Nessuna pensi di fare all’aereoporto dello stretto la stessa fine della Reggina

Abbiamo letto in questi giorni argomentazioni a dir poco allucinanti che hanno ribaltato la realtà delle cose dell’aeroporto dello Stretto degli ultimi 15 anni. Non possiamo più consentire a nessuno di dimenticare che nello scalo di Reggio Calabria, dove certamente è necessaria la presenza di più voli, ci sono stati con il fallimento della Sogas circa 100 licenziamenti di cui nessuno ne parla più. Leggiamo persino che qualcuno, che non abbiamo incontrato mai in alcuna riunione con la Sacal o in aeroporto a Reggio Calabria, chiede al Presidente della Regione Calabria le dimissioni dell’attuale Amministratore unico Franchini. Sicuramente avrà dimenticato che prima di Franchini ci sono stati De Metrio (ottima buonuscita nessun risultato), De Felice (unico merito la proposta per la Città Metropolitana di entrare nella compagine sociale della Sacal, stranamente rifiutata), Colosimo (di lui non diciamo niente per amor di patria), verso i quali non ci sembra abbia mai avanzato alcuna critica. Adesso non vorremmo pensare che chi propone la sostituzione di Franchini pensi a rimpiazzarlo con uno dei suoi predecessori che hanno, questo sì, ridotto lo scalo di Reggio a cenerentola degli scali calabresi, a meno che non sia lo stesso Richichi a voler ricoprire la carica di Presidente visto il ruolo avuto nel CdA della defunta Sogas! Tanto ormai ognuno pensa per sé e va a ruota libera, con l’unica eccezione dell’attuale assessore ai trasporti del comune di Reggio Calabria Mimmetto Battaglia che invece pensa che bisogna fare squadra per dare un futuro al Tito Minniti.

La cosa sconvolgente è che chiunque affronti il tema dell’aeroporto di Reggio Calabria dice che bisogna fare fatti e non parole. Fino ad oggi sono volate soltanto le parole. E invece noi che lavoriamo nello scalo reggino, che abbiamo subito sulla nostra pelle prima il fallimento e poi la cassa integrazione e il licenziamento, vogliamo affermare con forza la necessità di dare continuità all’attuale Direzione che è l’unica, dopo il disastro delle precedenti, per determinazione e strategia capace di dare una prospettiva importante all’aeroporto dello Stretto. Del resto, visto che le parole le lasciamo agli altri, a chi ciancia di piani industriali secretati chiediamo: ma vi siete mai rivolti ad un Giudice per ottenere questi piani? A chi parla di irregolarità nel sistema aeroportuale calabrese e di marginalizzazione di alcuni scali come quello reggino domandiamo: vi siete mai rivolti ad alcuna Procura della Repubblica di questo Paese? A chi continua a dire che bisogna rafforzare Reggio all’interno del sistema calabrese diciamo: perché avete avuto i paraocchi quando qualche tempo fa si stava privatizzando l’intero sistema regionale aeroportuale calabrese, con evidente nocumento dello scalo reggino? Siamo dell’avviso che invece di continuare a fare comunicati stampa che servono soltanto a qualcuno per fare campagna elettorale, a qualche altro per darsi un certo tono, e ad altri ancora per confondere i cittadini reggini, proponiamo che sull’aeroporto di Reggio Calabria si svolga un dibattito pubblico con le Istituzioni, i sindacati di categoria, la Sacal e l’università, perché adesso è necessario porre rimedio al fiume di parole e cominciare a costruire fatti che oggi per la prima volta dopo decenni pare possano essere realizzati per dare all’aeroporto dello Stretto dignità e futuro, anche perché dopo le nomine politiche degli anni passati, finalmente Franchini rappresenta un manager aeroportuale con capacità riconosciute e con l’esperienza necessaria. Da adesso in avanti dell’aeroporto di Reggio si parli non per polemiche politiche ma per dare prospettiva allo scalo e dignità a chi ci lavora.

 

                                                          Coordinamento lavoratori Sacal

Aeroporto Reggio Calabria