18 APR – Aveva la passione del Superenalotto il boss della ‘ndrangheta Francesco Pesce e non rinunciava a giocare anche durante la sua latitanza, conclusasi nell’agosto del 2011. Le immagini effettuate dai carabinieri nel corso delle indagini sulla latitanza di Pesce hanno svelato che il boss ricercato in due occasioni aveva delegato Giuseppe Pronesti’, figlio di Antonio, arrestato lo stesso giorno in cui avvenne la cattura di Pesce, a giocargli alcuni numeri al Superenalotto. (ANSA).
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