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Sostegno agli alunni disabili, legge delega in arrivo: stretta su certificazioni e preannuncio di una riforma del sostegno, dannosa come la Legge 107

Il 7 ottobre i Partigiani della Scuola Pubblica, insieme a ben 34 associazioni di docenti, genitori e persone con disabilità hanno scritto al Ministero dell’Istruzione per conoscere la Riforma del sostegno agli alunni con disabilità.

Abbiamo inviato questa richiesta per fugare angosciosi dubbi e per offrire la nostra esperienza in questo campo bellissimo ma minato.

La lettera è stata protocollata, ma, dopo quasi 2 mesi, non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta. Leggiamo però sulla stampa che sta per essere varata una nuova riforma del sostegno che ridisegna il ruolo del docente, così come anticipato dalla legge 107 del 2015.

Il docente di sostegno è una figura chiave dell’integrazione scolastica che opera nella classe al fianco dell’alunno e degli alunni, in contitolarità con tutti gli altri docenti, insieme attori del processo di inclusione.

Il docente abilitato e specializzato, competente nella sua area di insegnamento, guida l’alunno all’acquisizione delle competenze didattiche.

Con la fine delle classi speciali, grazie alla collaborazione degli insegnanti con le ASL e con l’equipe sociosanitaria sancita dalla Legge 104 del 1992, gli alunni con disabilità hanno trovato una nuova dimensione sociale dall’alto profilo civico e culturale, decisivo per l’inserimento e lo studio nelle scuole italiane, una legge ammirata e studiata in tutti gli altri paesi d’Europa e oltre oceano.

Non è per caso che il sostegno italiano è considerato il faro mondiale dell’integrazione, studiato e ammirato da osservatori provenienti da tutto il mondo.

Ma come tutte le cose belle, arriva un bel giorno qualcuno a turbare la serenità di molti, in particolare delle famiglie degli studenti con disabilità: il Governo Renzi che, come sappiamo, nel campo della riforme scolastiche ha purtroppo fallito miseramente, perché non ha mai voluto ascoltare la voce dei docenti, che hanno protestato duramente per 2 anni fino ad arrivare al censurato sciopero della fame, prima dell’approvazione della pessima Legge 107 del 2015 approvata con voto di fiducia e a tappe forzate.

Ora questa legge dannosa ha partorito nove deleghe in bianco che dovrebbero completare il processo di smantellamento della Scuola Pubblica. Tra queste deleghe entra in campo, non si sa per quale oscuro motivo, anche la riforma del sostegno. Subito abbiamo temuto che, a causa della crisi economica, il Governo avesse fatto sparire il docente di sostegno, delegando la gestione dell’alunno con disabilità al solo docente di classe, già oberato di lavoro, con qualche tutor per le consulenze.

 

Alcuni punti cardine dell’atteso decreto delegato della Legge 107/2015 sono stati elencati dal sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, intervenuto duramente sull’episodio di cronaca accaduto in provincia di Palermo, presso una scuola primaria di San Giuseppe Jato, dove un alunno autistico è stato lasciato in solitudine: a colloquio con il quotidiano La Repubblica, Faraone ha stigmatizzato il fatto affermando anche che la legge delega sul sostegno sarà pronta nelle prossime settimane e, comunque, prima della fine dell’anno.

E come soluzione il viceministro cosa fa? Anziché aumentare le ore di sostegno per gli studenti, applica una stretta sulle certificazioni diagnostiche che consentivano agli studenti con disabilità di usufruire del docente di sostegno, con il chiaro intento di tagliare e risparmiare sulla pelle dei disabili.

E poi: “Con l’imminente riforma di sostegno, i docenti specializzati dovranno avere più conoscenze specifiche: dovranno approfondire le competenze sui diversi tipi di disabilità”, dice Faraone, ma per quanto i docenti di sostegno siano disponibili a formarsi ulteriormente, nonostante il biennio universitario di specializzazione sul sostegno sulle singole disabilità e sul processo di integrazione e inclusione, notiamo con preoccupazione che al momento in tutte le scuole d’Italia sono di servizio sul sostegno insegnanti che non sono affatto specializzati e abilitati, e sarebbe il caso di formare anche loro, che tra l’altro in molti casi desiderano continuare a lavorare sul sostegno, invece di ri-formare chi è già formato, tra il personale scelto dal DS.

Ma questo evidentemente il Ministro non lo sa. Non lo sa neanche il Viceministro, evidentemente, oppure entrambi fanno finta di non sapere che molti studenti certificati con la legge 104 da quest’anno scolastico hanno insegnanti non specializzati e non abilitati.

Insomma, fino all’ultimo secondo, la bozza si tiene nascosta in un cassetto, e poi si propina, tramite una falsa propaganda, come la panacea di tutti i mali della Scuola. La tecnica la conosciamo già, perché l’abbiamo già vissuta sulla pelle dei docenti, degli alunni e delle famiglie con la Legge 107, che tanti danni ha causato.

Quello che non possiamo assolutamente accettare è anche il resto, e cioè l’escamotage taciuto dal Ministro che però intuiamo facilmente: l’istituzione di un nuovo ente che stabilisce cosa si può togliere al bambino con disabilità. Togliere si, perché questo governo non dà, ma toglie, mascherando tutto come riforma.

Altrimenti, perché non rendere partecipi i rappresentanti delle associazioni?

Perché prendere in giro solo alcune di esse con false promesse?

Perché continuare a smantellare le nostre eccellenze? Cosa significa che la legge 104 è una buona legge (dalle parole del Ministro), ma deve subire un tagliando?

E’ così difficile risparmiare sull’evasione, sul riciclaggio e altri giri lucrosi e criminali?

Queste domande sono dirette a Renzi, Faraone e Giannini. Aspettiamo ancora una risposta, che temiamo, attraverso il silenzio, sancisca la dittatura legislativa, in atto ormai da tanto tempo .