Cittanova, 6 novembre 2025 – Una serata densa di emozioni e di memoria collettiva ha animato la sala “Antonio Orlando” della Biblioteca Comunale “V. De Cristo”, dove si è tenuta la presentazione del libro “Non omnis moriar” (Non morirò completamente) di Nicoletta Anastasi Deni.
Un titolo che richiama la celebre locuzione di Orazio, a significare che ciò che si compie in vita può continuare a vivere nel tempo, e che in questo caso assume il valore di un omaggio eterno alla figura di Gaetano Deni, Internato Militare Italiano (IMI) deportato in Germania durante la Seconda guerra mondiale.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Cittanova insieme all’ANEI (Associazione Nazionale Ex Internati) e all’Associazione Cittanova Radici, si inserisce nel percorso di valorizzazione della memoria degli 83 soldati cittanovesi che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, scelsero di non piegarsi alla collaborazione con i tedeschi, pagando quella scelta con la prigionia, le privazioni e, per molti, con la vita stessa.
A introdurre e moderare l’incontro è stata Domenica Sorrenti, presidente di Cittanova Radici, che ha ricordato come l’associazione sia da sempre impegnata nella promozione della lettura e nella tutela della memoria storica locale.
“Fare memoria significa mantenere viva l’identità di un popolo” – ha sottolineato – evidenziando anche l’importanza del Patto per la Lettura promosso dal Comune, volto a rafforzare la lettura come abitudine sociale e strumento di crescita civile.
La Sorrenti ha poi ringraziato il professor Nicola Marazzita, presidente ANEI per la Città Metropolitana di Reggio Calabria, per il suo prezioso lavoro di ricerca che ha permesso di ricostruire i nomi e le vicende dei soldati cittanovesi deportati.
Nel suo intervento, il sindaco Domenico Antico ha ribadito l’impegno dell’Amministrazione comunale nel mantenere viva la memoria degli IMI:
“Stiamo lavorando – ha annunciato – per realizzare un’opera commemorativa nella Villa Comunale. È nostro dovere onorare chi, come Gaetano Deni, affrontò la fame, il freddo e la durezza dei campi pur di non tradire la propria dignità e il proprio Paese.”
L’assessore alla Cultura, avvocato Rita Morano, ha ricordato le iniziative dedicate alla memoria degli Internati Militari Italiani. Ha sottolineato l’importanza di lavorare per le giovani generazioni per offrire loro una Biblioteca comunale viva, accogliente capace di promuovere senso civico, memoria e appartenenza alla comunità.
Particolarmente toccante l’intervento del professor Nicola Marazzita, presidente ANEI Calabria, che ha condiviso la tragedia degli IMI anche attraverso la propria esperienza familiare:
“Sono figlio di un internato – ha raccontato – e per anni ho vissuto il dolore riflesso delle sofferenze di mio padre. Raccontare la storia di un internato significa raccontare la storia di tutti, perché quelle sofferenze furono atroci e collettive. Dei 650.000 deportati, circa 50.000 non fecero più ritorno.”
La protagonista della serata, Nicoletta Anastasia Deni, ha illustrato con passione e rigore storico il lungo lavoro di ricerca che ha portato alla stesura del libro: documenti d’archivio, testimonianze, fonti italiane e tedesche che hanno permesso di ricostruire la vicenda del nonno Gaetano Deni, catturato il 9 settembre 1943 e deportato in Germania su carri bestiame sovraffollati.
Per quasi due anni fu costretto a lavorare nei campi di concentramento Arbeit Lager, sotto la sorveglianza della Wehrmacht e dell’organizzazione paramilitare T.O.D.T., come carpentiere, tra turni estenuanti e condizioni disumane.
Il racconto della Deni, al tempo stesso commosso e preciso, ha saputo toccare corde profonde nel pubblico. È stato sottolineato quanto il libro rappresenti un prezioso strumento di memoria civile e un testo da proporre nelle scuole, per aiutare le nuove generazioni a comprendere il valore della libertà e della dignità umana.
A conclusione della serata, il sindaco Antico ha confermato la volontà di realizzare una stele dedicata agli IMI nei Giardini della Villa Comunale, scelta tra le proposte del concorso di idee promosso da Cittanova Radici e ANEI, e di dipingere un murales in ricordo di Gaetano Deni, simbolo di coraggio e di resistenza silenziosa.
La serata si è chiusa sulle note evocative del dottore Antonino Tramontana, musicista e cantautore, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio tra musica e memoria, rendendo ancora più intenso il tributo a chi ha sofferto e resistito in nome della libertà.
Fare memoria significa mantenere viva l’identità di un popolo, un messaggio che racchiude il senso più profondo dell’iniziativa e dell’opera di Nicoletta Deni.
“La memoria deve camminare anche con i libri e deve vivere nei luoghi e nei cuori della comunità.”
E a Cittanova, grazie a questa serata, quella memoria ha davvero trovato casa.
Domenica Sorrenti
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