CITTANOVA (RC) – COOPERATIVA ZOMARO RESORT: INVESTIMENTI PER OLTRE 4 MILIONI, TRASPARENZA E DENUNCIA DELLA 'NDRANGHETA, MA L’OPACITÀ AMMINISTRATIVA METTE A RISCHIO L'AZIENDA. La Cooperativa lancia l'allarme: "Invece di sostenere i giovani e la legalità nei fatti, ci si scontra con contraddizioni documentali della Pubblica Amministrazione. Pronti a risolvere il contratto e chiedere l'indennizzo delle migliorie per oltre 4 milioni di euro." CITTANOVA (RC) – Rimanere in Calabria, investire risorse proprie e fondi europei del Programma di Sviluppo Rurale (PSR), creare occupazione giovanile e denunciare apertamente la 'ndrangheta. Questo è stato il percorso della Società Cooperativa Zomaro Resort, guidata dalla Legale Rappresentante Teresa Cento, che a Cittanova ha trasformato terreni montani in un polo agricolo all’avanguardia con 26,5 ettari di impianti (noccioleto, meleti, mirtilleto, castagneto) e strutture per oltre 4 milioni di euro di valore complessivo. Oggi, tuttavia, questa storia di riscatto e sviluppo sbatte contro un ostacolo inaspettato: il comportamento della Pubblica Amministrazione locale. Al centro della vicenda vi è una grave incertezza documentale legata al contratto d'affitto dei terreni comunali. Se da un lato la Segreteria Comunale ha formalmente attestato in sede penale l'esistenza di un solo contratto regolarmente registrato e repertoriato del 2015 (con proroga al 2032), dall'altro lato, in sede civile, è spuntata una presunta "seconda scrittura privata" a pari data, mai registrata, che ha tratto in inganno il Giudice e penalizzato l'azienda. A peggiorare il quadro, le recenti note del Segretario Generale che richiamano genericamente "varie scritture private", alimentando un'insanabile opacità. "Abbiamo denunciato la criminalità organizzata senza esitazione, credendo nelle Istituzioni" – dichiara la dirigenza della Cooperativa Zomaro Resort – "ma oggi ci troviamo di fronte a un paradosso intollerabile: le Istituzioni che dovrebbero tutelare i giovani che lavorano nella legalità finiscono per ostacolarli con condotte contraddittorie e opache." Di fronte a questa situazione, la Cooperativa ha notificato un formale Atto di Diffida e Contestazione ex L. 241/1990, annunciando la risoluzione del contratto per grave inadempimento dell'Ente e la richiesta di restituzione/indennizzo per tutte le migliorie autorizzate ed eseguite, individuate in oltre 4 milioni di euro (ai sensi degli artt. 16, 17 e 20 della Legge 203/1982), oltre alla riserva di perizia grafologica e di esposto alla Procura della Repubblica di Palmi ed alla Corte dei Conti. "Se il Comune non farà immediata e chiara luce sulla validità dell'unico contratto legale, eserciteremo il diritto di ritenzione sui beni e chiederemo conto di ogni danno subito. Chi lavora per la legalità non può essere lasciato solo né essere vittima della burocrazia."
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