Dopo mesi di impegno, giungiamo ad una tappa preziosa del percorso culturale intrapreso dall’Associazione Cittanova Radici: la proclamazione dei vincitori della IX edizione del Premio Letterario “Il Fondaco di Casalnuovo”.
Un cammino oramai consolidato, che continua a rinnovarsi accogliendo voci diverse e contribuendo alla crescita di una comunità letteraria sempre più viva e partecipe, in un premio pensato per unire passato e presente nel segno della scrittura e della memoria.
Un concorso letterario è un intreccio di sentimenti e dinamiche: il desiderio di dar vita alle parole, di diffondere idee, di costruire ponti, di alimentare la conoscenza, la necessità di trovare il coraggio di esprimersi, di esporsi, di interrogarsi, di mettere in mostra i propri talenti.
Dietro questa iniziativa c’è il lavoro silenzioso ma instancabile dei soci dell’Associazione Cittanova Radici, persone che credono profondamente nella forza della Cultura e nel valore delle parole. A loro va il nostro più sincero ringraziamento: solo un lavoro di squadra ha reso possibile tutto questo!
Un grazie speciale va a quanti hanno partecipato al Premio perché si sono “donati”.
Senza di loro non avremmo raggiunto questi risultati che presto troveranno forma nella pubblicazione dell’antologia, pensata come un abbraccio collettivo, come ponte tra generazioni, come spazio in cui la parola scritta rimane luogo sicuro di riconoscimento e incontro.
Questa è un’opportunità per celebrare vincitori, menzionati e opere meritevoli di pubblicazione, ma anche per riflettere sul valore della memoria e delle radici che uniscono le popolazioni.
Il Fondaco, crocevia tra mondo ionico e tirrenico, fu per secoli punto d’incontro di popoli, mercanti e culture.
Intorno ad esso fu edificato Casalnuovo, in seguito Cittanuova e poi Cittanova, in virtù dell’editto del 12 agosto 1618 a firma del Principe di Gerace, Girolamo Grimaldi.
Il Fondaco continua idealmente a vivere attraverso questo Premio che, dal 2010, si configura come luogo di scambio creativo, incontro tra generazioni e condivisione di identità. Come il Fondaco accolse e custodì storie di passaggio, così oggi il Premio accoglie voci letterarie nuove e consolidate offrendo loro uno spazio in cui essere ascoltate.
Anche in questa edizione la partecipazione, numerosa e sentita, ci ha sorpreso per la varietà dei temi affrontati. Accanto agli autori più esperti, emerge con entusiasmo la voce dei più giovani, incoraggiati dai dirigenti scolastici e guidati da docenti attenti e sensibili che svolgono un ruolo fondamentale nel coltivare l’amore per la lettura e la scrittura.
La presenza crescente delle scuole non rappresenta soltanto un dato quantitativo ma testimonia il nostro obiettivo più autentico: educare alla bellezza della parola, quella che nasce dal silenzio e dall’ascolto reciproco. È un segno di speranza, un germoglio che cresce in un terreno spesso reso fragile dalla superficialità dei social.
Un ringraziamento va al Presidente del Premio Letterario, Antonino Tramontana per la sua instancabile dedizione.
Un grazie particolare alla Presidente della Giuria, la poetessa Vincenza Armino, e ai giurati Stefania Crocitti, Giovanna Fonti, Mariateresa Foci e Rocco Rao, per l’accurato e delicato lavoro di valutazione svolto nel riconoscere il valore di ogni opera.
Un riconoscimento speciale a tutti i membri dell’Associazione, in particolare, al socio Nino Surace, per la sua instancabile attività, e all’attrice Assunta Spirlì, per la costante partecipazione ai nostri eventi.
Ringraziamo le Istituzioni per il Patrocinio: il Comune di Cittanova, I Siti Storici Grimaldi di Monaco, La Città Metropolitana di Reggio Calabria e il Consiglio Regionale della Calabria.
