Cittanova, l’Amore che costruisce Comunità: una giornata dedicata al dialogo, alla memoria e alla fraternità

Shares

Il 15 settembre, nell’ambito della XXVII Giornata Europea della Cultura Ebraica, si sono svolti due momenti di riflessione nel Giardino dei Giusti e al cineteatro “Rocco Gentile”. Al centro l’incontro tra culture e fedi, la memoria, il rispetto della dignità umana e la Carta di Cittanova

CITTANOVA – “L’Amore che costruisce Comunità”. È stato questo il filo conduttore dell’iniziativa che si è svolta a Cittanova il 15 settembre, nell’ambito delle manifestazioni della XXVII Giornata Europea della Cultura Ebraica, dedicata quest’anno al tema dell’Amore.

Un appuntamento che ha inteso trasformare il tema dell’amore da semplice sentimento a responsabilità verso l’altro, attraverso la memoria, l’incontro, il dialogo tra le fedi, il riconoscimento delle diversità e la comune ricerca di una convivenza fondata sulla dignità di ogni essere umano.

Il progetto promosso dall’UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, dall’aePJ, dal Conseil de l’Europe, è stato seguito dall’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, sotto l’egida della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità.

La giornata, articolata in due distinti momenti, è stata collegata da un unico filo: quello della memoria che diventa responsabilità e dell’incontro che diventa costruzione di comunità.

La memoria nel Giardino dei Giusti

Il primo appuntamento è iniziato, come previsto dal programma, alle ore 16.00 presso il Giardino dei Giusti, ubicato in un viale esterno della Villa Comunale di Cittanova.

Ha introdotto l’incontro la presidente dell’Associazione Cittanova Radici, Domenica Sorrenti ricordando la dedicazione del Viale avvenuta nel mese di giugno dell’anno 2008 e la figura di Giorgio Perlasca che ha salvato cinquemila ebrei ungheresi fingendosi diplomatico spagnolo. Per tale motivo, a Yad Vashem, a Gerusalemme, nel Giardino dei Giusti delle Nazioni, gli è stato dedicato un albero di carrubo nel giardino dei Giusti delle Nazioni.

È seguito l’intervento di Tonino Nocera, cultore di Storia ebraica e autore del volume Rosh Shel Calabria.

Sono stati letti alcuni passi delle Sacre Scritture, scelti dall’arciprete di Cittanova, don Letterio Festa.

Sono intervenuti gli studenti del polo liceale Gerace-Guerrisi, guidato dalla dirigente scolastica Clelia Bruzzì, reduci da un viaggio che li ha portati a visitare i campi di concentramento di Auschwitz, accompagnati dalla professoressa Minniti. Gli allievi, attraverso quell’esperienza, si sono confrontati direttamente con uno dei capitoli più drammatici della storia europea.

È intervenuta la poetessa Vincenza Armino, curatrice della mostra allestita per l’occasione nell’ampio salone del cineteatro “Rocco Gentile” della pittrice Mimma Zenone, persona con disabilità. La presenza delle opere della Zenone assume così un significato particolare: accanto alla memoria delle vite salvate, la celebrazione della vita nella sua fragilità, nella sua unicità e nella sua capacità di trasformare le difficoltà in una testimonianza di speranza.

 

Particolarmente significativo è stato il momento dell’accensione delle lucine della memoria, dedicate ai Giusti tra le nazioni che hanno salvato vite umane. Le lucine sono state accese sul candelabro di forma circolare da parte di tutte le autorità religiose, civili e militari, degli studenti e dei cittadini presenti. 

 

La memoria, dunque, non come semplice ricordo del passato, ma come strumento educativo per il presente e responsabilità verso il futuro.

 

Dalla memoria all’incontro

Alle ore 17.00, l’iniziativa si è spostata all’interno del cineteatro dove si è svolto il convegno sul tema “L’Amore che costruisce Comunità”.

