Non consentiremo che il patrimonio pubblico dei Comuni venga sacrificato da scelte calate dall’alto. ARRICAL rispetti la legge, restituisca la piena disponibilità dell’impianto di Vetrano e riveda il Piano d’Ambito. Altrimenti sarà battaglia giudiziaria».
RENDE, 21 ottobre 2026 – Il Consorzio Valle Crati alza il livello dello scontro istituzionale con ARRICAL e la Regione Calabria e annuncia di essere pronto a rivolgersi al Tribunale Amministrativo Regionale per contestare il Piano d’Ambito dei rifiuti e impugnare gli atti della maxi gara da 8 miliardi di euro, qualora emergano e persistano profili di illegittimità lesivi degli interessi consortili.
A parlare è il presidente del Consorzio Valle Crati, Avv. Maximiliano Granata, dopo la formale contestazione e diffida trasmessa il 19 ottobre 2026 ad ARRICAL, alla Regione Calabria e, per le rispettive valutazioni di competenza, al Ministero dell’Ambiente, all’ANAC e all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
«È finito il tempo delle decisioni assunte sulla testa dei territori. Non siamo disponibili ad assistere passivamente a operazioni che rischiano di compromettere il patrimonio pubblico, mortificare il ruolo dei Comuni e condizionare per decenni la gestione dei rifiuti in Calabria.»
Al centro della contestazione vi è il futuro dell’impianto pubblico di Vetrano, nel Comune di San Giovanni in Fiore, di proprietà del Consorzio Valle Crati, ente rappresentativo di 27 Comuni.
Il Piano preliminare di ARRICAL attribuisce all’impianto una capacità residua di circa 50.000 metri cubi, ne limita l’utilizzo a un triennio transitorio e ne prefigura la successiva chiusura definitiva.
«Con quale istruttoria tecnica sono state assunte queste decisioni? Perché non è stata effettuata una comparazione trasparente delle alternative? Per quale ragione il Consorzio proprietario non è stato direttamente coinvolto nella consultazione? E soprattutto, chi risponderà delle conseguenze economiche e patrimoniali di scelte che potrebbero rivelarsi ingiustificate?»
Granata richiama anche il decreto ARRICAL n. 164 del 3 luglio 2023, che disciplina il subentro dell’Autorità nella realizzazione e gestione di specifiche opere dell’impianto.
«ARRICAL non può trasformare un subentro funzionale a determinati interventi in un potere illimitato sul patrimonio del Consorzio. La proprietà pubblica non si cancella con un atto di pianificazione. Pretendiamo la rendicontazione delle risorse impiegate e il chiarimento delle condizioni per la restituzione della piena disponibilità gestionale dell’impianto.»
Il presidente annuncia quindi una linea di assoluta fermezza.
«Se ARRICAL procederà ignorando le contestazioni formalmente sollevate, siamo pronti a impugnare il Piano definitivo davanti al TAR Calabria. E non ci fermeremo lì: siamo pronti a contestare anche il maxi bando dei rifiuti da 8 miliardi di euro, qualora recepisca scelte illegittime o pregiudizievoli per il Consorzio e i Comuni rappresentati.»
«Una gara di queste dimensioni, destinata a incidere per anni sull’organizzazione del servizio e sulle risorse pubbliche, non può poggiare su presupposti tecnici e amministrativi contestati senza che sia stata data una risposta seria, documentata e motivata.»
Granata conclude con un messaggio diretto ai vertici di ARRICAL e della Regione Calabria:
«Non ci faremo intimidire dalla dimensione economica degli affidamenti né dalla forza degli apparati amministrativi. Il Consorzio Valle Crati non arretrerà di un millimetro nella difesa dei propri diritti, del patrimonio pubblico e degli interessi dei Comuni.
Non chiediamo favori. Pretendiamo legalità, trasparenza e rispetto delle regole.
Se sarà necessario, porteremo questa vicenda davanti ai giudici amministrativi e chiederemo che ogni atto illegittimo venga annullato. Gli 8 miliardi di euro non possono diventare uno scudo contro il controllo di legalità.
La Calabria non ha bisogno di decisioni intoccabili. Ha bisogno di istituzioni che rendano conto delle proprie scelte.
ARRICAL è avvisata: la difesa del patrimonio pubblico del Consorzio Valle Crati sarà condotta fino in fondo, in tutte le sedi consentite dalla legge.»
Avv. Maximiliano Granata
Presidente del Consorzio Valle Crati
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