QUINDICESIMA DOMENICA
Mt.13,1-9
“Chi ha orecchie, ascolti“
“Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono.
Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti”.
MEDITIAMO
Le lezioni che Gesù propone in parabole (7) alle folle e che l’evangelista Matteo ci propone nel XIII capitolo del suo vangelo, dimostrano tutta la Sua saggezza, e la sua infinita conoscenza del cuore e della mente umana, che incarna come vero uomo e come vero Dio.
La sua costanza e la consapevolezza dell’importanza della sua opera di annunziare il vangelo agli uomini di tutti i tempi, giunge fino ai nostri giorni, come necessità di conoscerlo e di ascoltarLo per VIVERE “sopravvivere e convivere” per quello che siamo realmente, uomini e figli di DIO.
Il suo amore divino e la conoscenza del cuore e della mente dell’intero nostro essere veri uomini, anche oggi, in ogni situazione e momento, EGLI, come in “quel giorno, uscì di casa e sedette in riva al mare”, il nostro mare.
Era stato giudicato miscredente e pericoloso socialmente o addirittura rivoluzionario, anche di fronte a sua madre, molto preoccupata come tante nostre mamme.
Per questo viene abbandonato dalle folle che lo avevano seguito, in quanto, come dice lo stesso vangelo, “insegnava come uno che ha autorità e non come i loro scribi” (Mc 1,21-28), ritenuti strumentalmente unici garanti della fede in DIO e della giustizia umana pur gelosi e farisei falsi.
Ma la consapevolezza della missione affidatagli dal Padre, come vero suo figlio, lo rende coerente, saggio ed autonomo di fronte alle sue scelte, che lo condurranno alla condanna ed al patibolo della croce, dopo aver risposto e messo in crisi il potere degli scribi, dei farisei, del senato e dell’impero romano di PILATO.
Quel giorno è il nostro giorno, quello attuale, in cui, con la forza ma per la fede nel vero Dio, mette in croce nel mondo, una schiera di martiri, che ancora versano il loro sangue reale, o sono costretti a vivere nella loro “felice solitudine“, emarginazione e povertà, ricche solo della PRESENZA di Dio.
Di fronte a questa situazione, dice il vangelo, GESÙ lascia Cafarnao e si allontana dalla casa, per andare ad incontrare “sulla riva del mare”, il nostro mare, le folle che ancora lo cercano indecise e stanche. È un invito che Gesù rivolge oggi alla nostra umanità stanca e sfiduciata di fronte ai problemi della violenza e del perbenismo che ci opprimono quotidianamente.
Il Suo linguaggio per questo è nuovo, proposto sulla riva del mare e successivamente dalla barca, che è la nostra chiesa, egli infatti si esprime in parabole, per far presa sugli stessi sentimenti e sofferenze del cuore umano, per poter comprendere le conseguenze reali di una vita vissuta senza DIO e priva della propria dignità.
La parabola del seminatore è la chiave di lettura per tutte le altre parabole che sono messaggi di fiducia e di speranza per la nostra vita, di cui abbiamo bisogno.
GESÙ è il seminatore che non si stanca mai di seminare la sua parola che è attenzione e soprattutto messaggio dell’amore di Dio che ci segue sempre come padre amorevole.
Le difficoltà o gli impedimenti stanno tutti dentro di noi.
Tuttavia, siamo certi, che le porte degli inferi non “Prevalebunt” (Mt 16,18), se stiamo attenti e non ci limitiamo ad essere solo “uditori della PAROLA ma come coloro che la mettono in pratica” (Giac 1, 22).
Bisogna avere fiducia, speranza e soprattutto essere costanti; siamo certi infatti che oltre nelle pietre e spine, “la parte più importante del seme, se accolta, cade e continua a cadere sul terreno buono, che siamo tutti noi, se perseveriamo, produce frutto, il cento, il sessanta, il trenta per uno.
A questo punto dipende da noi, restando uniti a Cristo ogni giorno con attenzione e costanza alla SUA PAROLA.
“CHI HA ORECCHI, ASCOLTI“
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