A moderare l’incontro con grande maestria è stato il giornalista Antonino Raso.

 

I saluti istituzionali sono stati portati dal sindaco di Cittanova, avvocato Domenico Antico e dall’assessore alla Pari Opportunità, Rita Morano.

L’avvocato Giulio Disegni, coordinatore del Progetto Meridione Ebraico UCEI ha portato i saluti della Presidente dell’UCEI, Livia Ottolenghi. Particolarmente toccato dall’accoglienza a lui riservata, ha molto apprezzato la pubblicazione della Carta di Cittanova che vede la luce in un particolare momento storico che si sta vivendo, stilata con il fine di “costruire con le parole quanto la violenza distrugge”.

 

Impossibilitato a presenziare, Rav Cesare Moscati, della Comunità Ebraica di Napoli ha fatto pervenire il suo saluto unitamente a un messaggio di vicinanza riconoscendo che siamo tutti figli di un unico Creatore

 

L’intervento di Francesco Rascaglia, delegato per Nicotera del Club Unesco di Tropea, è servito ad approfondire il tema della giornata che aveva come sottotitolo “L’Amore che costruisce Comunità”.

Dopo i saluti, la parola è passata alla docente di Religione Simona Stillitano, del Gruppo Ricerca Informazione Socio religiosa, che ha approfondito il tema dell’amore sia dal punto di vista ebraico, sia da quello cristiano, prendendo a testimonianza anche la vita di Edith Stein ed Etty Hillesum, due donne ebree, entrambe vittime della persecuzione nazista, senza perdere il contatto con il Creatore e con la propria umanità.

È seguita la riflessione della Presidente dell’Associazione Cittanova Radici, Domenica Sorrenti, sul pensiero del filosofo ebreo Martin Buber e sulla sua celebre affermazione: “Ogni vita vera è incontro”.

“È proprio nell’idea di incontro che il tema dell’amore trova una delle sue espressioni più profonde. L’altro non è un Es, un oggetto da giudicare, una categoria, un avversario da combattere, ma una persona da riconoscere come un “Tu” nella propria unicità e dignità.

L’amore, quindi, diventa relazione.

E se abbiamo il coraggio di guardarlo come un Tu, la relazione diventa ascolto, dialogo, riconoscimento dell’altro, responsabilità.

Da qui è nata la domanda centrale della giornata: come può l’amore diventare una forza capace di costruire comunità?

Un amore senza confini

Ampio spazio è stato dedicato all’approfondimento del tema “L’Amore per ogni essere umano”, senza differenza tra ricco e povero, amico o nemico, buono o cattivo, ateo o credente, nelle diverse tradizioni religiose.

Un tema particolarmente significativo in un momento storico nel quale guerre, conflitti, discriminazioni, pregiudizi e contrapposizioni sembrano spesso prevalere sul dialogo.

A confrontarsi sono stati rappresentanti di diverse realtà religiose e culturali.

L’avvocato Domenico Naccari, Console Onorario del Regno del Marocco per la Regione Calabria, Padre Benedetto Colucci, per la Chiesa Ortodossa, il Pastore Bruno Gabrielli, per la Chiesa Valdese, l’avvocato Antonino Aloi, Responsabile dell’Associazione Pietà del Pellicano, e il dottor Roque Pugliese, CEN Calabria, Sezione di Palmi, hanno dato il loro prezioso contributo al dialogo a più voci sottolineando l’importanza di conoscersi, incontrarsi e dialogare, e riconoscendo il valore della Carta di Cittanova.

S.E. Monsignor Giuseppe Alberti, Vescovo della Diocesi di Oppido-Palmi ha chiuso la rosa degli interventi sottolineando l’importanza di continuare a lavorare in questa nuova direzione, per costruire insieme un percorso che abbia al primo posto la dignità dell’essere umano e il rispetto.

