Trattare questo argomento per un pubblico vario e per insegnanti in particolare è certamente una lezione che esige un tempo lungo. Eppure nell’incontro del 24 Marzo 2026 l’A.D.I.C. – presso l’istituto “Severi” di Gioia Tauro- ci ha offerto un adeguato strumento per entrare in questo nuovo mondo con forti soluzioni didattiche minutamente preparate, proprio con l’ausilio dell’IA.
Le implicazioni etiche di questi argomenti mi hanno ricordato parole antiche, ma sempre attuali: quelle di Paolo VI che nella diatriba esistente tra scienza e fede trovava l’equilibrio nella capacità dell’uomo di discernere. Egli diceva che ogni scoperta nata dalla ricerca ha duplici applicazioni, nel bene e nel male. Il discernimento implica l’individuazione del bene possibile e l’applicazione utile ai fini sociali, senza motivazioni egoistiche e distruttive.
Due socie A.D.I.C. docenti dell’istituto “Severi”: Teresa Furina e Fernanda Rossi docenti di lingua e civiltà straniera, inglese, e Carmela Fuoco docente di matematica e fisica, Polo liceale Campanella Fiorentino a Lametia Terme, ci hanno dato spunti interessanti, capaci di attirarci ulteriormente e approfondire le problematiche dell’insegnamento e dell’apprendimento favoriti dall’IA. Un tale approccio è una sfida, per la collaborazione implicita della macchina programmata in modo da personalizzare l’apprendimento, con la supervisione dei docenti che assumono un ruolo pedagogico di sfida etica, consentendo di mantenere l’umano al centro.
Con l’IA vengono generate utili creazioni di contenuti didattici e applicazioni: si creano tutor virtuali, libri digitali, presentazioni, video nella didattica ludica e applicazioni per attività interattive.
Le relatrici ci hanno fatto conoscere i pericoli in cui si può incorrere usando l’IA. Si parla di perdita di autonomia cognitiva con la diminuzione del problem-solving. Inoltre gli alunni non sempre hanno le competenze gli errori, applicano plagio e copiatura e allenano di meno la memoria e la creatività. D’altro canto è innegabile che l’IA abbia il merito di semplificare l’apprendimento quando l’alunno è a casa senza la guida dell’insegnante.
L’IA è un supporto all’azione del docente, per sfruttare al meglio i ritmi di studio per ogni singolo studente.
Ripetere a casa in lingua, comprendere meglio dei testi, supportare –con aiuto immediato a domanda- sono certamente facilitazioni utili per catturare la motivazione negli alunni, costruendo l’azione didattica come un abito sartoriale.
Dall’esposizione della professoressa Fuoco apprendiamo la fatica e la bellezza della professione di docente in un tempo in cui l’IA non è più una promessa, ma una realtà che fa lavorare con meno fatica. Ormai sono uso comune gli assistenti virtuali come Alexia, gli elettrodomestici intelligenti, l’individuazione di una malattia, la lettura delle TAC, l’utilizzazione nella chirurgia ed anche nel sistema bancario, nel settore automobilistico per esempio con l’introduzione del pilota automatico.
Per utilizzare in modo consapevole gli strumenti, gli allievi hanno bisogno di alfabetizzazione all’IA, sapere come funziona e imparare una grammatica nuova per la nuova realtà.
La docente ci ricorda lo psicologo svizzero Jean Piaget e la sua definizione di intelligenza, cioè sapere cosa fare quando non si sa che fare. L’IA non è un essere cosciente, non possiede sentimenti, non è magia, è matematica, risultati di processi matematici con grandi possibilità di dati. Gli insegnanti hanno un compito essenziale: formare gli studenti prima che essi usino l’IA, a causa del rischio connesso ad un uso sbagliato. L’uomo deve avere sempre il controllo di analisi e dati, per proteggerli. A questo punto ritorna Paolo VI con le sue riflessioni sull’uso che facciamo delle cose perché l’uso e il valore che attribuiamo possano avere sempre un fondo etico e la coscienza sia il metro per valutare l’opportunità dell’uso. I rischi sono tanti, come tante le applicazioni positive che se ne possono trarre, usando l’IA.
Sta al vero docente avviare le nuove generazioni all’uso consapevole di questo strumento –non magico- ma, sicuramente speciale e …. Generativo di coscienze utili per il presente e per il futuro.
Come socia A.D.I.C. intendo ringraziare il Direttivo e la Presidente prof.ssa Concetta Tripodi per l’occasione di averci fatto immergere in questo mondo misterioso e affascinante attraverso l’incontro con tre esperte nel campo didattico protagoniste del nostro pomeriggio con l’IA.
Liù Frascà
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