Il Cammino dello Spirito, Ascensione del Signore Anno A a cura di Don Silvio Mesiti

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ASCENSIONE DEL SIGNORE

Mt.28,16-20

“A me è stato dato ogni potere in

cielo e sulla terra.”

Non a Gerusalemme Gesù, dopo quaranta giorni della sua resurrezione, come aveva annunziato alle donne, da l’appuntamento ai suoi apostoli, ma in Galilea dove aveva iniziato la sua predicazione, ancora una volta sul monte, prima di ritornare in cielo.

È la fine della seconda fase della realizzazione del Regno di DIO, dopo la sua passione, morte e resurrezione che rimane fondamentale, nella sua chiesa che ha origine ma che siamo chiamati a vivere, senza dimenticare, mentre rimaniamo “nell’attesa che si compia la Beata speranza e venga il Signore nostro GESÙ Cristo”.

Si tratta della fine, della presenza fisica dell’unico maestro sulla terra ma soprattutto dell’inizio che ci deve vedere come protagonisti e collaboratori nella realizzazione del Regno di DIO, che deve essere “REGNO DI VERITÀ, DI GIUSTIZIA DI AMORE E DI PACE DENTRO DI NOI, INTORNO A NOI” nel contesto sociale, politico morale, ma soprattutto della stessa chiesa istituzionale, limitata, in cui viviamo.

Solo quando nonostante però dubitassero, dubbio inteso come meraviglia e stupore, condizionati ancora dalla paura per la sua condanna e morte, nonostante fossero stati testimoni della sua resurrezione, “Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.

Importante capire, ancora oggi, che qualunque compito della chiesa nasce, dipende ed appartiene esclusivamente a CRISTO, come afferma il concilio, verso cui bisogna convertirsi quotidianamente convinti che “se guardiamo Cristo vediamo quello che dovrebbe essere la chiesa, ma se guardiamo la chiesa, non sempre ci vediamo impresso il volto di Cristo”.

Nei quaranta giorni dopo la celebrazione della Pasqua, anche noi abbiamo avuto la necessità di rivisitare il mistero della Resurrezione, come gli apostoli, ancora pieni di paura e sfiduciati, attraverso la liturgia e l’ascolto della Parola di DIO, come condizione necessaria e consapevolezza della sua presenza, mentre, della missione che ci affida, siamo inviati come afferma, non da soli: “ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

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