La Dante di Tropea consolida un ponte culturale con l’Argentina: nasce “Radici senza confini”

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Dalla collaborazione tra il Comitato tropeano, presieduto da Titti Rando, e l’Associazione Raíces Italianas, guidata da Vittoria Gioffrè, prende forma un progetto internazionale di turismo culturale. Presentazione il 25 ottobre nella Cappella dei Nobili.

Un ponte culturale che attraversa l’oceano

Le radici non conoscono distanze. Attraversano gli oceani, resistono al tempo e continuano a unire generazioni, comunità e territori. È da questa consapevolezza che nasce “Radici senza confini – Ponti di cultura, memoria e identità”, il progetto di turismo culturale che vede protagonista la Società Dante Alighieri – Comitato di Tropea, presieduta da Titti Rando, in collaborazione con l’Associazione Raíces Italianas dell’Argentina, guidata da Vittoria Gioffrè.

L’iniziativa sarà presentata ufficialmente domenica 25 ottobre 2026, alle ore 18:30, nella Cappella dei Nobili di Tropea, in Largo Padre di Netta, durante un incontro pubblico dedicato alla memoria dell’emigrazione, alla valorizzazione delle identità culturali e alle nuove prospettive di dialogo tra Italia e Argentina.

Un progetto che nasce dalla volontà di trasformare il patrimonio delle origini in un’opportunità concreta di conoscenza, incontro e promozione dei territori.

L’alleanza tra la Dante di Tropea e Raíces Italianas

Il cuore dell’iniziativa è rappresentato dal legame culturale e umano tra Titti Rando e Vittoria Gioffrè, due donne impegnate, sulle opposte sponde dell’Atlantico, nella promozione della cultura italiana e nella valorizzazione delle comunità di origine italiana.

Vittoria Gioffrè, presidente dell’Associazione Raíces Italianas e socia della Dante Alighieri di Tropea, rappresenta un importante punto di raccordo tra la Calabria e l’Argentina, dove l’eredità dell’emigrazione italiana continua a vivere attraverso tradizioni, lingua, memoria familiare e senso di appartenenza.

La collaborazione tra le due realtà, già concretizzatasi in iniziative culturali ed educative rivolte alle giovani generazioni, trova ora nel turismo delle radici una nuova prospettiva di sviluppo.

Non si tratta semplicemente di favorire viaggi verso l’Italia, ma di costruire percorsi capaci di ricongiungere le persone alla storia dei propri antenati, restituendo significato ai luoghi d’origine e creando nuove occasioni di scambio culturale.

Una rete Dante tra Tropea, San Rafael e Puerto Madryn

Il progetto si inserisce in una dimensione internazionale più ampia, valorizzando la rete della Società Dante Alighieri e il dialogo con due importanti realtà argentine: la Dante Alighieri di San Rafael, presieduta da Dino Sammito, nella provincia di Mendoza, e la Dante Alighieri di Puerto Madryn, guidata da Flavio Vento, nella provincia del Chubut.

Tre realtà territoriali, Tropea, San Rafael e Puerto Madryn, accomunate dalla missione di diffondere la lingua e la cultura italiana, che possono contribuire a rafforzare un ponte ideale tra la Calabria e le comunità italiane d’Argentina.

È proprio questa dimensione di rete a conferire particolare valore all’iniziativa: unire competenze, esperienze e sensibilità diverse attorno a un patrimonio condiviso, trasformando la memoria dell’emigrazione in una risorsa culturale per il presente e per il futuro.

La lingua italiana diventa così il filo conduttore di un dialogo che supera i confini geografici, mentre Tropea e la Costa degli Dei si propongono come luoghi privilegiati di incontro, scoperta e ritorno alle origini.

Il turismo culturale: memoria, identità e futuro

Per migliaia di famiglie argentine, l’Italia non rappresenta soltanto un Paese lontano, ma una parte profonda della propria storia.

Nei cognomi, nei racconti tramandati dai nonni, nelle tradizioni custodite nelle case e nelle parole sopravvissute al passare delle generazioni continua a vivere il ricordo di una terra mai completamente abbandonata.

Il progetto “Radici senza confini” intende dare nuova forza a questo patrimonio, promuovendo un turismo culturale che non si limiti alla visita dei luoghi, ma favorisca esperienze autentiche di conoscenza e appartenenza.

In questa prospettiva, la Costa degli Dei diventa non soltanto una destinazione di straordinaria bellezza paesaggistica, ma un territorio da raccontare attraverso la sua storia, le tradizioni popolari, il patrimonio artistico e le vicende umane delle comunità che lo hanno abitato.

La presentazione nella Cappella dei Nobili

L’incontro del 25 ottobre si aprirà con i saluti istituzionali di Franco Barbalace, presidente della Provincia di Vibo Valentia, e di Titti Rando, presidente della Dante Alighieri di Tropea, che introdurrà il progetto.

Seguiranno gli interventi dello scrittore Luciano Prestia, dedicato al senso dei luoghi e dell’appartenenza; di Pasquale De Luca, presidente dell’Associazione Tropea Onde Mediterranee, sulle tradizioni popolari e la memoria del territorio; e di Dario Godano, storico, archeologo e guida turistica, che approfondirà le storie e l’identità della Costa degli Dei.

Donatella Bruni, responsabile Erasmus+ del Liceo Vito Capialbi, affronterà il tema degli scambi culturali tra Paesi diversi, mentre Franca Crudo, promotrice della cultura calabrese, proporrà una riflessione sul valore delle radici e della memoria.

Le conclusioni saranno affidate a Vittoria Gioffrè, che porterà la testimonianza dell’Associazione Raíces Italianas e il significato del legame culturale tra Argentina e Calabria.

A moderare l’incontro sarà Luciano Prestia.

Da Tropea all’Argentina, un ponte culturale che guarda al futuro

“Radici senza confini” rappresenta una nuova e significativa tappa dell’impegno internazionale della Società Dante Alighieri di Tropea. Un progetto che nasce dall’incontro tra la presidente Titti Rando e Vittoria Gioffrè, presidente di Raíces Italianas e socia della Dante tropeana, e che si rafforza attraverso i legami con la rete Dante in Argentina, coinvolgendo le realtà di San Rafael e Puerto Madryn.

Un’alleanza che testimonia come la cultura possa superare le distanze geografiche, trasformando la memoria dell’emigrazione in nuove opportunità di incontro, conoscenza e collaborazione.

Che sia l’inizio di un grande ponte culturale tra Tropea e l’Argentina, capace di unire generazioni, custodire storie familiari, valorizzare territori e restituire alle comunità italiane d’oltreoceano il senso profondo delle proprie origini.

Perché le radici non sono soltanto ciò che ci lega alla terra da cui proveniamo, ma anche ciò che ci permette di incontrarci, riconoscerci e costruire insieme il futuro.

E quando la cultura unisce i popoli, anche un oceano può diventare un ponte.

 

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