Palmi Sgominata banda per truffa a Inps e Ue VIDEO

arrestati TRUFFA PALMI

21 novembre –Aziende agricole inesistenti, prive di terreni agricoli, che assumevano solo sulla carta numerosi braccianti agricoli. Era questo il meccanismo messo in atto dall’organizzazione sgominata stamani dai carabinieri, che hanno arrestato otto persone una delle quali posta ai domiciliari (la rappresentante del patronato Cgil di Cittanova), per portare a termine una truffa da 2,5 milioni di euro ai danni dell’Inps e dell’Agea. Le indagini hanno permesso di accertare che l’organizzazione era dotata di una struttura stabile composta da una pluralità di soggetti, ognuno con un proprio ruolo. I braccianti beneficiati dall’assunzione virtuale ‘compravano’ le giornate di lavoro e i relativi benefici previdenziali, assistenziali e pensionistici, versando una ”tangente” in denaro sia a coloro i quali avevano favorito l’assunzione, sia al datore di lavoro, corrispondente all’importo che avrebbero dovuto percepire come indennità di disoccupazione agricola l’anno successivo alla fittizia assunzione. Il guadagno illecito per i finti braccianti consisteva nell’acquisizione dei diritti pensionistici. Le indagini, condotte dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, del Gruppo tutela del lavoro di Napoli, del Nucleo antifrodi di Salerno e della locale Sezione di polizia giudiziaria della Procura, si sono avvalse anche della collaborazione di uno degli indagati che ha deciso di parlare con gli inquirenti. Secondo la ricostruzione, D. S., 46 anni e L. L., 30 anni, entrambi di Cittanova, coadiuvati dalle collaboratrici F. A., 35 anni e V. M., 34 anni, anche loro di Cittanova, avevano il compito di effettuare la ”denuncia” agli uffici Inps di Reggio Calabria dell’instaurazione di fittizi rapporti di lavoro. La rappresentante del patronato Cgil di Cittanova, R. G., 51 anni, di Cittanova, posta ai domiciliari, reclutava e segnalava i lavoratori a fronte della promessa di pagamento di duemila euro a persona, da parte dei braccianti agricoli fittiziamente assunti. Un ruolo determinante era ricoperto dai titolari effettivi o di fatto delle aziende agricole: A. C.,48 anni, di Varapodio, G. S., 32 anni, di Giffone, A. V., 40 anni, di Giffone, S. P., 51 anni, di Giffone e V. F., 37 anni, di Oppido Mamertina, che provvedevano al reclutamento e alla segnalazione delle persone disposte a figurare fittiziamente come avventizi assunti nel settore del bracciantato agricolo. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati documenti e computer. Gli arresti di oggi si inseriscano in un’attività più ampia che la Procura di Palmi sta conducendo sui braccianti fittizi che ha portato alla luce anche casi di voto di scambio o corruzione elettorale, che, in altre indagini, hanno portato alla richiesta di rinvio a giudizio di esponenti politici, quali l’ex sindaco di Molochio. ”Quella di oggi – ha detto il procuratore della Repubblica di Palmi Giuseppe Creazzo che, insieme ai sostituti procuratori Antonio D’Amato e Giulia Pantano, ha coordinato le indagini – è un’inchiesta importante perchè abbiamo scoperto coloro che organizzavano le truffe e per la collaborazione di uno degli indagati. E’ importante anche la collaborazione ed il lavoro sinergico svolto tra diverse forze di polizia giudiziaria dei carabinieri”.

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