Il Cammino dello Spirito, Mecoledi’ delle Ceneri a cura di Don Silvio Mesiti

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MERCOLEDÌ DELLE CENERI

Mt.6,1-6.16-18

Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.”

 

Non qui seipsum commendat sed quem DEUS commendat”…”quello che conta e che vale è solo il giudizio di DIO“. Perché solo Dio è verità, giustizia e pace.

Il rito delle ceneri in questo mercoledì è un invito che ci viene raccomandato: “convertitevi e credete al vangelo“.

Sono quaranta giorni, segno di tutta la nostra vita, più importanti dell’anno liturgico, in cui siamo chiamati, alla luce della parola di Dio, ad esaminare il nostro essere uomini e cristiani alla luce della religiosità che pratichiamo.

Più che affermare noi stessi ed operare per costruire la nostra storia piccola solo per apparire, il cammino quaresimale, ci guida, attraverso la preghiera e lo spirito di “penitenza” ad inserirla nella storia grande ed eterna, che è quella di DIO, sorretta dal Suo Amore, dalla sua grazia e dalla sua misericordia.

Nelle domeniche precedenti, il vangelo di Matteo, come ai suoi discepoli, ha indicato anche a noi, nel “discorso della montagna“, la validità del nostro passaggio dal ” vecchio al nuovo”, per sapere e potere affrontare le difficoltà o le “persecuzioni” dalla fedeltà a Cristo, per essere “sale della terra e luce del mondo”.

L’invito che ci viene rivolto è di esaminare il nostro modo di “praticare le nostre opere” e verificare la nostra cultura o mentalità del nostro modo di concepire la vera giustizia che appartiene solo a DIO: “State attenti a non praticare la vostra giustizia per essere ammirati dagli uomini e così avere la ricompensa di DIO“.

Al primo posto che ci propone il vangelo in questo cammino, è la carità verso il prossimo, soprattutto più povero.

Egli, infatti, non avrà la possibilità di ricambiare la nostra elemosina, che non è solo il pane materiale senza aspettare la gratificazione, o per trarre vantaggi, “come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe“, ed oggi nelle nostre chiese, o nelle campagne elettorali, comprando i voti o per fare carriera, come si rischia di agire anche nelle pieghe della nostra chiesa istituzionale.

La seconda raccomandazione che ci viene rivolta, riguarda il nostro modo di pregare o di cantare, evitando la tentazione di fare spettacolo ed esibire le nostre doti individuali e non collettive di tutte le assemblee liturgiche e pastorali.

E quando digiunate, non diventate malinconici come “gli ipocriti” che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano…. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Elemento fondamentale è lo spirito di preghiera che ci mette direttamente in contatto con DIO, attraverso la meditazione e l’ascolto della parola di LUCE e forza di cui abbiamo bisogno.

Preghiera di ascolto per conoscerlo ogni giorno meglio, e di meditazione, per avere, la forza della coerenza e fedeltà alla nostra vocazione di cristiani.

Dio sa tutto di noi e delle nostre necessità siamo noi che abbiamo bisogno di conoscerlo e riscoprirlo in ogni momento e circostanza della nostra vita.

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