di buoni risultati, una rotta può essere ridimensionata o cancellata da un momento all’altro. A questo si aggiungono le croniche carenze della rete ferroviaria e dei collegamenti su gomma, che continuano a penalizzare la mobilità dell’intero territorio. Senza un sistema di trasporti integrato, il mantenimento di un solo volo rappresenta poco più di un rimedio provvisorio.
Per uscire da questa logica non servono nuovi annunci, ma una strategia stabile e di lungo periodo. Il primo passo dovrebbe essere l’introduzione di contratti pluriennali per la continuità territoriale, capaci di garantire frequenze minime, stabilità del servizio e obblighi precisi per i vettori, accompagnati da adeguate penali in caso di inadempienza. Solo così cittadini e imprese potranno contare su un collegamento affidabile e programmare il proprio futuro con maggiore serenità.
Allo stesso tempo è fondamentale diversificare la presenza delle compagnie aeree, evitando che il destino dello scalo dipenda da un unico operatore. Gli incentivi pubblici dovrebbero essere collegati a progetti triennali o quinquennali che assicurino continuità delle rotte e stabilità degli orari, anziché limitarsi a sostenere iniziative di breve durata.
Il rilancio dell’aeroporto, inoltre, non può prescindere da una piena integrazione con il resto della rete dei trasporti. Servono coincidenze efficienti con treni e autobus, un miglioramento delle infrastrutture ferroviarie e stradali e investimenti che rendano più semplice raggiungere lo scalo. Parallelamente occorre affiancare agli interventi infrastrutturali un vero piano di sviluppo turistico e produttivo, capace di aumentare la domanda di traffico aereo attraverso servizi migliori, una logistica più efficiente e un’offerta territoriale più competitiva.
Un percorso di questo tipo richiede anche una governance trasparente e condivisa. Regione, Ministero, gestore aeroportuale, amministrazioni locali, categorie produttive e Comitato cittadino dovrebbero confrontarsi stabilmente all’interno di un tavolo permanente, con obiettivi misurabili, tempi certi e verifiche pubbliche sui risultati raggiunti. Solo attraverso una programmazione seria e partecipata sarà possibile trasformare le promesse in interventi concreti.
La proroga annunciata dall’onorevole Ferrari può rappresentare un’opportunità, ma soltanto se sarà considerata un punto di partenza e non un punto di arrivo. I cittadini del Crotonese non chiedono favori né concessioni temporanee: chiedono il diritto a una mobilità stabile, servizi efficienti e le condizioni necessarie per costruire sviluppo e occupazione. Se la politica vuole davvero superare l’isolamento della costa ionica, deve abbandonare la logica delle soluzioni tampone e investire in una programmazione pluriennale, con risorse certe e impegni vincolanti. Solo allora una semplice proroga potrà trasformarsi nel primo tassello di un progetto credibile di crescita e di riscatto per l’intero territorio.
Un libero pensatore crotonese
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