Nella serata di ieri una delegazione dell’Unione Sindacale di Base ha
fatto visita ai cittadini e alle cittadine impegnati nel presidio
permanente promosso dal Comitato a tutela della salute davanti
all’ospedale di Polistena, portando solidarietà, vicinanza e sostegno a
una mobilitazione giusta e necessaria in difesa del diritto alla salute.
Da anni la popolazione della Piana assiste a un progressivo
depotenziamento dell’ospedale, fatto di reparti svuotati, personale
insufficiente e soluzioni tampone che non risolvono nulla. Oggi la
preoccupazione è più che fondata: la mancata possibilità di richiamare
medici in pensione, determinata dal decreto Milleproroghe 2026 approvato
dal Governo a fine dicembre, rischia di tradursi nella chiusura del
reparto di Anestesia e Rianimazione e, di fatto, nell’agonia definitiva
dell’intero presidio ospedaliero.
I cittadini sanno bene che senza la Rianimazione un ospedale spoke non
può garantire interventi chirurgici, emergenze e sicurezza dei percorsi
di cura. Per questo la protesta non è dettata dall’allarmismo, ma da una
consapevolezza maturata nel tempo, dopo anni di promesse mancate e
scelte politiche che hanno sacrificato la sanità pubblica nei territori
più deboli.
È urgente ripristinare immediatamente la possibilità di utilizzare i
medici in quiescenza per garantire la continuità dei servizi, pur nella
piena consapevolezza che si tratta solo di un pannicello caldo. La
sanità pubblica ha bisogno di risorse vere, di mezzi adeguati, di
personale stabile e assunto, di programmazione e non di continue
emergenze. Ha soprattutto bisogno che venga messo fine allo sversamento
sistematico di denaro pubblico verso la sanità privata, che rappresenta
il vero mostro che sta divorando il servizio sanitario nazionale.
Chi sceglie di rivolgersi al privato deve poterlo fare liberamente, ma
senza gravare sulla fiscalità generale. Le risorse pubbliche devono
essere interamente destinate a garantire un servizio sanitario efficace
ed efficiente per tutti, come è stato in passato un Servizio Sanitario
Pubblico che il mondo ci invidiava e che oggi viene smantellato pezzo
dopo pezzo.
Fino a quando nei palazzi della politica continueranno a sedere gruppi
di interesse legati al business della sanità privata, ogni riforma reale
sarà impossibile. Per questo la lotta che si sta portando avanti davanti
all’ospedale di Polistena non riguarda solo questo territorio, ma parla
a tutta la Calabria e a tutte le fasce popolari che non intendono
rinunciare al diritto universale alla salute.
USB continuerà a stare al fianco dei cittadini in presidio, sostenendo
questa vertenza e tutte le mobilitazioni necessarie per difendere e
ricostruire una sanità pubblica degna di questo nome.
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