Rifondazione Comunista, sulla vicenda ospedali riuniti

Eppure, adesso che si è calmato il polverone mediatico sul presunto “scandalo” al reparto maternità degli ospedali riuniti, qualcosa mi sento di dire. Premesso che ritengo doveroso e corretto il fatto che la magistratura accerti eventuali violazioni della legge e della “dignità umana” in qualsiasi ambito dell’operato umano, mi chiedo, perché il reparto, così come molti altri, sia sottodimensionamento dal punto di vista del personale. Mi chiedo se sia giusto che il personale sanitario si debba occupare di spazzare per terra, così come alcuni raccontano, se possa “reggere” il carico di lavoro che una struttura come quella reggina si trova a sopportare adesso che hanno chiuso buona parte degli ospedali di provincia. Vorrei sapere, da chi di competenza, perché i soldi per finanziare le strutture private si trovano sempre, mentre nel pubblico si fanno sempre tagli. Vorrei chiedere, a chi ha descritto l’ospedale “come una macelleria”, di indignarsi per questo, per il fatto che le strutture pubbliche vengano lentamente affogate da uno stato che degli interessi popolari non conosce neanche l’ombra. Purtroppo, negli ospedali si muore e si sta male. Sia ben chiaro che non intendo sottovalutare o coprire le responsabilità individuali di chi sbaglia. Ma una cosa la voglio dire, fare di tutta l’erba un fascio, e inveire contro un’intera struttura e contro un territorio è fare il gioco di chi questo territorio lo ha affossato e vorrebbe ancora affossarlo. Da parte mia ringrazio tutti quei medici e tutto quel personale che lavora in modo serio nella nostra difficile realtà, sobbarcandosi quantitativi di lavoro di gran lunga superiori al dovuto: la stragrande maggioranza. Si vergogni, chi approfitta di casi isolati per fare scandalo mediatico e aizzare l’ira della gente.

 

Francesco Stilo

Dirigente provinciale Rifondazione Comunista