EX LAVORATORI PIANA AMBIENTE ROSARNO

Ci preme quindi ricordare, qualora ce ne fosse bisogno, che l’amministrazione comunale medmea ha cercato in tutti i modi possibili e legalmente percorribili di salvaguardare i lavoratori della propria città, facendo reinserire, nei propri posti di lavoro, ben 12 operai facenti parte del nucleo storico della ex società di raccolta rifiuti operante nella Piana di Gioia Tauro, dando così speranza, in un periodo di così forte crisi a livello sia locale che regionale e nazionale, ad altrettanti nuclei familiari rimasti senza sostentamento economico.
Il comune di Rosarno, infatti, avvalendosi dell’art. 6 del contratto di categoria della ex “Piana Ambiente”, il quale ribadiva che «in caso di avvicendamenti di aziende per il servizio di igiene urbana, la ditta subentrante dovesse assumere il personale di quella cessante», è stato l’unico, in tutti i sottoambiti della regione Calabria, ad attuare la procedura di riassorbimento di tutte le proprie unità lavorative.
Ci preme infine sottolineare che i rappresentanti delle tre sigle sindacali, “Cgil” compresa, sono sempre stati presenti alle riunioni tra le parti interessate, dando il proprio assenso per l’avvio di questa procedura. Ci suonano quindi molto strumentali gli attacchi fatti a questa amministrazione, specie se pensiamo che nessun’altro comune, al momento di affidare il servizio di smaltimento dei rifiuti ad altre ditte, ha pensato di salvaguardare tutti i propri ex dipendenti, così come è stato fatto nel nostro caso.
Come mai, ci chiediamo, contro i comuni  di Rizziconi, Seminara, San Giorgio Morgeto, Bagnara Calabra e Gioia Tauro, ai quali la società “Piana Ambiente” aveva mandato i nominativi dei lavoratori da reintegrare, i sindacati non hanno proferito parola? Forse perché nelle liste consegnate ai comuni non vi era alcun nominativo di rappresentanti sindacali o simpatizzanti delle tre sigle “Cgil”, “Cisl” e “Uil”?
I 12 lavoratori rosarnesi della ex società “Piana Ambiente”