Maria Santissima Assunta in cielo di Don Silvio Mesiti

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MARIA SANTISSIMA
              Assunta in cielo
 L’ultima mensione che i libri sacri fanno di Maria, si trova all’inizio degli Atti degli Apostoli.
Dopo di che silenzio, immaginando la nostra Madre  MARIA Santissima,  che vive  a Gerusalemme, in silenzio col popolo, gli amici stretti  ed in preghiera,  con gli apostoli, nel piano superiore della casa, dove forse anche Lei aveva partecipato all’ultima cena, prima della passione  e morte del FIGLIO SUO ADORATO come tutte le mamme coraggiose.
Ma dal sesto secolo in poi il popolo di DIO, fino ai nostri giorni, nei vangeli apocrifi, racconti molto affettuosi, come anche a Palmi, tra il nostro saggio popolo di DIO si parla con affetto, gioia e  devozione della Madonna santissima, madre di Dio e soprattutto madre di ognuno di noi che ci ama e ci protegge dal cielo anche dopo la sua assunzione, come ci insegna la scrittura e la tradizione.
Un racconto quanto mai umano, ma molto significativo ed aderente alla realtà,  che  vede GESU ‘mentre  scende dal cielo per portare con se la sua mamma, mentre si trova in un letto, circondata dagli apostoli e dagli amici  dai quali non si vorrebbe allontanare.
Rassicurata tuttavia dalle promesse del FIGLIO SUO presente, venuto dal cielo
 a prendersela, di  poter continuare con premura ad essere presente nella loro vita in questa “valle di lacrime”, si addomenta “DORMITIO ” tra le braccia del FIGLIO SUO E FRATELLO NOSTRO, intercedendo per ognuno di noi ed indicandoci la strada per conoscsre GESU’
 
PREGHIAMO  CON LE PAROLE DI DANTE ALIGHIERI, TEOLOGO, UOMO DI FEDE E VERO DEVOTO DI  MARIA:
  
VERGINE E MADRE,
FIGLIA DEL TUO FIGLIO,
Umile ed alta più che creatura
Termine fìsso d’eterno consiglio.
Tu sei colei che l’umana natura
Nobilitasti sì, che il suo fattore
Non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l’amore
Per lo cui caldo ne l’eterna pace
Così è germinato questo fiore.
Qui sei a noi meridiana face
Di caritate, e giuso, intra i mortali
Sei di speranza fontana vivace.
Donna, sei tanto grande e tanto vali
Che qual vuoi grazia 
e a te noricorre
Sua disianza vuol volar sanz’ali.
La tua benignità non pur soccorre
A chi domanda, ma molte fiate
Liberamente al dimandar precorre
In te misericordia, in te pietate
In te magnificenza, in te s’aduna
Quantunque in creatura è di bontade.
Donna, si tanto brandeve tanto vali
Che qual vuol graziace 
e a Te non ricorre, sua disianza 
vuol volar senz ‘ali.
Amen
Don Silvio Mesiti

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