Grazie anche agli sponsor storici e a quelli che si stanno avvicinando oggi al nostro progetto: il loro sostegno è fondamentale e rappresenta per noi un vero incoraggiamento.
Le opere sono state tante, di livello medio-alto e quasi tutte meritevoli. Si può affermare che la scelta è stata parecchio sofferta da parte della Giuria.
Le opere premiate:
Sezione A (Narrativa – Racconto breve):
1° Titolo: “Nel grande giardino” di Luca Fazi;
2° ex aequo Titolo: “Il tempo sospeso” di Francescantonio Anello;
2° ex aequo Titolo: “Fuga verso la libertà” di Giuseppe Sinopoli;
3° ex aequo Titolo: “Gerusalemme 33” di Filippo Gibelli;
3° ex aequo Titolo: “Il viaggiatore di profumi” di Debora Nastri;
Menzione: “Un pezzo di cartolina” di Angela Palma Scionti;
Menzione: “Il Ritratto” di Bruno Demasi.
Sezione B (Poesia in dialetto calabrese):
1° Titolo: “I tempi du’ vraseri” di Paolo Landrelli;
2° ex aequo Titolo: “Poeta” di Giuseppe Cricrì;
2° ex aequo Titolo: “Rricòrdi ì figghiòlanza” di Lino Panetta;
3° ex aequo Titolo: “Nardudipaci” di Antonio Franzè;
3° ex aequo Titolo: “U mali e u beni” di Nicolò Sfara;
Menzione: “A chi mi vazzi” di Carmelo Fiorino.
Sezione C (Poesia in lingua italiana):
1° Titolo: “Calabria mia” di Antonio Franzè;
2° Titolo: “Madre” di Paolo Landrelli;
3° Titolo: “Amaca di folle amore” di Giuseppe Sinopoli;
Menzione: “Angeli ora siete” di Giulia Andrea Pansera;
Menzione: “Amica mia” di Angelo Giovinazzo.
Sezione D (Pièce teatrale):
1° Titolo: “Il cocco di mamma e la cocca di papà” di Giovanni Santorelli;
2° Titolo: “Una strana convalescenza” di Marco Ciaramella;
3° Titolo: “Il testamento” di Ciro Russo;
Menzione: “Rosa si marita cu nu laureatu” di Angela Sisinni.
Sezione E (Scuole di ogni ordine e grado):
1° Titolo: “Monologo” di Sophia Fazzari;
2° ex aequo Titolo: “La bambina che danzava per il sole” di Sarah Laruffa;
2° ex aequo Titolo: “Polvere di pace” di Martina Demasi e Francesca Pia Raso;
3° ex aequo Titolo: “L’autunno” di Luigi Cutrì e Chen Kai;
3°ex aequo Titolo: “Il filo d’oro” di Domenico Astorino;
Menzione: “Adesso” di Joele Chindamo;
Menzione: “Il vento sulla collina” di Giovanni Policheni;
Menzione: “Gita in barca” di Elisa Albanese, Elisa Arfuso, Mariagrazia Bagnato, Clara Crucitta, Gloria Emanuela Lisciotto.
Opera fuori concorso:
Menzione: “La mia prima vera vittoria” di Fiamma Sabato.
Ogni opera – racconto, poesia o pièce teatrale – custodisce un gesto di coraggio, il coraggio di esporsi, di interrogarsi, di offrire agli altri un frammento del proprio mondo interiore.
È da questi gesti che nasce una comunità culturale, capace di nutrire il senso di appartenenza, rafforzare i legami, richiamare la lingua dei padri e coltivare un rapporto affettivo con la propria terra, ricca di arte, cultura e storia.
Il nostro augurio è che queste opere vengano lette con cuore aperto, per lasciarsi toccare dalla loro delicatezza, dai loro profumi e dai loro messaggi.
Che possano rappresentare un viaggio carico di emozioni e che tra le loro righe si trovino motivi per sorridere, riflettere e sentirsi parte di una grande famiglia.
Domenica Sorrenti
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