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Appello di un cittadino che ama il proprio paese, argomentando sui paesi del sud che si spopolano

Pino Pardo, cittadino di Varapodio, vuole argomentare sull’accogliente paese, della piana di Gioia Tauro, che migliora le sue strutture ed i servizi. I paesi del Sud si spopolano (ma il fenomeno é nazionale) i giovani partono e il comune di Varapodio ha in cantiere una sorta di “rinascita” per richiamare, accogliere e ospitare stranieri, visitatori, turisti, gente per risiedere e far rimanere i residenti. È tradizionalmente risaputo che la popolazione di Varapodio si é sempre distinta per la calda accoglienza riservata a chi viene a vivere tra la sua gente. Notevole l’elenco delle opere – i lavori delle quali sono in corso d’esecuzione ed altri lavori inizieranno nell’imminenza – che l’Amministrazione comunale, con a capo il Sindaco Orlando Fazzolari, sta realizzando.

Questa l’elencazione dei lavori ricevuta da Tonino D’Agostino Responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune:

Lavori pubblici in corso di esecuzione alla data del 19/03/2024:

  1. Valorizzazione dei Borghi della Calabria. Intervento: “Il Borgo delle Fontane e dei Limoni

Finanziamento della Regione Calabria di € 1.500.000,00 utilizzato per i seguenti interventi:

  • Lavori di ammodernamento e sistemazione del centro urbano;
  • Studio Randomizzato reso in favore dei cittadini eseguito dalla Fondazione Valter Longo;
  1. PNRR Misura 2 – Componente 4 – Investimento 2.2 – “Lavori di Consolidamento dei versanti delle strade comunali Pisciavino e Mendolara-Rinace

Finanziamento da parte del Ministero dell’Interno di € 980.000,00;

 

 

  1. PSR CALABRIA 2014-2020 – Misura 4.3.1 – Investimenti in infrastrutture. Piano di sviluppo dei comuni e dei servizi comunali nelle zone rurali “Valle del Marro“. “Lavori di miglioramento strada interpoderale Bosco Farone” Finanziamento da parte della Regione Calabria di € 120.000,00;
  2. PNRR M2C 4-2.2-A – Contributi ai comuni per efficientamento energetico. “Lavori di completamento efficientamento energetico impianto pubblica illuminazione Rione Lomargio, Via Riganati e Via San Biagio

Finanziamento da parte del Ministero dell’Interno di € 50.000,00;

Lavori pubblici di prossima esecuzione:

  1. Lavori di riqualificazione dell’esistente struttura cimiteriale comunale e potenziamento delle sepolture

Finanziamento della Regione Calabria attraverso l’assunzione di mutuo con C.D.P. di € 300.000,00;

  1. PNRR M2C 4-2.2-A – Contributi ai comuni per efficientamento energetico. “Lavori di efficientamento energetico impianto pubblica illuminazione del centro abitato

Finanziamento da parte del Ministero dell’Interno di € 50.000,00;

  1. PNRR Missione 5 – Inclusione E Coesione, Componente 2 – Infrastrutture Sociali, Famiglie, Comunità e Terzo Settore (M5C2) Misura 3, Investimento 3.1 “Sport e inclusione sociale

Finanziamento da parte dell’Unione Europea Next Generation EU di € 28.800,00;

  1. PNRR M5C2 – Investimento 2.2 – Piani Integrati Città Metropolitana di Reggio Calabria – “Interventi di efficientamento energetico delle strutture pubbliche, rigenerazione urbana, mobilità sostenibile e smart cities

Finanziamento da parte del PNRR attraverso la Città Metropolitana di Reggio Calabria di € 292.048,69;

  1. Contributi per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale (articolo 1, commi 42 e 43, legge 27 dicembre 2019, n.160, e D.P.C.M. 21 gennaio 2021, pubblicato nella G.U. n.56 del 6 marzo 2021) – “Lavori di riqualificazione aree verdi ed efficientamento energetico giardino Scuola Elementare, Villa Comunale ed aree adiacenti

Finanziamento da parte del Ministero dell’Interno di € 586.675,40;

Gli amministratori del Comune di Varapodio, particolarmente attenti al fenomeno dello spopolamento, si adoperano, incessantemente, per rendere la cittadina della piana ancor più ospitale e gradevole al fine di offrire permanenza e soggiorni piacevoli a quanti  –  per motivi di lavoro, di turismo o di altro genere – si trovano nella ridente cittadina dall’ottima ricettività alberghiera, servizi efficienti,  spazi verdi, clima particolarmente favorevole ed aria salubre; il tutto contribuisce a determinare l’ottima qualità della vita che si riscontra nell’intero territorio varapodiese.

È tradizionalmente risaputo che i cittadini di Varapodio si sono sempre distinti per la calda accoglienza riservata a chi viene a vivere nel territorio.

Per completezza è bene considerare Varapodio nel contesto generale dell’Italia. Mentre, da anni, c’è in atto un movimento costante di svuotamento dei piccoli comuni, soprattutto montani o a vocazione agricola, le scuole chiudono per mancanza di bambini (ma questo non riguarda Varapodio); il trasporto pubblico è problematico, a volte inesistente; le banche riducono o spostano gli sportelli. Tristezza diffusa e umida commozione hanno generato nei cittadini di Varapodio, e non solo, la chiusura dello “storico” “Bar Gatto” che è stato punto di riferimento per generazioni.

