*Laboratorio uova rosse Arbëresh a scuola: torna in vita un rito antico di comunità**

Le uova rosse di Carfizzi, un rito e una storia antica di radici che viene dai Balcani nella scuola arbëresh di Pallagorio. 

A Pasqua le case di Carfizzi si colorano di rosso: sono le uova che decorano la kucupë, il dolce tipicamente pasquale diffuso in tutta la Calabria, caratterizzato dalla presenza di uova sode decorative.

L’unicità della comunità arbëreshe sta nella coloritura delle uova, un rosso intenso che si ottiene mediante una radice: la robbia, in arbëresh “rrôzë”.

Un rito che parla radici, di comunità, di condivisione, di bellezza e che è stato replicato in un’interessantissima attività laboratoriale e interdisciplinare della scuola primaria di Pallagorio tra le attività della materia “Lingua e cultura arbëreshe” che da due anni è tornata curricolare nell’istituto.

Un lavoro prezioso del corpo docenti e delle maestre di arbëresh Maria Chiarello e Mariannina Leonetti che operano con passione e impegno per la tutela e salvaguardia della lingua e della identità albanese.

Gli alunni hanno avuto l’opportunità di immergersi nel mondo affascinante e colorato dell’Arbëria attraverso un’esperienza sensoriale, che ha permesso loro di conoscere da vicino una pianta particolare, la “robbia” o RROZË, che cresce rigogliosa nelle terre della macchia mediterranea.

Durante il laboratorio, i giovani studenti hanno potuto toccare e annusare la robbia, scoprendo non solo la sua bellezza visiva ma anche le sue molteplici proprietà. Si è parlato del suo impiego sin dal medioevo, quando le sue sfumature di rosa, rosso e mattone venivano utilizzate per tingere gli abiti dei nobili, simbolo di prestigio e nobiltà.

Ma la robbia non è solo una pianta dai colori accattivanti: i ragazzi hanno appreso che possiede anche proprietà benefiche per la salute, come quella depurativa e diuretica, spesso impiegata nel trattamento delle malattie reumatiche.

Un particolare interessante emerso durante il laboratorio è stata la connessione con la tradizione religiosa. Il colore rosso della robbia è stato associato al concetto di sacrificio, elemento centrale nel giovedì Santo, inizio della passione di nostro Signore. In questa giornata, nella  tradizione greco -bizantina si colorano le uova che saranno poi parte integrante del pranzo di Pasqua. La settimana santa si conclude con la domenica di resurrezione, festeggiata con il tradizionale pranzo pasquale e la preparazione della cuzzupa con l’uovo.

Questo laboratorio ha permesso agli studenti non solo esplorare una pianta e le sue molteplici sfaccettature, ma anche di comprendere meglio come questa tradizione sia essa legata alla natura o alla religione, si intrecci in un tessuto culturale ricco e sfaccettato. La partecipazione attiva dei ragazzi ha reso l’esperienza produttiva e coinvolgente, aprendo le porte a ulteriori esplorazioni della nostra cultura arbëresh.

 
 
 

Esiste una versione leggendaria secondo cui durante il periodo dell’impero romano, quando era consuetudine portare un dono all’imperatore durante le visite, la santa Maria Maddalena giunse da Tiberio portandogli un semplice uovo di gallina mentre predicava la fede cristiana. Tiberio, scettico sulla Resurrezione di Cristo, replicò: “Come può qualcuno risorgere dalla morte? È impossibile, proprio come se un uovo all’improvviso diventasse rosso!”. Incredibilmente, di fronte agli occhi dell’imperatore, l’uovo si colorò di rosso, simboleggiando la verità della fede cristiana. Tiberio, sbalordito, esclamò: “È veramente risorto!”.