Polistena – Presentazione del romanzo storico “Ritorno a casa”di Antonino Tramontana

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Nella serata del 28 settembre 2025, a Polistena, presso la Corte-Giardino di Piazza del Popolo,1, si è svolta la presentazione del romanzo storico “RITORNO A CASA”, dello scrittore Antonino Tramontana, edito da “Leonida Edizioni”.

L’evento è stato inserito a chiusura del corposo programma estivo organizzato dalla Libera Università di Polistena s.r.l., UniPegaso, UniMercatorum e Uni San Raffaele, dai volontari del Servizio Civile Universale, dall’associazione culturale “G. Marafioti”, dalla Proloco di Polistena.

La presentazione si è tenuta nel salone dedicato alle conferenze dello storico Palazzo Avati, adornato di opere d’arte in cui fanno bella mostra numerosi quadri donati da un anziano artista polistenese, nei quali la scelta dei colori e la nitidezza dei luoghi rappresentati sono un ristoro per gli occhi e per l’anima di chi li osserva.

La direzione artistica di Pietro Cullari anche quest’anno ha saputo proporre alla popolazione polistenese un’offerta culturale variegata e pregna di significati con eventi in cui sono stati attenzionati anche le famiglie e i bambini.

Il direttore Cullari, particolarmente soddisfatto per essere giunto alla conclusione di un’intensa stagione estiva, ha introdotto la serata porgendo i propri saluti e quelli del presidente dell’Università telematica, il professore Giovanni Laruffa.

Domenica Sorrenti, presidente dell’Associazione Cittanova Radici, sottolineando il grande lavoro che i soci portano avanti per promuovere storia, cultura, tradizione, arte e personaggi che scrivono le vicende del territorio e della Calabria, ha inquadrato il romanzo a partire dal Ventennio precedente la Seconda Guerra Mondiale fino alla Liberazione, ed ha posto l’accento sul contributo dato dalla resistenza partigiana, che anche dalle nostre parti c’è stata ma poco conosciuta perché non approfondita dagli storici.

Ha tratteggiato la personalità di Antonino Tramontana, socio e Presidente del Premio Letterario “Il Fondaco di Casalnuovo”, scrittore che ha anche proposto libri di favole per bambini con il fine d’istruire, educare, intrattenere e rispolverare valori antichi, imprescindibili e sempre più attuali in una società che deve migliorarsi per progredire.

Ha dialogato con l’autore in un colloquio amicale la professoressa Vincenza Armino, in atto presidente della Giuria del Premio Letterario “Il Fondaco di Casalnuovo”, apprezzata poetessa, inserita nella Storia della Letteratura Italiana del secondo Novecento, autrice di numerose pubblicazioni che ricordano l’alta poesia del grande poeta Lorenzo Calogero.

“Scrivere è sempre un’emozione, una grande responsabilità – ha affermato- serve far arrivare al cuore di chi legge tanti messaggi. La lotta partigiana per la liberazione del Paese traspare attraverso la parabola esistenziale di Salvatore, il giovane contadino calabrese di un paese alle pendici dei monti della Limina, che in quegli anni difficili e turbolenti della Seconda Guerra Mondiale, ha saputo scegliere da che parte stare e combattere senza riserve per la causa della libertà”.

Cresciuto in una famiglia intrisa di quei valori costituiti da un vivere quotidiano semplice, in un tempo in cui tutto era basato sulla vita dei campi, dove avevano valore la famiglia e la società impregnata di solidarietà e cooperazione, risucchiato dall’evento bellico, Salvatore è stato un protagonista nella lotta partigiana per la liberazione del Paese dal Nazifascismo.

Il ciabattino del paese, mastro Fortunato, era stato un modello di vita per il nostro protagonista che, interiorizzando gli avvenimenti politici che avvenivano in quel tempo, venne spinto a partecipare alla resistenza che operava in Lombardia con migliaia di altri calabresi.

Salvatore riesce, dopo mille peripezie e grandi sofferenze, a ritornare a casa, ma… sarà necessario leggere il libro, rileggerlo anche, per tenere davanti agli occhi una vicenda, realmente accaduta, romanzata un po’ per rendere la storia fruibile al grande pubblico, ma molto esplicativa.

In questo romanzo, tra le notizie storiche circostanziate, Antonino Tramontana ha voluto inserire, come un artista fa con il suo pennello, le bellezze naturali e paesaggistiche dei territori calabresi che il nostro reduce ha dovuto attraversare per raggiungere il luogo natio, facendo emergere tutto l’incanto di una terra d’amare e da scoprire.

I brani selezionati sono stati interpretati dalla brava attrice Assunta Spirlì.

L’evento è stato allietato dalla splendida voce del Maestro Maria Tramontana che, in tutte le occasioni, riesce a regalare emozioni e a trasportarci in un’altra dimensione.

Il nostro scrittore ha concluso la serata cantando all’attento e commosso pubblico “La madre del partigiano”, una poesia di Gianni Rodari, da lui precedentemente musicata.

La Grande Storia ha ruggito nel sottofondo e ha messo in evidenza la capacità distruttiva di tutte le guerre, utili solo a chi strumentalizza gli altri per gli interessi personali e di pochi.

Purtroppo, quanto accaduto può ancora ripetersi, lo si vede dai conflitti che imperversano in Europa e in Medio Oriente per non dire degli altri cinquantasei in atto in altre parti del globo, di cui si parla poco.

Le guerre non vanno bene, ci deve essere amicizia tra le persone, tra i popoli perché esiste una sola razza, la razza umana, nessuno può e deve sopraffare un suo simile perché siamo tutti fratelli.

Non c’è una guerra giusta e tutti dobbiamo essere costruttori di pace nel quotidiano, saper mitigare i conflitti sul nascere, gioire delle piccole, grandi cose che abbiamo e recuperare il valore del vivere civile, il rispetto per l’altro che non è diverso ma con uguali diritti, uguali doveri.

La serata è servita a riflettere e a seminare quei semi di pace nel cuore dei presenti che con il tempo sapranno dare il loro frutto, perché una società migliore la si costruisce, e tutti siamo chiamati a farlo.

 

Domenica Sorrenti

 

 

 

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