Mobilitazione nazionale sul caro vita di Rosario Antipasqua

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In questi giorni l’Italia reale è scesa in piazza, da Nord a Sud, per far sentire con forza la propria voce di fronte a un’emergenza sociale ed economica ormai insostenibile. Dalle regioni meridionali fino al Settentrione, studenti, agricoltori, autotrasportatori, artigiani e lavoratori si sono uniti in una grande mobilitazione nazionale contro l’aumento generalizzato del costo della vita.
​I blocchi e le proteste del settore agricolo per i forti costi di gestione e un prezzo equo di vendita  dei prodotti agricoli e dell’autotrasporto denunciano l’impatto devastante del caro energia e dei rincari del carburante, fattori che stanno mettendo in ginocchio il sistema produttivo e la tenuta economica delle famiglie. Parallelamente, gli studenti chiedono a gran voce investimenti strutturali per la scuola pubblica, indispensabili per garantire un’istruzione di qualità e un futuro dignitoso alle nuove generazioni. Di fronte a questa corale richiesta di aiuto e di cambiamento, il silenzio del Governo appare ingiustificabile e desta profonda preoccupazione.
​È fondamentale, tuttavia, esprimere la più ferma e totale condanna verso i gruppi di teppisti che, a Milano, Torino e Bologna, si sono insinuati nei cortei trasformando manifestazioni pacifiche in intollerabili atti di devastazione. Gli assalti ai negozi, i danneggiamenti alle auto e gli scontri con le forze dell’ordine non hanno nulla a che fare con le legittime rivendicazioni del Paese. Chi commette atti di violenza va isolato, identificato e sanzionato senza esitazione, poiché finisce unicamente per danneggiare la causa di chi manifesta civilmente.
​La violenza di pochi non può e non deve oscurare le ragioni di milioni di cittadini. Per questi motivi, la proclamazione dello sciopero generale per il 20 novembre contro il caro vita si conferma un atto di democrazia e di responsabilità indispensabile: una giornata fondamentale per pretendere risposte concrete su energia, carburanti, tutela del potere d’acquisto e rilancio della scuola e del lavoro.
​Rosario Antipasqua 

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