La pluralità delle voci ha rappresentato essa stessa un messaggio: la diversità delle tradizioni e delle identità non dovrà necessariamente generare contrapposizione, ma può diventare occasione di conoscenza, confronto e arricchimento reciproco per ricostruire quanto la violenza distrugge.

La Carta di Cittanova: dal dialogo alla responsabilità

Prima del momento conclusivo, ampio spazio è stato dato alla presentazione della Carta di Cittanova, un vero e proprio Patto Civico per il Dialogo, la Fraternità, la Dignità dell’Essere Umano, la Memoria, il Rispetto di tutte le Fedi e della Libertà religiosa, il Rispetto delle Diversità, nel pieno rispetto dei principi e dei valori della Costituzione italiana.

La Carta, composta da quattordici articoli, nasce dalla volontà di tradurre i principi emersi dal percorso di riflessione in un impegno concreto.

La dottoressa Marcella Clara Reni, notaio, ha sottolineato come il significato della Carta sia racchiuso nella volontà di passare dalle parole ai comportamenti, dal dialogo alla responsabilità, dalla memoria all’impegno.

L’evento si è concluso con la sottoscrizione della Carta di Cittanova da parte dei rappresentanti delle istituzioni, degli enti, delle comunità religiose, degli istituti scolastici, delle associazioni e delle cittadine e dei cittadini presenti.

Per la sottoscrizione della Carta è stato predisposto il Registro delle adesioni, un atto che non si è esaurito nella serata del 15 settembre.

Il Registro rimane aperto anche successivamente, affinché chiunque ne condivida i principi possa aderire e contribuire alla loro concreta attuazione.

Un messaggio per le nuove generazioni

Il coinvolgimento degli studenti del Polo Liceale “Gerace-Guerrisi” e la loro partecipazione al momento della Memoria rappresentano uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa.

Costruire una comunità diversa significa soprattutto educare le nuove generazioni all’incontro.

Significa insegnare che la memoria non è vendetta, che la diversità non è una minaccia, che l’altro non è un nemico e che la pace non può essere affidata soltanto alle parole.

La pace richiede conoscenza, ascolto, diplomazia, responsabilità e capacità di riconoscere nell’altro la stessa umanità che riconosciamo in noi stessi.

È questo il senso profondo del percorso che Cittanova propone: ricordare per comprendere, comprendere per incontrarsi, incontrarsi per dialogare, dialogare per costruire fraternità.

La musica come linguaggio universale

Ad accompagnare la serata sono stati alcuni intermezzi musicali, affidati alle voci di Tabita Romano e Maria Bagalà, accompagnate dal maestro Vincenzo Luca Moro.

Anche la musica ha contribuito a creare uno spazio comune, nel quale differenze e sensibilità possano incontrarsi attraverso un linguaggio capace di parlare a tutti.

Numerosi Cittadini, insieme a partecipanti provenienti dal comprensorio e persone di buona volontà hanno preso parte a una giornata che ha lasciato un segno non soltanto nella storia di Cittanova, ma nel percorso più ampio di una comunità che sente il bisogno di ritrovare punti di riferimento per il proprio cammino.

Perché, in fondo, il messaggio della giornata può essere racchiuso proprio nelle parole di Martin Buber:

“Ogni vita vera è incontro”.

E se ogni vita vera è incontro, allora ogni incontro autentico può diventare l’inizio di una relazione.

Ogni relazione può diventare dialogo.

Il dialogo può diventare fraternità.

E la fraternità, quando diventa responsabilità condivisa, può trasformarsi in Comunità.

È questa la sfida che è partita da Cittanova il 15 settembre 2026.

È questa la strada che ha voluto indicare alle generazioni presenti e future, a tutte le persone di buona volontà.

 

 

 

Check Also

“Zaino Sospeso”: la solidarietà dell’Interact di Gioia Tauro diventa un aiuto concreto per le famiglie

Si è svolta mercoledì 16 settembre, presso la Sala Consiliare del Comune di Gioia Tauro, …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Non puoi copiare il contenuto di questa pagina