Il Cammino dello Spirito, IV Domenica di Quaresima Anno A a cura di Don Silvio Mesiti

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QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA
Gv 9, 1.6-9.13-17.34-38
“gli replicarono (i farisei) sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?”
 
 
     La parola di DIO e soprattutto il Vangelo, particolarmente in questo cammino quaresimale, è quanto mai attuale e necessaria per conoscere e soprattutto per accogliere GESÙ Cristo nella vita di ogni giorno e mettere in pratica i suoi insegnamenti; ” ritornate a me con tutto il cuore”.
    Come il cieco di cui ci parla il Vangelo di Giovanni, dopo il dialogo e l’innamoramento della donna samaritana che lo riconosce vero messia, anche l’uomo cieco, dopo avere riacquistato la vista grazie al suo intervento “ricreativo”, riconosce Gesù prima come un profeta e poi come vero “Figlio di Dio”.
    Il messaggio che nasce dal simbolismo evangelico è quanto mai antropologico e spirituale.
Siamo, per la nostra “natura lapsa” tutti ciechi e quindi bisognosi della luce vera che è solo Cristo, “la via, la verità e la vita”.
Sarebbe un grave errore avere la presunzione di sentirci o pretendere di essere, anche se cristiani o appartenenti alla chiesa istituzionale, guide e luce del popolo di Dio.
      Afferma infatti Matteo (15,14), ” …può un cieco guidare un altro cieco?”. 
      Come chiesa, afferma il concilio ecumenico Vaticano secondo, siamo e dobbiamo essere “luce del mondo”. 
      Ma luce riflessa di Cristo, e quindi in stato di una conversione permanente, in quanto ciechi o arroganti e presuntuosi pronti a giudicare e condannare gli altri come gli scribi ed i farisei, i quali rimangono sempre in quanto tali, lontani dalla salvezza, ancorati alle false tradizioni ma lontani dal regno di Dio.
      Dopo la sua confessione e la testimonianza dei suoi genitori, che affermavano essere cieco fin dalla nascita, dinanzi alla sua confessione ed il riconoscimento di Gesù, prima come profeta e poi come figlio di Dio,”…….E lo cacciarono fuori”.
       Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.
       E’ l’atteggiamento che ognuno di noi dovrebbe avere alla fine di questa Quaresima come testimonianza di Cristo, unica Verità. 
 
   Parola del Signore

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