Un compito necessario, oggi più che mai, in un contesto segnato dalla disinformazione e dalla diffusione di notizie non verificate, soprattutto sui social network.A oltre 80 anni dalla liberazione di Auschwitz, la testimonianza diretta dei sopravvissuti si affianca a quella delle seconde e terze generazioni.Fondamentale è anche il lavoro di memoria svolto dai familiari degli Internati Militari Italiani (IMI), i 650.000 militari che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono di collaborare con il regime nazista, pagando la loro scelta con la deportazione e il lavoro forzato.Ricordiamo anche tra loro 2000 Carabinieri che scelsero la fedeltà al popolo italiano che al nazifascismo: disarmati furono deportati.Il 27 gennaio, la città di Nicotera, grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Marasco e dell’assessore alla Cultura Pino Leone, ha intitolato la piazza dell’antica Giudecca ai “Bambini vittime della Shoah e ai piccoli ebrei esiliati a seguito degli editti della Casa Reale di Spagna del 1492 e del 1510”.Tanti ebrei calabresi espulsi dai nostri territori popolarono le isole, in particolare quelle di Corfù e Salonicco, dove fondarono sinagoghe chiamate Calabria. Gli abitanti di questi luoghi furono poi deportati dai nazisti nei campi di concentramentoPresente il Vice Presidente UCEI Giulio Disegni alla inaugurazione della nuova toponomastica a testimonianza della importanza della Memoria soprattutto adesso.Un’iniziativa unica nel suo genere che non poteva non essere affiancata al ricordo del del MuMeSe – Museo Memoriale di Sciesopoli Ebraica – Casa dei Bambini di Selvino (BG).Il MuMeSe racconta la storia di circa 800 bambini ebrei, orfani e sopravvissuti ai campi di sterminio, accolti tra il 1945 e il 1948 nella colonia di Sciesopoli, affidata al Governo alleato e successivamente alla Comunità Ebraica di Milano che la destinò alla Brigata Ebraica.Fu trasformata da Moshe Zeiri in un luogo di cura, rinascita e speranza.Il museo, inaugurato nel 2019, conserva nomi, immagini e testimonianze di quella straordinaria esperienza.Vi è la volontà di avviare una collaborazione per costruire un percorso condiviso di educazione alla memoria.«Una comunità di intenti in memoria dei bimbi della Shoa ” , ha dichiarato Roque Pugliese, sottolineando come Nicotera rappresenti la memoria delle espulsioni e Selvino quella della salvezza e della rinascita.Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Marasco e il Consigliere con delega alla cultura Pino Leone, che hanno ribadito l’importanza di coinvolgere i giovani, collegando la storia alle discriminazioni del presente.Un percorso educativo fondato sul rispetto, sulla consapevolezza storica e sul principio che “la libertà di ciascuno finisce dove comincia quella degli altri”, valore universale richiamato da Immanuel Kant e ripreso da Martin Luther King.
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