Il 22 ottobre l’Università Magna Graecia di Catanzaro ospita un confronto internazionale tra scienza, alimentazione e Dieta Mediterranea nell’ambito della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. L’iniziativa, ideata da Ludovico Montebianco Abenavoli, direttore della Scuola specialistica di Gastroenterologia dell’ateneo e componente del Consiglio direttivo della Dante di Tropea, prosegue il percorso avviato a Palazzo Firenze, a Roma, e coinvolge studiosi di Stati Uniti e Serbia.
La salute parla italiano? Una sfida che attraversa i confini
Può una lingua diventare strumento di salute, veicolo di conoscenza scientifica e ponte tra culture? Può il patrimonio alimentare di un Paese trasformarsi in un linguaggio universale capace di unire ricerca, prevenzione e identità?
Da questi interrogativi prende forma l’appuntamento del 22 ottobre 2026, alle ore 16, nell’Aula Magna A dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, nell’ambito della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo promossa a livello globale dalla Società Dante Alighieri.
L’incontro, intitolato “La lingua della salute. Scienza, alimentazione e Dieta Mediterranea come espressione del saper fare italiano”, propone una visione dell’italiano che supera i confini della letteratura e dell’arte per affermarsi anche come espressione di sapere scientifico, cultura alimentare e promozione del benessere.
Una prospettiva che dalla Calabria guarda al mondo, riconoscendo nella conoscenza uno dei linguaggi più autentici dell’identità italiana.
La XXVI SLIM e il genio italiano che diventa conoscenza
Dal 19 al 25 ottobre, la XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo celebra il tema “Lingua geniale. Ideare, progettare, creare con l’italiano”, valorizzando la capacità della nostra lingua di generare idee e costruire relazioni.
In questo scenario si inserisce l’iniziativa che interpreta la creatività italiana attraverso una prospettiva originale, quella della salute.
Perché il genio italiano non appartiene soltanto all’arte, alla letteratura o al design. Vive anche nella ricerca medica, nella prevenzione e nelle tradizioni alimentari che trovano nella Dieta Mediterranea una delle espressioni più riconosciute del patrimonio nazionale.
Da Palazzo Firenze alla Calabria, un percorso che continua
L’appuntamento in ateneo rappresenta una nuova tappa del progetto scientifico e culturale avviato da Ludovico Montebianco Abenavoli insieme al Comitato di Tropea, in collaborazione con la Società Dante Alighieri.
Il 7 aprile scorso, in occasione della Giornata Mondiale della Salute promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, Palazzo Firenze a Roma, sede centrale della Società Dante Alighieri, aveva ospitato la conferenza “La Dieta Mediterranea come modello di salute. Dalla tradizione alla medicina basata sulle evidenze”.
L’iniziativa, organizzata congiuntamente dalla Sede Centrale e dal Comitato di Tropea, aveva riunito esponenti del mondo scientifico e accademico per approfondire il rapporto tra alimentazione, prevenzione, sostenibilità e qualità della vita.
Da quella riflessione nasce il nuovo appuntamento calabrese, che amplia il confronto al rapporto tra lingua, scienza e patrimonio culturale.
Da Roma alla Calabria, dalla Giornata Mondiale della Salute alla Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, prende forma un percorso che unisce ricerca scientifica e promozione della cultura italiana.
Ludovico Abenavoli e il ruolo della Società Dante Alighieri
A ideare e organizzare l’incontro è Ludovico Montebianco Abenavoli, scienziato dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e componente del Consiglio direttivo del Comitato di Tropea della Società Dante Alighieri.
L’obiettivo è valorizzare l’italiano come strumento di divulgazione scientifica e diffusione di conoscenze riconosciute a livello internazionale.
Al centro del progetto, la Dieta Mediterranea, non soltanto modello nutrizionale, ma espressione di una civiltà nella quale alimentazione, ambiente, convivialità e tradizioni compongono una visione integrata del benessere.
Un patrimonio che trova in Calabria radici profonde e può rafforzare il legame tra università, ricerca e territorio.
L’Università Magna Graecia incontra le istituzioni
Ad aprire i lavori saranno Giuseppe Chiarella, prorettore vicario dell’Università Magna Graecia, Gianluca Gallo, assessore regionale all’Agricoltura, Titti Rando, presidente del Comitato di Tropea della Società Dante Alighieri, e le direttrici di Dipartimento Paola Roncada e Aquila Villella.
Interverranno inoltre Daniele Scalea, presidente della Fondazione Machiavelli, e Pietro Cianglia, presidente del Rotary Club Catanzaro Tre Colli.
Una partecipazione che sottolinea il valore della collaborazione tra università, istituzioni e associazioni culturali nella diffusione della conoscenza e nella valorizzazione delle eccellenze territoriali.
La Dieta Mediterranea tra scienza, cultura e futuro
Il cuore dell’incontro sarà la sessione scientifica introdotta da Ludovico Montebianco Abenavoli, con i contributi di Rossana Caridà, Daniele Torella, Maria Carlotta Rizzuto, Domenico Bilotti, Giuseppe Porcelli e Fabio Borrello.
Il confronto approfondirà, attraverso differenti prospettive disciplinari, il rapporto tra salute, alimentazione, patrimonio culturale e produzioni agroalimentari.
Riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, la Dieta Mediterranea rappresenta una sintesi tra tradizione e modernità, nella quale le conoscenze tramandate attraverso le generazioni incontrano le evidenze della ricerca scientifica.
Per la Calabria, terra di biodiversità e antiche tradizioni gastronomiche, costituisce anche una risorsa culturale e un’opportunità di sviluppo.
Dagli Stati Uniti alla Serbia, la Calabria dialoga con il mondo
A conferire all’iniziativa una dimensione internazionale sarà la partecipazione, in collegamento, di studiosi appartenenti a importanti università straniere.
Interverranno Roberto Vicinanza, della University of Southern California, Luigi Boccuto, della Clemson University, e Nataša Milić, della University of Novi Sad.
La Calabria entrerà così in dialogo con gli Stati Uniti e la Serbia, favorendo uno scambio di esperienze e conoscenze scientifiche che supera le distanze geografiche.
La presenza dei ricercatori internazionali testimonia la capacità di un’iniziativa nata in Calabria di inserirsi in una rete accademica e culturale di ampio respiro.
Quando la scienza diventa un linguaggio universale
A moderare i lavori sarà Franco Laratta, direttore dell’informazione di LaC, che guiderà anche il confronto conclusivo attorno alla domanda che racchiude il significato dell’intera giornata.
La salute parla italiano?
La risposta riguarda la capacità di un Paese di trasformare il proprio patrimonio scientifico e culturale in conoscenza condivisa.
Dopo Palazzo Firenze, l’Università Magna Graecia diventa così una nuova tappa di un percorso che unisce la Società Dante Alighieri, il mondo accademico e la Calabria nella promozione della salute e della cultura mediterranea.
Perché una lingua vive davvero nel mondo quando non si limita a raccontare ciò che un popolo è stato, ma riesce a esprimere ciò che può ancora creare e condividere.
E se la salute è un linguaggio universale, l’italiano può essere una delle voci capaci di interpretarlo, attraverso la scienza, la cultura e il sapere mediterraneo.
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