Armi chimiche siriane, anche Polistena dice NO

 

Dopo che altri Paesi europei ed altre regioni italiane hanno rifiutato lo stoccaggio delle armi chimiche siriane sul loro territorio, il Governo dell’inciucio senza nessuna consultazione con le istituzioni locali, decide di compiere questa pericolosa operazione di trasbordo nel porto di Gioia Tauro, a due passi da noi.  Ancora una volta la Calabria diviene una terra di frontiera, dimenticata da tutti ma ricordata in circostanze come questa, quando cioè serve. Vorremo sapere se i Ministri Lupi e Bonino sanno che il porto di Gioia Tauro ha oltre 400 cassintegrati a causa del declino degli interessi marittimi del Governo, trasferiti verso altri porti italiani.

La logica neocoloniale è sempre la stessa riservata alla Calabria, dove lo Stato stesso si rende protagonista di operazioni poco trasparenti anche sotto copertura, o peggio dove complicità e omertà coprono continuamente i traffici illeciti della ndrangheta che hanno contaminato i nostri mari e le nostre terre. Cosa stavolta ci sia dietro questa operazione militare, non lo sapremo mai. Non sapremo mai cosa davvero ci starà dentro i containers provenienti dalla Siria, non certo i carri armati giocattolo di Saddam Hussein. Nè sapremo mai dove (si vocifera al centro del Mediterraneo in acque internazionali tra Italia e Grecia) e come verranno eventualmente eliminate queste armi di distruzione di massa (sversamento in mare???) per la cui nocività stava per scoppiare una guerra mondiale.

Insomma l’unica cosa certa è che gli americani vogliono mettere la firma perché forse negli USA non aver combattuto una guerra annunciata, costituisce un’onta così grave da cancellare al più presto, per fare recuperare un prestigio militare altrimenti leso. Insieme a questo passerebbero alla storia anche l’Italietta che obbedisce e la Calabria, con un Presidente fantasma che tenta di barattare qualcosa in cambio, amplificando così la derisione del Mondo intero per aver avallato il transito delle micidiali armi chimiche sul proprio territorio.

Tutto questo è inaccettabile ed offende la dignità e l’intelligenza del popolo italiano e calabrese. Per tali motivi occorre fermare questa triste e preoccupante pagina di storia e di propaganda giocata sulla pelle del territorio. Chiediamo al Governo che il pericoloso passaggio di armi distruttive a Gioia Tauro venga proibito, anche perchè in Italia esiste una legge che vieta il transito di armi chimiche della stessa natura di quelle siriane: gas nervini, vescicanti ed asfissianti, sono mortali e dunque pericolosi per la vita di migliaia di persone che popolano il nostro territorio.

I Sindaci della Piana hanno già fatto sapere al Governo il loro totale dissenso.

E’ un primo segnale di resistenza, che speriamo venga recepito, diversamente non ci rimane che mobilitarci per evitare questa ulteriore mortificazione della nostra coscienza.

Polistena lì 21/01/2013