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Porto di Gioia Tauro: si mantengono i traffici ma il porto dove va????

, in generale all’economia del territorio e per la  ripresa della crescita del Paese .  Se le condizioni non sono ulteriormente migliorate e  la fiducia nel rilancio non è ancora alta dipende dalla  ragione che i risultati odierni sono da riconoscere al senso di responsabilità e al solo impegno dei lavoratori , oltre che alla capacità della Mct di aver saputo attuare un piano utile, ma purtroppo solo “difensivo”. Il tutto dentro uno scenario di assoluto abbandono da parte della Regione  Calabria che ha brillato  solo per vigorosa e vuota propaganda ; nell’assenza completa del Governo Nazionale .

 

Serve, perciò ,  da subito ,chiamare a responsabilità  il terminalista e la politica affichè questo processo virtuoso produca  le sue ricadute positive . Se non  oggi  ci chiediamo quando si debbano realizzare tutte le condizioni per favorire la crescita competitiva della qualità delle attività del terminal con interventi aziendali  e investimenti che vadano oltre la produttività delle sole braccia di chi lavora e sappiano continuare a  garantire  al mercato mondiale l’offerta migliore .  La politica  deve andare oltre i proclami,le promesse , credere e spendersi nell’intermodalità e nella logistica ; riprogrammare  uno  sviluppo integrato e  a sistema che è  anche  un’ urgenza per l’economia sempre più povera della nostra terrà.  Possiamo ancora accettare di veder morire giorno per giorni il sogno  Gioia Tauro e  farsi  che le immense aree industriali servano solo come paracadute per i disastri umanitari .  Peggio ancora , è assurdo  che un Governo che non fa , non vede e non sente alla fine sceglie il contrario dei bisogni ; cioè invece di abrogare, aumenta del 30% le tasse di ancoraggio e  questo disincentiverà i vettori  Non vogliamo essere complici di decine e decine di capannoni vuoti testimonianza delle copiose truffe 488 e simili consumate ai danni del pubblico .  Orami , come Cgil , denunciamo queste vergogne , ma pensiamo che la regione e la provincia per evitare una situazione di non ritorno debba  subito convocare imprese e sindacati per monitorare  quanto sta avvenendo , informare su tempi e iniziative intraprese e dare fiducia affinchè , ad esempio la richiesta , nei mesi scorsi  ZES (Zona Economica Speciale ) abbandonata a se stessa non diventi un’altra bufala come sta per esserlo l’APQ  ricordate i 500 milioni  cosa hanno prodotto??