L’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la data del 27 gennaio di ogni
anno come Giorno della Memoria per commemorare le vittime dell’Olocausto e di tutte
le persecuzioni nazifasciste.
E proprio martedi 27 gennaio le ultime classi dell’Istituto Superiore G.Renda di
Polistena si sono ritrovate nell’auditorium della scuola, insieme al corpo docente ed a
tutti gli operatori dell’Istituto, per ricordare l’orrore senza fine dei campi di sterminio, ma
anche l’eroismo ed il coraggio di chi, magari sacrificando la vita, si è opposto, con tutte le
sue forze, a quei regimi autoritari che hanno trascinato l’umanità in un bagno di sangue.
Suggestiva anche la scenografia della sala con al centro un’installazione di oggetti che
rimandavano alla memoria di quei terribili anni: il pigiama a righe, la stella di David, i
numeri di matricola da tatuare sulla pelle dei deportati e diverse maschere bianche per
simboleggiare la morte che aleggiava su quei poveri sventurati.
L’evento culturale e formativo è stato efficacemente introdotto dalla prof. Maria
Demoro con letture e filmati esplicativi sul significato della giornata e sulle lezioni da
trarre dalla storia di quegli eventi.
Con l’intervento della Dirigente Scolastica, dott.ssa Emanuela Cannistrà, il convegno è
entrato nel vivo del dibattito. Infatti ha sottolineato l’estrema attualità di quella vicenda
storica in un periodo così turbolento e confuso come quello che stiamo attraversando,
con decine di focolai di guerra nel mondo ed una esplicita corsa al riarmo che non lascia
presagire un futuro di serenità e di pace. La dott.ssa Cannistrà ha infine esortato gli
studenti a non sottovalutare la portata storica degli eventi dello scorso secolo che si sono
sviluppati nella loro brutalità proprio perché molti ne hanno sottovalutato la portata.
Aldo Polisena, scrittore e Presidente dell’Associazione Alioscia, ha raccontato la vicenda,
tragica ed eroica, di suo zio Franco Sergio, partigiano nelle Langhe piemontesi, trucidato
nel giorno di San Valentino da un plotone di esecuzione nazifascista. La sua colpa quella
di essere un combattente per la libertà, ma anche quella di aver sopportato inaudite
torture per non tradire i propri compagni. Franco Sergio ora riposa nel cimitero di
Maropati.
Il dott. Francesco Tropeano, autore di alcuni libri di storia locale su quei terribili anni del
Novecento, ha proposto l’esempio eroico di Rosa Robota che, deportata ad Auschwitz,
insieme ad altre donne ed alla resistenza del campo, ha capeggiato la rivolta del 7
ottobre 1944 con la distruzione di due forni crematori. A conclusione del suo intervento
Francesco Tropeano ha commentato un raro filmato con il ricordo di Franco Sergio
fatto da Tersilla Fenoglio, Trottolina, la famosa staffetta partigiana.
Vincenzo Guerrisi, scrittore e Presidente dell’Associazione Domenico Rocco Guerrisi,
ha ricordato, con una ricca messe di documenti e fotografie d’epoca, l’odissea di suo
nonno morto in un campo di concentramento tedesco. Particolarmente toccante la
lettera – testimonianza di un commilitone del nonno che essendo riuscito a sopravvivere
alle conseguenze della deportazione, informa la famiglia Guerrisi sulle tragiche
condizioni e sul terribile destino del proprio congiunto.
A fine convegno le domande degli studenti ai relatori, le loro curiosità, le loro ansie, le
loro preoccupazioni per la situazione attuale.
Ha concluso l’evento la dott.ssa Franca Ieranò, Presidente di Progetto Donna ed
insegnante emerita dello stesso istituto, che ha sottolineato l’importanza del dibattito, il
dovere di non dimenticare e la necessità di non essere spettatori muti degli eventi, ma di
impegnarsi nel sociale per tenere vive le idee di pace e libertà
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