Dagli scarti della liquirizia calabrese una nuova materia prima per il packaging alimentare: nasce una filiera tra Calabria e Sardegna

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Alkelux, startup deeptech sassarese, e Liquirgam, produttore di Liquirizia di Calabria DOP biologica nella Piana di Sibari, insieme per trasformare un residuo di lavorazione oggi destinato allo smaltimento in additivo industriale per imballaggi attivi.

 

Ogni anno la lavorazione della Liquirizia di Calabria DOP lascia un residuo che la filiera fatica a collocare: lo scarto delle radici che, non venendo utilizzato per estrarre il succo destinato alla gastronomia, al dolciario, all’erboristeria, alla farmaceutica e alla nutraceutica, rappresenta per i produttori un costo in termini di stoccaggio e smaltimento. Solo nello stabilimento di Liquirgam, a Corigliano-Rossano (CS), se ne generano circa 50 tonnellate l’anno, cifra che varia in base alle condizioni meteorologiche e all’andamento delle lavorazioni.

È proprio a partire dallo scarto delle radici di liquirizia che si fonda la collaborazione tra Liquirgam, che dal 2000 produce, lavora e commercializza Liquirizia di Calabria DOP biologica nella Piana di Sibari, e Alkelux, startup deeptech di Sassari che ricava dagli scarti della liquirizia un additivo antimicrobico per il packaging alimentare. L’accordo si basa sulla fornitura ad Alkelux dello scarto di lavorazione, da cui la startup ottiene le sue nanoparticelle a base carboniosa, incorporate direttamente nelle plastiche o nella polpa di cellulosa in fase di produzione dell’imballaggio alimentare. Frutto della collaborazione è anche un percorso comune di sperimentazione, con l’obiettivo di costruire una filiera stabile per il recupero del residuo, dai campi calabresi alla produzione in Sardegna.

“Per chi sviluppa nuovi materiali la tecnologia è solo metà del lavoro. L’altra metà consiste in una materia prima disponibile con continuità, tracciabile e a un costo che regga su scala industriale e con Liquirgam stiamo costruendo proprio questo. Nel Mezzogiorno ci sono molti scarti agricoli che oggi non hanno un mercato: trasformarli in input per l’industria significa portare lavoro qualificato dove le materie prime sono già presenti”, commenta Matteo Poddighe, CEO e founder di Alkelux.

Dai chilogrammi alle tonnellate, fino a un impianto vicino agli stabilimenti

Oggi i volumi conferiti sono nell’ordine delle decine di chilogrammi l’anno, in linea con una produzione ancora su scala di laboratorio. Il salto dimensionale è legato alla costruzione di un ‘impianto pilota di Sassari che sarà in grado di accogliere oltre 20 tonnellate di scarto all’anno, assorbendo una quota rilevante del residuo generato da Liquirgam.

Il passo successivo consisterà poi nella costruzione di un impianto industriale in Calabria accanto agli stabilimenti di lavorazione della liquirizia per recuperare lo scarto nel momento stesso in cui viene prodotto, azzerando i costi di stoccaggio e smaltimento per i produttori. Un modello che porta la trasformazione direttamente nel luogo in cui è la materia prima e aggiunge a una filiera agricola storica del Sud un nuovo segmento industriale, legato ai materiali per il packaging.

“Per un’azienda come la nostra la radice è tutto, e quello che resta dopo l’estrazione del succo è sempre stato qualcosa da stoccare e smaltire, con tutti i costi che ne comporta la gestione dello scarto. Vederlo diventare la base di un materiale per l’industria dell’imballaggio ci dice che la liquirizia di Calabria può avere un futuro anche fuori dai settori già menzionati. Il fatto che l’impianto nascerà qui, accanto a noi, garantisce che il valore resterà sul territorio”, afferma Andrea Sposato, responsabile ufficio marketing di Liquirgam.

 

 

Alkelux è una startup deeptech italiana attiva nel settore dei materiali sostenibili per il packaging alimentare. Fondata nel 2024 a Sassari da Matteo Poddighe insieme a Davide Sanna, Emina Bilanovic e Carlo Usai, sviluppa additivi a base di nano-polymer dots ottenuti dagli scarti di lavorazione della liquirizia e li integra negli imballaggi destinati alla grande distribuzione, con l’obiettivo di estendere la shelf-life degli alimenti freschi e ridurre lo spreco lungo l’intera filiera. Già selezionata da FoodSeed tra le 7 startup Made in Italy, premiata tra le vincitrici di Encubator 2024-2025 e nominata Startup Sarda dell’Anno al SIOS25 Sardinia, Alkelux a maggio ha chiuso un round Seed da 970 mila euro destinato all’impianto pilota di Sassari.

Liquirgam è un’azienda calabrese specializzata nella produzione, lavorazione e commercializzazione di Liquirizia di Calabria DOP biologica, ricavata dalla varietà Glycyrrhiza glabra “Typica”, localmente nota come “Cordara”. Fondata nei primi anni Duemila dalla famiglia Sposato a Corigliano-Rossano, sul litorale ionico della Piana di Sibari, è associata al Consorzio di Tutela della Liquirizia di Calabria DOP e opera in regime di agricoltura biologica sotto il controllo di CCPB. L’intera produzione è realizzata con energia elettrica da fonti pulite.

Ufficio Stampa Lever PR
Sara Ausilio
sara.ausilio@wearelever.it

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