Dalla memoria dell’antica Casalnuovo ai 56 Comuni legati alla storia dei Grimaldi, dalle scuole alle persone detenute: il Premio letterario promosso da Cittanova Radici rinnova il suo impegno per una cultura capace di unire, includere e dare voce a tutti.
CITTANOVA – Ci sono storie che meritano di essere custodite, parole che hanno bisogno di essere ascoltate e radici che, quando vengono condivise, diventano ponti verso il futuro. È questo lo spirito che anima la decima edizione del Premio letterario «Il Fondaco di Casalnuovo», promosso dall’Associazione Cittanova Radici, gruppo di studio e ricerca della storia e della cultura popolare, che anche quest’anno rinnova il proprio impegno nella valorizzazione del territorio, della memoria storica e della creatività.
Il traguardo della X edizione porta con sé una novità importante: l’apertura del Premio ai Comuni italiani appartenenti ai Siti Storici Grimaldi di Monaco, una rete che unisce luoghi legati alla storia della famiglia Grimaldi e alle vicende che hanno intrecciato, nel corso dei secoli, comunità e territori differenti.
L’Associazione Cittanova Radici, che fa parte della rete, ha proposto al presidente Fulvio Gazzola di coinvolgere nel Premio i Comuni dei Siti Storici.
Un’iniziativa che nasce dal desiderio di trasformare una storia condivisa in una nuova occasione d’incontro, dando spazio alle identità locali e alle tradizioni che ogni comunità custodisce.
Il dialetto: la voce viva delle comunità. La novità riguarda soprattutto la sezione B, dedicata alla poesia in dialetto locale, originariamente riservata al vernacolo calabrese e intitolata al professor Giuseppe Antonio Martino.
Per questa edizione, la partecipazione viene estesa agli autori dei Comuni dei Siti Storici Grimaldi, che vorranno presentare componimenti poetici nel proprio dialetto. L’apertura si inserisce in una più ampia volontà di valorizzare i dialetti locali, patrimonio prezioso di parole, sentimenti, tradizioni e memoria collettiva.
Le opere dovranno essere accompagnate dalla traduzione in lingua italiana, così da consentire alla Giuria di comprenderne il significato e apprezzarne il valore letterario.
Il dialetto non è soltanto una lingua del passato: è una voce che continua a raccontare la vita delle persone, il carattere dei luoghi, le emozioni e le esperienze di intere generazioni. Accogliere dialetti diversi significa riconoscere dignità a ogni identità e offrire alle comunità la possibilità di raccontarsi con le proprie parole.
L’auspicio dell’associazione è che questa apertura favorisca un’ampia partecipazione, coinvolgendo autori e cittadini non soltanto dei 56 Comuni, ma anche di altre realtà territoriali, nel rispetto delle peculiarità culturali di ciascuna comunità.
Il Fondaco, memoria delle origini di Cittanova. Il nome del Premio richiama l’antica Casalnuovo, oggi Cittanova, edificata in seguito all’editto del 12 agosto 1618, firmato dal principe di Gerace Girolamo Grimaldi.
Prima della fondazione dell’abitato, il Fondaco rappresentava un importante punto d’incontro commerciale tra le popolazioni residenti sulle sponde del Tirreno e dello Ionio. Qui si svolgevano scambi e attività di mercato, in un territorio la cui posizione favoriva i rapporti tra comunità e la circolazione di merci, esperienze e conoscenze.
Riscoprire questa storia significa restituire valore alle origini di Cittanova e ricordare che il Fondaco non era soltanto un luogo di commercio, ma anche uno spazio d’incontro. È proprio da questo significato che il Premio trae una parte essenziale della propria identità: mettere in relazione persone e culture, creando nuove opportunità di dialogo.
Cinque sezioni per dare voce alla creatività. Il Premio si articola in cinque sezioni, tutte a tema libero:
- Sezione A: racconto breve.
- Sezione B: poesia in dialetto locale.
- Sezione C: poesia in lingua italiana.
- Sezione D: commedia teatrale.
- Sezione E: riservata alle scuole di ogni ordine e grado, intitolata alla professoressa Vincenza Dagostino.
