Il Cammino dello Spirito, 3 Domenica di Quaresima Anno A a cura di Don Silvio Mesiti

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TERZA DOMENICA DI QUARESIMA
Gv 4, 5-15; 19-26; 39-42
“Dammi da bere”
 
 
 
“In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar”. Nel suo itinerario verso Gerusalemme, Gesù stanco e da solo, mentre i suoi discepoli si erano allontanati per cercare da mangiare decide di attraversare la Samaria, per incontrare la gente che viveva lontana da DIO, ed in polemica con i Giudei.
Il testo del vangelo di Giovanni, che la liturgia ci propone in questa terza domenica di quaresima, al di là della cronaca, è ricco di simbolismi da decifrare, per capire la teologia della catechesi.
Il messaggio, nel, contempo, ci aiuta a prendere coscienza del nostro battesimo e riscoprire la conoscenza reale della persona di Cristo, vero Messia.
Si tratta di un itinerario spirituale importante quanto necessario, da percorrere in questa quaresima, per verificare il nostro modo di concepire la presenza di Dio ed il nostro modo di servirlo, ma soprattutto per verificare il nostro rapporto personale con Gesù Cristo, che purtroppo, nelle nostre pratiche di pietà, rischia di essere solo formale o superficiale.
La nostra vita, fatta spesso di stanchezza, di aridità e di sete, ci porta a cercare acqua dissetante nelle “cisterne screpolate”, o presso un pozzo, dove la donna samaritana, senza averne la capacità o il mezzo idoneo cerca invano di poterla
attingere.
È un’esigenza, quella della donna samaritana, la quale vive delusa ed insoddisfatta, dopo aver fatto esperienza ed essersi innamorata, ben sette volte, di mezzi effimeri, raffigurati dai sette mariti, con i quali aveva impostato inutilmente un autentico rapporto di amore. Finire a vivere un rapporto con Dio, imitando la religiosità degli abitanti della Samaria, i quali si erano allontanati dal vero Dio, quello dei loro padri.
È una realtà che rischiamo di vivere personalmente, ogni giorno, adeguandoci alla cultura del mondo, per trovare la nostra felicità, e vivendo TRAGICAMENTE a contatto in un contesto ormai cosmico, in cui, distrutta ogni regola, prevale e domina l’arroganza della forza dei potenti, seminando una guerra universale che miete centinaia di migliaia di vittime innocenti, soprattutto di bambini trucidati dalle bombe.
Ma il messaggio di del VANGELO, sia pure in questo contesto, è certamente un annuncio di fiducia e di speranza, fondato sulla certezza che Dio, autore della vera storia, non ci abbandona mai.
Gesù per questo, come vero Messia si “siede sul pozzo” seppure stanco e senza possedere il mezzo per attingere l’acqua dal pozzo, assicura: “chi berrà dell’acqua che io gli darò non avrà più sere in eterno.”
La donna che precedentemente aveva rifiutato ogni rapporto con lo sconosciuto affermando: “come mai tu che sei giudeo chiedi da bere a me che sono una samaritana?”  lo invoca con una preghiera fiduciosa che certamente può essere la nostra, in questo cammino quaresimale: “Signore, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua”.
Di fronte a questa esperienza intima, ormai innamorata del vero MESSIA la donna si rivolge a Gesù dicendo: “Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare ….ma «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
È un annuncio di vera gioia che la donna non può tenere dentro di sé e che sente di doverlo trasmettere ai suoi concittadini, i quali credettero in lui e dopo averlo conosciuto testimoniavano: “non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo”.
È questa l ‘unica e vera catechesi che noi fedeli dell’unica CHIESA DI CRISTO, dobbiamo annunciare con la testimonianza della sua carità.  
 
Parola del Signore

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