Il Cammino dello Spirito, V Domenica del Tempo Ordinario Anno A a cura di Don Silvio Mesiti

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QUINTA DOMENICA DELL’ANNO

Mt.5,13-16

Voi siete la luce del mondo

 

In quel tempo“, dopo aver incoraggiato i suoi discepoli, dichiarandoli beati, nonostante tutte le difficoltà o persecuzioni a loro inferti per averlo seguito nella sua predicazione dopo la carcerazione di Giovanni Battista, Gesù, con autorità, portandoli lontani dalla folla sulla “MONTAGNA” dice loro: “Voi siete il sale della terra … voi siete la luce del mondo”.

È una definizione e non una proposta di impegno, rivolta ai suoi discepoli, ed oggi a CIASCUNO DI NOI, di cui non possiamo non dare atto, ringraziandoLo e riconoscendoLo il Signore della nostra umanità di uomini e di veri cristiani.

 Dobbiamo, prima di tutto, essere consapevoli di questa identità, e della dignità che nasce dall’essere essere figli di Dio e della sua e nostra vera CHIESA, nonostante i problemi, le difficoltà, le incomprensioni, i fallimenti umani o addirittura i nostri peccati.

In proposito l’apostolo Giovanni ci raccomanda: “guardate quale grande dono ci ha dato il Padre, di essere figli di Dio, e lo siamo realmente!”

Da questa nostra identità o dono, proviene la vocazione del nostro stesso essere, da cui ne consegue naturalmente l’agire, lontano da ogni forma di moralismo,” agere sequitur esse“.

Ma come afferma il concilio ecumenico Vaticano secondo nella “lumen gentium “è solo Cristo la vera luce, di cui siamo e dobbiamo essere luce riflessa, il quale, trasformandoci in Lui con la sua grazia e la sua imitazione, trasforma la nostra limitata umanità, per potere essere capaci di dare luce al prossimo che ci sta vicino e che è in continua ricerca della verità e della pace.

Una pace che il “mondo non sa e non può dare” ma che solo Dio può concederci, attraverso la nostra preghiera, il nostro impegno e la nostra testimonianza.

Solo così possiamo dare sapore come il sale, ad un modo di vivere senza gusto, senza gioia e senza sapore, se privo dell’infinito amore di Dio, da possedere,  prima di poterlo trasmettere al  nostro prossimo,  che spesso, come i discepoli di Emmaus, anche nelle nostre devozioni, camminiamo stanchi delusi e sfiduciati, fino a quando, non riconosciamo la presenza del maestro risorto, nella ” frazione  del pane“, che è  PRESENZA REALE, DA LUI STESSO VOLUTA nell’ultima cena” QUESTO È  IL MIO CORPO, QUESTO È  IL MIO SANGUE, FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME“.

È necessario dunque stare attenti a conservare queste nostre identità di luce del mondo e sale della terra, sempre uniti a Cristo, osservando il suo vangelo, UNICA LEGGE, per non tradire noi stessi, diventandone brutta copia di quella che Dio ci ha dato, creandoci a “sua immagine e somiglianza“.

ATTENTI PERÒ CHE “…. se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà rendere salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini“.

Ma solo Dio è coerente mentre ci raccomanda:

“…..  Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

 

   Parola del Signore

 

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