VENTITREESIMA DOMENICA
Mt.18,15-20
“Se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fratello”
Il vangelo di questa domenica, è rivolto a tutti coloro che accogliendo la sua Parola, formano la famiglia dei figli di Dio, la chiesa fondata da GESÙ che per il vangelo è e deve essere autentica comunità di fede e di carità.
Penso sia importante tenere presente che questo termine, COMUNITÀ, di origine divina, dopo venti secoli è stato confermato dogmaticamente dalla Lumen gentium “COMUNITÀ DI FEDE E DI. CARITÀ, IN CAMMINO VERSO IL PADRE”.
La legge che la governa quindi nel suo cammino e nel suo obiettivo esistenziale e finale, è solo quella voluta, incarnata e testimoniata da Gesù, l’amore di DIO e la Sua carità come afferma San Paolo (nella lettera ai Corinti, 13) che è e rimane l’unica ed insostituibile.
Tutto il Vangelo ed in particolare quello di oggi, che ha una valenza ecclesiale e comunitaria, composta da TUTTI I BATTEZZATI CON UGUALE DIGNITÀ E RESPONSABILITA’, evidenzia e ribadisce questa verità ed è rivolto a TUTTI coloro che ne fanno parte e che sono chiamati a vivere come figli di Dio ed in quanto tali come fratelli.
Tra costoro tuttavia, a causa della fragilità umana, e dell’egoismo, soprattutto nel suo governo giuridico, prevale lo spirto del mondo, fino al peccato come purtroppo ci insegna la storia anche recente.
Passa così in secondo piano la legge di Cristo, della sua carità e del suo amore, come vero peccato di discordia e di arrivismo che rischia di diventare parte integrante del governo e dei rapporti personali tra il clero che facilmente contagia i rapporti tra i laici.
Il VANGELO di Matteo prendendo atto di questa situazione, si rivolge oggi, a TUTTA la comunità e quindi a tutti coloro che ne appartengono.
Chi pecca nonostante il peccato, rimane un fratello da recuperare con la stessa carità di DIO “che non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva “.
L’obiettivo per questo, più che la punizione o la condanna è l’invito a rientrare nella comunità con spirito di vera conversione attraverso il dialogo e la CORREZIONE FRATERNA, accostandosi a chi ha commesso l’errore come vero fratello da recuperare; dice infatti il Vangelo: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
Ma anche verso costoro non si tratta di emarginazione, quanto piuttosto di imitare Gesù il quale lento all’ira e grande nell’amore è andato in cerca della pecora smarrita per riportarla nell’ovile, andando a mangiare con i peccatori e recuperando ZACCHEO, E LO STESSO PIETRO che da traditore, avendo incontrato gli occhi di CRISTO: “RESPEXIT PETRO”, “pianse amaramente“, divenendo il fondamento come roccia della sua e nostra chiesa.
Il vangelo conclude che qualunque soluzione è possibile solo attraverso la preghiera fatta da ascolto con vera disponibilità della sua parola e accogliendo il suo amore per poterne vivere e comunicarlo a chi sta vicino.
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