Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine.
“Durante la cena“, come abbiamo fatto memoria durante la messa vespertina “quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo,” senza farsi condizionare dal tradimento dell’ISCARIOTA, posseduto dal diavolo della pazzia, della gelosia, dell’odio e con animo arido, isterico e convinto di servire il suo vero Dio, aveva profondamente ferito il suo cuore di figlio di Dio, di fratello nostro e Padre di tutti i poveri, “Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, … si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto…”.
Si tratta del TESTAMENTO che Gesù lascia ai suoi apostoli e che bisogna osservare oggi per essere veri suoi discepoli e soprattutto suoi preti e veri successori degli apostoli nella chiesa.
Non è una favola e tanto meno una tragedia da presentare in un teatro, quanto un ORDINE…. per essere autentici cristiani.
Infatti, “Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: “Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri”.
E poi non basta; si tratta di capire il perché di questo immenso gesto di umiltà, ed insegnamento proprio da parte di chi Può essere l’unico maestro in cui solamente credere.
Una vera lezione. “Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica“.
Finito il giovedì santo, entriamo nelle tragedie dell’umanità, la nostra personale, della nostra chiesa e del mondo intero in cui l’amore di DIO È ancora vivo e sofferente perché molto lontano dai nostri cuori.
Tace, oggi e domani, ogni forma di liturgia, per assimilare nel silenzio dell’adorazione, il Figlio di Dio, da cui siamo ancora lontani. EUCARESTIA VERA da vivere durante la messa senza sconti particolari di spettacolo.
Ordine di ” servizio” senza soldi o poteri ai successori degli apostoli ed ai preti. Unico e nuovo comandamento o testamento, AMARE VERAMENTE.
E COSÌ, DOPO ADORAZIONE silenziosa DI CRISTO ACCOMPAGNANDOLO NELLA SOLITUDINE DI TUTTA L ‘UMANITÀ ED IL SUPPLIZIO DELLA CROCE.
POSSIAMO VERAMENTE CONTEMPLARE IL SEPOLCRO VUOTO, ED INCONTRARLO, LUI, il vero Gesù, nel nostro cammino verso EMMAUS PER RITORNARE A Casa e rivivere la gioia della speranza.
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