Il Cammino dello Spirito, Festa Tutti i Santi Anno A a cura di Don Silvio Mesiti

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FESTA DI TUTTI I SANTI

Mt 5,1-12

“Siate santi perché io vostro Dio sono santo“

 

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

«Beati i poveri in spirito,

perché di essi è il regno dei cieli.

Beati quelli che sono nel pianto,

perché saranno consolati.

Beati i miti,

perché avranno in eredità la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,

perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi,

perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore,

perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace,

perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per la giustizia,

perché di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

 

MEDITIAMO

 

È un invito che GESÙ rivolge a tutti noi uomini invitandoci a seguirlo ed imitarlo nel suo cammino terreno verso Dio Padre misericordioso, per entrare nella vita eterna, dopo che abbiamo superato quella che la scrittura definisce “grande tribolazione“.

Non si tratta quindi di invocare i santi per ottenere miracoli, che può operare solo Dio, quanto piuttosto di conoscere le loro virtù, ed impegnarci ad imitarli per essere fedeli a Cristo, e coerenti con la nostra vocazione di cristiani.

La loro memoria ed il loro esempio universale e non solo di coloro che sono stati canonizzati ed ammessi alla gloria ed agli onori degli altari ci incoraggiano, facendoci capire che è possibile, nonostante le nostre debolezze: “si isti et ille cur non ego?” (Sant’Agostino nelle sue Confessioni Libro VIII, capitolo 27)

Ed infatti, come ci dice il vangelo, “vedendo le folle, Gesù salì sul monte, si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli” (Mt 5,1-12)

EGLI parla con autorità dall’alto sul monte, e come Mosè ha dato all’umanità le sue leggi dal Sinai nel V.T., Gesù da figlio di Dio sta seduto sul trono e promulga le nuove leggi fondate non sulla materia, ma sulla misericordia e l’amore Dio: “misericordia Domini, quia non sumus consumpti“(Lam 3,22).

I suoi insegnamenti sono la sintesi di tutta la sua predicazione a servizio della verità per la quale ha subito il falso giudizio, la passione e la morte in croce.

Da tutto questo nasce la Beatitudine che annuncia alle folle, dopo aver chiamato a sé i suoi discepoli: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.“

È l’esperienza vissuta dai fedeli delle prime comunità degli apostoli molti dei quali, come i loro maestri hanno dato testimonianza al vangelo con il loro martirio.

Crediamo che ci vuole veramente molta fede, anche oggi, per poter definire “beati” gli uomini nella loro esperienza esistenziale umana, ma anche ecclesiale, dopo avere subito la condanna dei sommi sacerdoti, degli scribi e dei farisei.

Esistono ancora nel mondo i martiri delle guerre, delle forze violente e mafiose, ma anche vittime di soprusi da parte dei prepotenti, dai cattivi esempi e dalle calunnie, finalizzate solo ad emarginare il proprio prossimo per affermare sé stessi.

La sintesi delle azioni ed esperienze che conducono alle beatitudini sono racchiuse nelle opere di misericordia corporale e spirituale da meditare e praticare.

Il messaggio inizia con una affermazione: “beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli“.

Non si tratta certamente di una povertà materiale, quanto piuttosto di coloro che non hanno la forza di respirare come Gesù sulla croce, che morto di tetano e di asfissia, dice il vangelo, prima di morire “emisit spiritum” (Mt 27,50 e Gv 19,30).

Anche la conclusione è molto significativa ed aperta alla speranza:” Beati voi quando vi insulteranno e mentendo diranno ogni sorta di male contro di voi, gaudete et exultate, perché grande è la vostra ricompensa nel regno dei cieli”. (Mt 5,11-12)

Prepariamoci a fare memoria e pregare, se possibile, per i nostri morti!

 

Parola del Signore

                                                                       Don Silvio Mesiti

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