“Sempre Strutture. Il Giocatore e il Minotauro”. Tra parola pura e visioni d’arte

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Sembra sospesa tra realtà e fantasia la nuova opera di Fabio Tirelli dal titolo “Sempre Strutture. Il Giocatore e il Minotauro”, una raccolta visionaria e inquieta, sospesa tra fine e rinascita. La silloge, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore e disponibile anche nella versione e-book, interroga l’alienazione digitale, la perdita del sacro e il desiderio umano di rintracciare un senso anche tra le macerie di città deserte, templi diroccati e memorie dissolte. «Sono sempre ispirato da ricordi ed emozioni – confessa l’autore di Alessandria, psicologo e psicoterapeuta junghiano -, situazioni personali anche trasfigurate, ma in qualche modo reali». Al centro di questo universo onirico e velatamente neogotico emerge la figura allegorica della duplicità. Il “Giocatore” e l’Ombra del Minotauro rappresentano i due volti dell’umanità attuale: il primo incarna chi affronta la vita con la sfrontatezza del gioco, mentre il secondo rappresenta il pericolo latente di smarrire sé stessi. Perso nel labirinto delle proprie illusioni, l’uomo si ritrova fragile di fronte alla crisi dei valori tradizionali, ma conserva comunque la forza di immaginare un riscatto oltre le rovine della realtà. «La poesia per me è pura parola, l’incarnazione in altri termini della coscienza rafforzata dalla scrittura, una vera ferita sul foglio da cui può uscire consapevolezza o silenzio».

Con questa esperienza da «poeta a tempo perso», Tirelli risponde all’urgenza profonda di dare forma a sogni e incubi a lungo custoditi. Rifiutando i cliché del retaggio romantico, la sua poesia si propone come un ponte quantico tra il reale e il fantastico, tra il visibile e l’invisibile, guidata dal solo desiderio di regalare e condividere visioni autentiche. A dare corpo visivo a questa esplorazione è il pittore Davide Minetti, in un vero e proprio sodalizio artistico con l’autore. Lo sottolinea, nella Prefazione, anche il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore: «Interessante la combinazione di immagine e immagine poetica, che si fiancheggiano a vicenda, solo apparentemente complementari, si completano per una esperienza più articolata e immersiva da parte del lettore». Le sue illustrazioni, infatti, dialogano con i testi, creando un raffinato gioco di rimandi capaci di illuminare la parola scritta di Tirelli e di accompagnare chi legge nel difficile e affascinante territorio dell’anima. «Vere gemme che illuminano i miei versi» – le definisce l’autore che, al di là del piacere estetico, desidera solo «dare emozioni e averne condivisione, nulla più». L’opera sarà in esposizione al prossimo Salone Internazionale del Libro di Torino, previsto per maggio 2027, negli spazi Aletti Editore.

 

 

 

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