Particolare attenzione è dedicata alla sezione E, perché investire nei giovani significa investire nel futuro della cultura. Le scuole possono partecipare con un racconto breve, una poesia in vernacolo o in italiano, una pièce teatrale oppure un lavoro multimediale.
Una proposta che permette agli studenti di esprimersi attraverso linguaggi differenti, mettendo in campo creatività, sensibilità e capacità di raccontare il proprio mondo. La scuola diventa così protagonista di un percorso che unisce educazione, tradizioni, memoria e partecipazione.
La Giuria, presieduta dalla poetessa Vincenza Armino e composta dai professori Stefania Crocitti Giovanna Fonti, Mariateresa Foci, Rocco Rao, quest’anno si arricchisce della presenza del professor Maurizio Ulino, cultore di storia medievale e presidente dell’Associazione del Marchesato Grimaldi di Monaco. Il suo contributo rafforza il dialogo tra letteratura, ricerca storica e valorizzazione delle identità territoriali.
Quando la cultura restituisce speranza. C’è poi un aspetto del Premio che merita una particolare attenzione, perché racconta la sua dimensione più profondamente umana: nelle precedenti edizioni hanno partecipato anche persone detenute.
Queste esperienze hanno permesso all’Associazione Cittanova Radici di comprendere ancora meglio quanto possa essere importante offrire a tutti uno spazio di espressione e di ascolto.
La scrittura può diventare una possibilità per raccontare sé stessi, dare forma alle emozioni, riscoprire capacità e guardare al futuro con occhi nuovi. Anche quando la libertà personale è limitata e le difficoltà sembrano insormontabili, la cultura può aprire una finestra, creare un contatto e alimentare una speranza che forse sembrava perduta.
Non si tratta soltanto di partecipare a un concorso letterario, ma di sentirsi parte di un’esperienza che riconosce valore alla persona e alla sua capacità di esprimersi.
È una lezione importante: la cultura non appartiene a pochi e non conosce confini invalicabili. Può raggiungere luoghi diversi, avvicinare persone lontane e ricordare che ogni voce merita di essere ascoltata.
Il Premio è presieduto dal dottor Antonino Tramontana, mentre l’Associazione Cittanova Radici è guidata dalla presidente Domenica Sorrenti.
In dieci edizioni, il «Fondaco di Casalnuovo» ha costruito un percorso che mette al centro la valorizzazione del territorio, la salvaguardia delle tradizioni e la promozione della cultura come bene condiviso. La nuova apertura ai Siti Storici Grimaldi rappresenta un ulteriore passo verso una rete più ampia, capace di coinvolgere comunità, scuole, autori e persone con esperienze di vita differenti.
L’obiettivo è fare in modo che la memoria non rimanga confinata nei documenti o nei ricordi, ma continui a vivere attraverso le parole, le opere e la partecipazione delle nuove generazioni.
Perché le radici non sono soltanto ciò che ci lega al passato: sono ciò che ci permette di riconoscerci, incontrarci e costruire insieme il futuro.
Come partecipare: Per la X edizione, la scadenza per l’invio delle opere è stata prorogata alle ore 24:00 del 15 novembre 2026.
Il bando completo, il regolamento e le informazioni per partecipare sono disponibili sul sito ufficiale: www.premioletterariocittanova.it
La cerimonia di premiazione si terrà il 19 dicembre 2026, alle ore 17:00, presso il Teatro R. Gentile di Cittanova.
L’invito dell’Associazione Cittanova Radici è rivolto a scrittori, poeti, autori teatrali, studenti e a tutti coloro che desiderano condividere una storia, un’emozione o un frammento della propria identità.
Dieci edizioni, dunque, non soltanto per celebrare un traguardo, ma per rinnovare una promessa: continuare a credere nella cultura come strumento di incontro, nella memoria come ricchezza da trasmettere e nella parola come possibilità di costruire legami e restituire speranza.
Perché ogni comunità ha una storia da raccontare. E ogni persona, qualunque sia il luogo da cui proviene o la condizione che vive, merita l’opportunità di far sentire la propria voce.
Domenica Sorrenti
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