Zona Rossa, dichiarazione di Mario Oliverio

Durante questi mesi mi sono imposto il silenzio.
Anche di fronte ad evidenti e strumentali alterazioni della verità e dei fatti ho volutamente taciuto.
La gravità della situazione mi induce ad intervenire.

Come è noto in questi anni ho condotto una ostinata battaglia contro la piaga del commissariamento della Sanità.

L’ho fatto contro tutti i Governi nazionali, anche contro quelli del mio stesso partito e schieramento, che dal 2010 hanno mantenuto la Sanità calabrese in condizioni da Terzo Mondo.

L’ho fatto opponendomi con tutte le mie energie al cosiddetto “Decreto Calabria” che il Governo Lega/Cinque Stelle approvava in una seduta straordinaria, convocata in pompa magna a Reggio Calabria e che in realtà altro non era, così come è risultato, l’ultimo colpo mortale al già provato sistema sanitario calabrese.

L’ho fatto, come mio dovere, per tutelare il diritto alla salute dei calabresi e per liberare la Calabria dalla condizione coloniale della disastrosa gestione di commissari mandati da Roma.

Ho combattuto contro un muro di forze e di interessi consolidati che prosperano sulla pelle dei calabresi.

La drammatica esperienza di questi mesi con il COVID ha ancor più evidenziato ciò che prima veniva sottovalutato e distorto in modo strumentale ed interessato.

A distanza di otto mesi dalla prima ondata del COVID è grave che non siano state utilizzate le risorse (86 mln di euro) destinate all’emergenza in Calabria per potenziare i servizi di terapia intensiva ed i servizi sanitari sui territori per far fronte alla nuova ondata di pandemia prevista ed annunciata dagli esperti con sufficiente anticipo.

È anche questa la ragione che il Governo ha addotto per dichiarare la Calabria “Zona Rossa” con gravi implicazioni per l’economia e per le attività produttive della regione.

L’emergenza COVID avrebbe imposto e impone misure straordinarie da realizzare in tempi rapidi, per mettere le strutture ed il personale sanitario, a cui vanno il nostro pensiero e la nostra gratitudine, nelle condizioni di poter fronteggiare questa pandemia che sta assumendo anche in Calabria dimensioni e pervasività preoccupanti.

Su questo oggi è necessario concentrare ogni sforzo ed energia.
Bisogna agire per potenziare subito le strutture ospedaliere e sanitarie per far fronte ad una emergenza inedita che mette a rischio la vita delle persone e l’economia della Calabria.