Luciano Sorbillo a Grisolia per il Campionato Mondiale della Pizza Piccante

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GRISOLIA – La pizza come patrimonio universale, ma anche come straordinario strumento
attraverso il quale raccontare l’identità dei territori, valorizzarne le produzioni e trasformare le
migliori tipicità locali in esperienze gastronomiche capaci di parlare al mondo.
È questa la filosofia che accompagna la partecipazione del maestro pizzaiolo Luciano Sorbillo
al Campionato Mondiale della Pizza Piccante, in corso a Grisolia, nel cuore della Riviera dei
Cedri: un appuntamento che porta in Calabria professionisti e interpreti della pizza provenienti
da diversi contesti e che, proprio attraverso la competizione, conferma quanto questo alimento,
nato dalla tradizione popolare, abbia saputo conquistare una dimensione ormai autenticamente
mondiale.
In questo scenario, la presenza di Luciano Sorbillo assume un significato particolare. Il grande
maestro pizzaiolo è infatti da sempre impegnato in una ricerca che non contrappone tradizione e
innovazione, ma le considera due facce della stessa cultura gastronomica: la prima rappresenta
la memoria, le radici e il patrimonio da custodire; la seconda è la capacità di reinterpretarlo,
renderlo contemporaneo e farlo conoscere a un pubblico sempre più ampio.
La sua pizza diventa così una sorta di tela sulla quale il territorio può raccontarsi.
E la Calabria, con la straordinaria ricchezza delle sue produzioni agroalimentari, offre in questo
senso un patrimonio di straordinaria forza: dall’olio extravergine di oliva agli agrumi, dai salumi
ai formaggi, dalle conserve alle eccellenze ortofrutticole, fino alle numerose produzioni
identitarie che caratterizzano le diverse aree della regione.
Sorbillo interpreta queste materie prime senza snaturarle. Al contrario, le porta sulla pizza
attraverso un lavoro fatto di equilibrio, tecnica, conoscenza e creatività, dimostrando come una
tipicità locale possa diventare protagonista di una proposta gastronomica contemporanea senza
perdere la propria identità.
È proprio qui che si trova uno degli elementi più interessanti della sua presenza al Campionato
Mondiale della Pizza Piccante: dimostrare che innovare non significa necessariamente
rompere con la tradizione. Significa, piuttosto, conoscerla così bene da poterla reinterpretare.
La pizza diventa quindi un linguaggio universale, capace di superare confini geografici e
culturali, ma allo stesso tempo di conservare un fortissimo legame con il luogo in cui viene
preparata e con le persone che ne custodiscono le produzioni.
A Grisolia questo principio trova una collocazione particolarmente significativa.
La Calabria non è soltanto una terra nella quale degustare grandi prodotti: è una regione che può
utilizzare la propria straordinaria biodiversità agricola e gastronomica come leva di promozione,

E la pizza, proprio per la sua popolarità internazionale, può diventare uno dei veicoli più efficaci
per portare questa ricchezza sulle tavole del mondo.
La partecipazione di Luciano Sorbillo rappresenta quindi anche un invito a guardare alla pizza
con occhi nuovi: non soltanto come prodotto gastronomico, ma come espressione di cultura,
creatività, identità e territorio.
Un patrimonio che appartiene a tutti e che proprio per questo deve continuare a evolversi.
“La sfida, oggi, è quella di riuscire a innovare senza dimenticare da dove si proviene – ha
dichiarato il maestro Sorbillo nel corso della sua presenza al Campionato -, valorizzando il
prodotto senza trasformarlo in un semplice ingrediente e costruire nuove esperienze di gusto
partendo dalla memoria.”
È la filosofia di un maestro che attraverso la pizza continua a dimostrare che la tradizione non è
qualcosa da conservare immobile, ma una storia da continuare a scrivere.
E a Grisolia, nel cuore della Calabria, quella storia parla anche attraverso i profumi, i colori e i
sapori di una terra che, grazie a interpreti come Sorbillo, può trovare nella pizza una straordinaria
ambasciatrice nel mondo.

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