GERACE, TARI RACCOLTA DEI RIFIUTI E LAVORATORI TIS

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Una spiegazione ai cittadini di Gerace
Negli ultimi giorni si è tornati a discutere della TARI, dell’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti
e della situazione dei lavoratori TIS. Sono temi che toccano da vicino la vita delle famiglie e sui quali
riteniamo doveroso dare spiegazioni chiare, senza nasconderci dietro termini tecnici e senza ridurre
tutto a una contrapposizione politica.
Partiamo dalla TARI. È importante comprendere che questa tassa non serve soltanto a pagare il
passaggio dei mezzi per la raccolta differenziata. Deve coprire l’intero servizio di gestione dei rifiuti: la
raccolta, il trasporto, il conferimento agli impianti, il trattamento e lo smaltimento, oltre allo
spazzamento delle strade, alla gestione dei mezzi e alle altre attività necessarie. Anche ciò che avviene
dopo che i rifiuti sono stati ritirati ha un costo, e quel costo deve essere sostenuto.
Negli anni sono aumentate molte delle spese necessarie per far funzionare questi servizi: dai
carburanti alla manutenzione dei mezzi, dai materiali alle attività di trattamento e smaltimento. Anche
il conferimento dei rifiuti negli impianti ha costi che il Comune deve sostenere. La TARI è quindi
determinata sulla base di un insieme di spese reali, secondo il Piano Economico-Finanziario del servizio
e le regole di settore. Nelle bollette figurano inoltre le componenti perequative stabilite da ARERA,
denominate UR1 e UR2, alle quali dal 2025 si è aggiunta UR3, destinata al meccanismo di sostegno per
le famiglie in condizioni di maggiore fragilità economica. Si tratta di voci disciplinate a livello nazionale,
distinte dai costi direttamente sostenuti dal Comune. Questo non significa che non si debba cercare di
contenere gli aumenti: significa che, per capire una bolletta, bisogna guardare all’insieme delle voci e
non a una sola spesa.
Un aspetto importante riguarda i risultati ottenuti nella raccolta differenziata. Il miglioramento del
corretto conferimento e la riduzione degli scarti destinati allo smaltimento sono obiettivi concreti sui
quali abbiamo lavorato insieme ai cittadini. Separare bene i rifiuti significa infatti ridurre la quantità di
materiale che richiede trattamenti e conferimenti più onerosi: è uno dei modi con cui si può contenere
la spesa, pur in un periodo in cui i costi degli impianti, dei trasporti e della gestione continuano a
crescere. Anche Gerace ha registrato un aumento della TARI, ma il confronto delle tariffe disponibili
per alcune tipologie di utenza mostra importi contenuti rispetto a diversi Comuni vicini. Non significa
che ogni famiglia paghi meno che altrove, né che tutto il contenimento dipenda dalla differenziata:
significa che il lavoro sul corretto conferimento è una parte importante dell’impegno per limitare i
costi.
La scelta di affidare all’esterno il servizio di raccolta nasce proprio dalla necessità di garantirne la
regolarità. Il Comune ha visto ridursi progressivamente il numero degli operai disponibili e non poteva
permettersi che un servizio essenziale dipendesse da un organico ormai insufficiente. Gerace, inoltre,
non vive le stesse esigenze in ogni periodo dell’anno: durante le manifestazioni e nelle stagioni di
maggiore presenza di visitatori, il lavoro aumenta e occorre poter rispondere con tempestività,
organizzazione e continuità. L’obiettivo dell’affidamento è stato questo: assicurare ai residenti e a chi
arriva nel nostro borgo un servizio adeguato, anche nei momenti di maggiore afflusso.
Questo non vuol dire che affidare il servizio a un’impresa esterna sia, di per sé, la soluzione meno
costosa. Vuol dire che l’Amministrazione ha ritenuto necessario adottare un’organizzazione capace di
assicurare la raccolta con regolarità. Sulla qualità del servizio e sul contenimento delle spese resta
naturalmente il nostro dovere di vigilare e intervenire dove occorre.
Un’altra questione riguarda i lavoratori TIS. Comprendiamo bene il valore umano e sociale della loro
situazione, ma è necessario chiarire che un Comune non può procedere ad assunzioni soltanto perché
ne riconosce l’utilità o ne ha la volontà. Deve avere anche la possibilità di farlo nel rispetto dei limiti
finanziari e delle norme sul personale. Su questo punto esiste un preciso riscontro amministrativo:
nell’attestazione del 5 ottobre 2026 il responsabile del Settore Economico-Finanziario ha indicato che,
sulla base del rendiconto 2024, Gerace risultava ente non virtuoso ai fini della capacità assunzionale
per il 2025 e che, fino all’approvazione del rendiconto 2025, non sussistevano spazi assunzionali
utilizzabili secondo il decreto ministeriale del 17 marzo 2020. Non si trattava, dunque, soltanto di
decidere se assumere i lavoratori, ma prima ancora di verificare se il Comune potesse farlo legalmente
e finanziariamente. Per il periodo attestato, la risposta era negativa. È un limite tecnico-contabile, non
una valutazione sull’utilità o sul valore del lavoro svolto dai TIS.
Va chiarito anche un altro aspetto, spesso trascurato nel dibattito. I lavoratori TIS erano inquadrati,
secondo la documentazione relativa ai loro rapporti di lavoro, con una determinata qualifica. Non si
trattava quindi di personale già inquadrato nelle specifiche mansioni richieste per organizzare e
svolgere autonomamente il servizio di raccolta differenziata. Per impiegarli in quel servizio sarebbe
stato necessario verificare mansioni, requisiti e organizzazione del lavoro: non bastava semplicemente
spostarli alla raccolta. Di conseguenza, anche nell’ipotesi in cui il Comune avesse potuto assumerli
(possibilità che in quel momento non risultava esserci) la stabilizzazione non avrebbe
automaticamente risolto la carenza di personale e le esigenze operative che hanno portato
all’affidamento esterno.
La manifestazione di interesse rivolta ai lavoratori serviva a verificarne la disponibilità, ma non poteva,
da sola, superare quei limiti. Allo stesso modo, il contributo regionale richiamato nel dibattito era una
risorsa una tantum e non una copertura annuale garantita per più anni. Una stabilizzazione comporta
impegni continuativi, che devono essere sostenibili e consentiti dalla legge. Non sarebbe corretto far
credere che bastasse destinare quei lavoratori alla raccolta differenziata per risolvere
automaticamente sia la questione occupazionale sia quella del servizio: anche mansioni, requisiti e
organizzazione avrebbero dovuto essere verificati.
È giusto discutere delle decisioni prese e chiedere conto dei risultati. È altrettanto giusto riconoscere
che ogni scelta amministrativa si misura con risorse disponibili, obblighi di legge e bisogni concreti
della comunità. Come Amministrazione siamo chiamati a spiegare le nostre decisioni e a lavorare
perché il servizio migliori e i costi siano tenuti sotto controllo.
Da chi svolge un ruolo istituzionale, anche tra i banchi della minoranza, e che conosce anche l’iter
amministrativo degli uffici, ci aspettiamo un’opposizione attenta, rigorosa e fondata sugli atti che tutti
gli amministratori hanno il dovere di conoscere. Il confronto, anche severo, è utile alla comunità
quando aiuta a capire e a trovare soluzioni; lo è molto meno quando privilegia affermazioni d’effetto,
destinate a durare il tempo di una polemica, rispetto alla completezza dei fatti. I cittadini di Gerace
meritano questo rispetto.
Il Sindaco di Gerace
Rudi Lizzi

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