Un Paese, l’Italia, che solo nel 2014 sembrava dovesse arrivare a 61 milioni e che oggi è già sceso a 59. Il dipartimento dell’Onu che si occupa della popolazione afferma che la popolazione italiana scenderà a 36 milioni in due generazioni. I 4.400  comuni con meno di tremila abitanti, che rappresentano il 56 per cento dei totali, saranno i primi a svuotarsi  in una generazione.

Le regioni crolleranno a diverso grado:  dal 30 al 40 per cento l’ecatombe in Sicilia, Calabria, Puglia, Molise e Sardegna. Tutto il Sud si sta spopolando: meno 40 per cento di nascite in vent’anni”.

Negli ultimi otto anni, in base ai dati del ministero, in Italia sono state chiuse 1.301 scuole, il 13,3 per cento. Al ritmo di cento all’anno che chiudono, nel 2050 rimarranno meno di cinquemila scuole. Perderemo tremila scuole in una sola generazione. I nostri ragazzi? Tutti a studiare. E poi, a scappare; intelligenze che partono per fare ricchi altri paesi; i più, nelle nazioni del nord. Se va bene, emigrano in alcune regioni settentrionali. Ma, si sta lontani da casa, comunque.

E allora? Meglio in nazioni in cui la professione viene richiesta e pagata meglio. E non tornano più; è necessario “rendere i paesi più inclusivi” per far restare i giovani. Eppure, nei nostri paesi mancano figure artigianali, lavori che nessuno ormai vuole fare.

Ma, mancano anche le opportunità per formarsi. Mancano gli Istituti professionali che preparino al mestiere. Il vecchio sistema dell’apprendista – che anche nel doposcuola, frequentava il “maestro (u mastru)” che insegnava il mestiere – è stato cancellato dalla legge. Certo, è giusto che il ragazzo di bottega, come si chiamava una volta, vada protetto. Ma, per alcune professioni è difficile sostenere la spesa per assicurare un ragazzo. Alla meglio, si assume un figlio/parente per i contributi. Poi, lo si manda a prendere una laurea. Più che legittimo. “non mando mio figlio a fare il calzolaio dopo che si è impegnato negli studi, fino a laurearsi”, commentano i genitori.

E allora? Resta disoccupato? Forse lo preferisce. In attesa di chiamata dell’amico in terra straniera. Il discorso, poi, non ultimo, del rispetto della Persona da parte del datore di lavoro meridionale della così detta “dignità”: è questa mancanza di rispetto che infine influisce sulla decisione del giovane di lasciare, di sradicarsi pensando se restare o partire, anzi se partire è non tornare.

Intanto le figure artigianali, una volta fortemente presenti in ogni paese, sono sparite. Sono sparite le piccole imprese, una volta, orgoglio della comunità. Ci sono aree che, anno dopo anno, perdono residenti e le nascite annuali si contano sulle dita di una sola mano. Se va avanti con questa filosofia, il territorio è destinato a morte certa. Parecchie le case vuote e spesso abbandonate; è soprattutto d’inverno che i fantasmi si fanno sentire quando c’è sempre, prima o poi, una finestra che sbatte dentro qualche casa chiusa. E nel silenzio di strade deserte il vento diventa la voce dell’assenza cioè la voce  di chi è partito per cercare altrove fortuna.

La mappa dell’Unione Europea sui paesi che si spopolano evidenzia che l’Italia è la peggiore; entro una generazione, il Mezzogiorno perderà da solo oltre sei milioni abitanti, passando dagli attuali 19,8 a 13,6 milioni. Ci sarà un giovane ogni tre anziani. Cinquemila tra borghi e piccoli comuni spariranno. Alla fine del secolo, l’Italia tornerà ad avere gli abitanti del 1883. la demografia è come la lancetta corta dell’orologio: sembra immobile, ma è la più importante.

L’ANCI ha stilato un’ ”agenda del controesodo” per invertire il flusso delle partenze e portare nuove famiglie in quelle aree non urbane, comuni interni, periferici, rurali, di piccole dimensioni demografiche che però, a fronte dei disagi, possono offrire qualità della vita e diventare motivo di attrazione per turisti e per fuori usciti della città. In Italia, esiste già – in via sperimentale – una strategia nazionale per le aree interne, rivolta a 1.000 dei 4.000 piccoli Comuni che rientrano in questa definizione. Quello che a gran voce i piccoli comuni invocano è “una politica nazionale per il sistema locale”.

Ed il mio, vuole essere, esclusivamente, un ben augurante appello a guardare verso il domani con occhi più realistici pensando al bene comune. Allora? Dico ai giovani: meglio partire e accettare un lavoro sottopagato, non adeguato al proprio titolo di studio, molte volte a costo di pesanti umiliazioni? A queste condizioni è meglio restare, ma bisogna fare presto perché è tardi; bisogna frenare la diaspora continua, che colpisce il mondo dei giovani, trattenendo, presso di noi, il prezioso Capitale Umano che emigra; è nostro dovere farlo!

Noi, cittadini varapodiesi, mettendo in atto il nostro noto fare positivo, siamo chiamati, responsabilmente, ad essere non semplici spettatori – attendendo fatalmente l’ineluttabile – ma attivi protagonisti al centro della scena, profondendo rinnovato impegno per contribuire a migliorare, sotto ogni aspetto, il nostro bel  paese!

                                                                         Pino Pardo, cittadino di Varapodio